Concetti Chiave
- La mafia è un fenomeno umano, non invincibile, e la sua sconfitta richiede l'impegno delle istituzioni piuttosto che l'eroismo dei cittadini.
- Petrosino, poliziotto italo-americano, ha avviato importanti indagini sui traffici illeciti dei Siciliani, ma fu assassinato durante una missione in Italia.
- Negli anni '70, la mafia è passata da conflitti familiari a stragi e attentati, portando alla creazione del pool antimafia e al Maxiprocesso di Palermo.
- Le stragi di Falcone e Borsellino hanno scatenato una reazione sociale, aumentando la fiducia collettiva e dando vita a associazioni come "Libera".
- Oggi la mafia è meno visibile ma mantiene il suo potere; la crescita della coscienza sociale ha ridotto l'omertà e incoraggiato la denuncia contro di essa.
La mafia come fenomeno umano
“La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”
In un’intervista rilasciata da Giovanni FALCONE a Rai 3 il 30 Agosto del 1991, lo stesso con questa frase affermò il concetto su scritto, frase diventata in seguito simbolo alla lotta contro la mafia.
Fin dalla fine del 1800, in tanti hanno tentato di combattere l’allora “mano nera” oggi mafia siciliana.
Petrosino e la lotta alla mafia
Fu un poliziotto Italo-Americano di nome Petrosino che a capo di una squadra di colleghi voluta da Roosevelt, diventato in seguito Presidente degli Stati Uniti che iniziò ad indagare sui diversi traffici illeciti che i Siciliani immigrati perpetravano ai danni dei commercianti Stati Unitensi attuando il c.d. “raket”.
Petrosino, ottenne buoni risultati, con diversi risoluzioni di casi, tra cui l’arresto del noto pregiudicato Al Capone, capo del contrabbando di alcool nell’America di allora.
Proprio per le sue spiccate doti investigative, Petrosino, fu chiamato in missione in Italia per indagare su un traffico di banconote false proprio a Palermo, dove si sospettava la complicità di banchieri siciliani, ma non ebbe modo di portare a termine tale missione perché poco dopo il suo arrivo nella città siciliana fu ammazzato.
Vittime della mafia in Italia
Ma torniamo in Italia e alla storia odierna, la mafia identificata come quella dei “Corleonesi”, ma non solo, ad oggi ha mietuto centinaia di vittime innocenti, colpevoli solo di volerla combattere.
A vario titolo, man mano che si interessavano al fenomeno, venivano assassinati. Tra i primi a farne le spese, ricordiamo il commissario Boris Giuliano, seguito a ruota dal giudice Terranova; Pier Santi Mattarella fratello del nostro Presidente della Repubblica, politico che volle applicare leggi contro la mafia; il Capitano dei Carabinieri Basile e ancora altri politici, Magistrati e tutori dell’ordine come Pio La Torre, Salvo Lima, Rocco Chinnigi, Ciaccio Montalto, Livatino, Falcone, Morvillo, Borsellino, il Gen. Dalla Chiesa, i Commissari Cassarà, Montana, gli uomini delle scorte Rocco di Cillo, Antonio Montinaro Vito Schifani, Emanuela Loi e tanti altri, caduti nell’adempimento del proprio dovere.
La trasformazione della mafia
Dagli anni 70, la Sicilia ha visto la trasformazione della mafia dalla tradizionale dei pascoli e faide tra famiglie, a quella delle stragi, attentati, quella c.d. dei colletti bianchi, periodo storico che ha creato la 2° guerra di mafia.
A seguito di questo, verso gli inizi del 1980, il giudice Rocco Chinnici, Procuratore Capo di Palermo, intuito lo spessore e il proliferarsi del fenomeno, per evitare una dispersione di forze e notizie per far sì che le indagini si concentrassero, chiese di istituire un gruppo di magistrati(pool) che si occupasse solo di processi contro la mafia, ma non riuscì a vedere realizzata la sua idea perché il 29 Luglio del 1983 la stessa intuito il pericolo ne decretò l’assassinio.
Il pool antimafia e il maxiprocesso
Capito che si era intrapresa la strada giusta, questa idea venne portata avanti dal suo successore alla Procura, il Giudice Antonino Caponnetto, così, il 16 Novembre del 1983 venne Istituito il Pool Antimafia. Al suo interno lavoravano Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Leonardo Guarnotta e Giuseppe Di Lello.
In seguito, anche “grazie” al pentimento nel luglio del ’83 di Buscetta (primo pentito di mafia) che mise a nudo l’organizzazione segreta mafia, il pool, portò all’istruzione del Maxiprocesso di Palermo durato quasi due anni.
Questo processo venne considerato come la prima vera reazione dello Stato Italiano nei confronti della mafia siciliana.
Venne chiamato maxiprocesso, proprio per la mole delle indagini fatte con relativi arresti, infatti, proprio per l’enormità dell’evento, il pool chiese di costruire all’interno del carcere di Palermo un’aula bunker apposta in quanto non ve ne era una che potesse contenere così tanti imputati, avvocati, pm, membri delle forze dell’ordine, giornalisti e spettatori.
Coinvolse 475 imputati e cica 200 avvocati difensori, numero esorbitante per un processo. Il processo di primo grado si concluse con pesanti condanne, 19 ergastoli e pene detentive per un totale di 2665 anni di reclusione. Condanne quasi tutte confermate in cassazione.
