Concetti Chiave
- La mafia è un'organizzazione criminale attiva in Italia, con particolare diffusione al sud e coinvolgimento in attività illegali come spaccio di droga e estorsioni.
- Strutturalmente, la mafia è suddivisa in Famiglie o Cosche, con una gerarchia che include il capo, il Consigliere, il Caporegime e i soldati.
- La mafia ha radici storiche che risalgono al 1800 e si è evoluta nel tempo, affrontando sfide significative durante il periodo fascista e l'operato di Cesare Mori.
- Negli anni '60 e '80 si sono verificate guerre di mafia che hanno portato a numerosi omicidi, coinvolgendo anche figure antimafiose di rilievo come Piersanti Mattarella e Cesare Terranova.
- L'Antimafia, istituita nel 1962, si oppone alla mafia e include magistrati noti come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che hanno avuto un ruolo cruciale nel maxiprocesso di Palermo.
La struttura della mafia
La mafia è un’organizzazione criminale che punta ad attività illegali, come spaccio di droga, vendita di armi, corruzione, contraffazione, estorsioni, contrabbando, al fine ultimo di arricchimento personale. In generale è presente su tutto il territorio italiano, ma è soprattutto diffusa al sud: in particolare troviamo Cosa Nostra in Sicilia, la Ndrangheta in Calabria, la Sacra Corona in Puglia, e la Camorra in Campania. La mafia è divisa in Famiglie o Cosche, e ognuna di queste è composta da membri, suddivisi con una struttura gerarchica: al primo posto c’è il capo, a cui tutti devono ubbidire, affiano a lui c’è il Consigliere, braccio destro del capo; sotto di lui c’è il Caporegime e infine il soldato.
Storia e sviluppo della mafia
La mafia nasce intorno al 1800 nelle famiglie feudali siciliane, e si evolve nel corso degli anni, diventando sempre più potente e sfruttando sempre più persone, arrivando ad un discreto livello socio-politico. Fu con l’arrivo di Giovanni Giolitti, con la carica di Presidente del Consiglio, che la mafia ebbe i primi problemi: a Palermo arrivò il questore Sangiorgi, che rese note molte informazioni sull’organizzazione della mafia. Ma i veri problemi arrivano col ventennio fascista: infatti fu dopo la visita di Mussolini in Sicilia, che venne nominato Cesare Mori come prefetto a Palermo, con l’obbiettivo di eliminare la mafia usando qualsiasi mezzo. L’operato di Mori ebbe un ottimo successo, tanto è vero che costrinse tantissimi mafiosi ad emigrare in America, andando a formare così la “Cosa Nostra statunitense”, che ebbe un ruolo abbasta importante nella seconda guerra mondiale, in particolare per lo sbarco in Sicilia degli Alleati. Dopo la guerra i mafiosi tornarono in patria, e qui ricominciarono a prosperare per le loro attività.
Conflitti interni e commissioni
Fu intorno agli anni ’60, che ci fu la prima guerra di mafia: molti mafiosi morirono tra omicidi, sparatorie e autobombe. Contemporaneamente a questo nascono la Commissione mafiosa, che unisce i capi mafiosi siciliani con quelli americani; e la Commissione antimafia, quest’ultima però non riesce a tenere testa a Cosa Nostra, che negli anni successivi, intorno al 1980, fa una serie di omicidi, in cui muoiono moltissimi antimafiosi, tra cui Piersanti Mattarella (magistrato), Cesare Terranova (magistrato), Carlo Alberto Della Chiesa (generale dei carabinieri) e tanti altri. In particolare quest’ultimo si occupò anche della lotta contro le Brigate Rosse. Pochi anni dopo ci fu la seconda guerra di mafia: abbastanza simile alla prima, ma con molti più omicidi.
Il pool antimafia e le stragi
Nasce poco tempo dopo il “pool antimafia”, composto dai magistrati Di Lello, Chinnici, Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; quest’ultimi due crearono non pochi problemi alla mafia, che reagì con nuovi omicidi, uccidendo anche loro due, considerati i nemici storici di Cosa Nostra, per aver condotto dal 1986 al 1992, il maxiprocesso di Palermo, da cui vennero confermate quasi tutte le condanne. Per riuscire a fermare le stragi di quel periodo, avvenne la trattativa Stato-Mafia, tra gli esponenti delle istituzioni e la mafia; da cui si riuscì ad ottenere un accordo, facendo degli sconti alla mafia. Ancora oggi, nonostante l’azione quotidiana delle forze dell’ordine e l’operato di magistrati e giornalisti, rimangono tanti dubbi sulla mafia, che resta un problema costante.
L’Antimafia
L'antimafia moderna
L’Antimafia è l’organizzazione opposta alla mafia, che ha come scopo quello di eliminarla. Nasce nel 1962 la Commissione Antimafia, e intorno agli anni ’80 il pool antimafia, composto dai magistrati Di Lello, Chinnici, Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Alcuni antimafiosi dei nostri giorni sono Nino Di Matteo, ecc…
Domande da interrogazione
- Qual è la struttura gerarchica della mafia?
- Come è nata la mafia e come si è evoluta nel tempo?
- Quali sono stati i principali conflitti interni nella mafia?
- Qual è stato il ruolo del pool antimafia nella lotta contro la mafia?
- Che cos'è l'Antimafia e quali sono i suoi obiettivi?
La mafia è organizzata in Famiglie o Cosche, con una struttura gerarchica che prevede un capo, un Consigliere, un Caporegime e i soldati, dove tutti devono ubbidire al capo.
La mafia è emersa intorno al 1800 nelle famiglie feudali siciliane e si è evoluta, diventando sempre più potente e influente, specialmente durante il ventennio fascista con l'operato di Cesare Mori.
Negli anni '60 e '80 si sono verificate due guerre di mafia, caratterizzate da omicidi e violenze, che hanno coinvolto molti mafiosi e antimafiosi, tra cui figure di spicco come Piersanti Mattarella e Carlo Alberto Della Chiesa.
Il pool antimafia, composto da magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha avuto un impatto significativo nella lotta contro Cosa Nostra, conducendo il maxiprocesso di Palermo, ma ha subito gravi perdite a causa delle reazioni violente della mafia.
L'Antimafia è l'organizzazione opposta alla mafia, nata nel 1962 con la Commissione Antimafia, il cui scopo è eliminare la mafia e combatterne le attività illecite, con figure contemporanee come Nino Di Matteo che continuano questa lotta.