Vendetta della mafia e arresto di Riina
La mafia, sentitasi colpita, si vendicò con molte uccisioni e stragi tra cui la strage di Capaci avvenuta il 23 maggio 1992, dove venne ucciso Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e cinque uomini della scorta e la strage di Via D’Amelio avvenuta il 19 luglio dello stesso anno dove venne ucciso Paolo Borsellino e 5 uomini della scorta.
Altro colpo dello Sato nei confronti di cosa nostra è stato l’arresto di Salvatore Riina o meglio conosciuto come Totò, capo dei capi dell’organizzazione, mandante di numerosissime stragi e omicidi, avvenuto il 15 gennaio del 1993 ad opera dei Carabinieri del ROS guidati dal Capitan Ultimo.
Il potere della mafia oggi
Ovviamente lo scopo di Cosa Nostra e di tutte le altre organizzazioni criminali è il potere e non solo l’arricchimento, infatti i più noti latitanti, si è visto vivere in condizioni miserabili.
Cosa nostra si è sempre contraddistinta in attività illecite come il traffico Internazionale di sostanze stupefacenti e armi, omicidi, corruzione e altro.
Spesso, oggi, si sente dire che la mafia si è sciolta con i vari arresti ma non è assolutamente così.
Forse non esiste più la mafia dello scorso secolo, mafia caratterizzata da stragi e omicidi, mafia che si faceva sentire perché si sentiva perseguitata, oppressa e con la paura di essere sconfitta, ma una mafia meno “plateale” ma altrettanto cinica, quella dei poteri nei “palazzi”, non a caso in uno dei primi interrogatori di Falcone a Buscetta, quest’ultimo si rifiutò di fare il nome del politico di maggior spicco a Roma, dicendo: “Dottor Falcone se le faccio quel nome, per lei è finita”. Proprio a sottolineare il forte potere della mafia sulla politica. Infatti, cronache recenti, raccontano delle inchieste delle Procure di Catanzaro con il Procuratore Gratteri e della procura di Palermo, inchieste che hanno coinvolto centinaia di personaggi tra cui molti politici.
Crescita della coscienza sociale
Oggi, la mafia, fa meno paura, no perché sia stata debellata, ma perché è cresciuta la coscienza sociale. L’uccisione dei giudici Falcone e Borsellino, ha fatto traboccare la goccia e cresciuta la fiducia nella gente, con la nascita di diverse associazioni, prima fra tutte “Libera” di Don Ciotti, manifestazioni di piazza, conferenze e altre manifestazioni che portano allo scoperto la gente per bene che è la maggior parte e ha meno paura di esporsi.
Nella frase iniziale Falcone dice che non bisogna preoccuparsi dell’eroismo da parte di inermi cittadini, questo è vero, ma proprio con la sua uccisione come detto sopra l’omertà sta lentamente diminuendo.
Sicuramente, la coscienza sociale, dovrebbe crescere ancora tanto, portare fuori le conoscenze delittuose con la denuncia, far sì che il su citato intreccio venga debellato, che porta con lo scambio di voto, in una zona d’Italia dove è alto il tasso di disoccupazione il reclutamento di braccia e da forza alla mafia. In sintesi, lo Stato è decisamente più “forte” della mafia, basta volerlo tutti e noi giovani dobbiamo essere i protagonisti di questo evolversi del cambiamento, perché se cambiamento ci sarà, ne potremo usufruire noi stessi e le future generazioni. “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola” questo disse il GRANDE Paolo Borsellino e noi giovani dobbiamo crederci.
Domande da interrogazione
- Qual è la visione di Giovanni Falcone sulla mafia?
- Chi è stato Petrosino e quale ruolo ha avuto nella lotta alla mafia?
- Quali sono alcune delle vittime della mafia in Italia?
- Che cos'è il maxiprocesso e quale importanza ha avuto?
- Come è cambiata la percezione della mafia nella società attuale?
Giovanni Falcone afferma che la mafia non è invincibile e che, essendo un fenomeno umano, ha un inizio e avrà una fine. Sottolinea l'importanza di impegnare le forze migliori delle istituzioni nella lotta contro di essa, piuttosto che pretendere eroismo dai cittadini inermi.
Petrosino è stato un poliziotto italo-americano che ha guidato indagini sui traffici illeciti dei Siciliani negli Stati Uniti, ottenendo risultati significativi, tra cui l'arresto di Al Capone. Fu inviato in Italia per indagare su un traffico di banconote false, ma fu assassinato a Palermo.
La mafia ha causato la morte di numerose vittime innocenti, tra cui il commissario Boris Giuliano, il giudice Terranova, e i magistrati Falcone e Borsellino, tutti colpevoli solo di voler combattere il fenomeno mafioso.
Il maxiprocesso è stato un importante processo contro la mafia, avviato dal pool antimafia, che ha coinvolto 475 imputati e ha portato a pesanti condanne. È considerato la prima vera reazione dello Stato italiano contro la mafia siciliana.
Oggi la mafia fa meno paura non perché sia stata sconfitta, ma grazie alla crescita della coscienza sociale. L'omicidio di Falcone e Borsellino ha stimolato la fiducia nella gente e la nascita di associazioni come "Libera", incoraggiando le persone a esporsi contro la mafia.