Concetti Chiave
- La necessità di una riforma della Chiesa Romana era già evidente nel periodo dell'Impero Carolingio, con denunce di corruzione del clero e una crescente ostilità verso l'istituzione ecclesiastica.
- Erasmo Da Rotterdam, sostenitore di un ritorno al messaggio originale di Cristo, promosse una lettura più diretta delle Sacre Scritture per rendere la fede più accessibile.
- Martin Lutero, influenzato dalla corruzione riscontrata a Roma, avviò una riflessione morale e si oppose alla vendita delle indulgenze, considerandola un abuso della Chiesa.
- Nel 1517, Lutero pubblicò le sue 95 tesi, condannando il sistema delle indulgenze e affermando che la salvezza si ottiene solo attraverso la fede in Gesù, non tramite opere o pratiche ecclesiastiche.
- Durante la Dieta di Worms del 1521, Lutero rifiutò di ritrattare le sue idee, sottolineando l'importanza delle Sacre Scritture e portando alla sua messa fuorilegge, nonostante l'indifferenza dell'Imperatore Carlo V verso la questione.
Qual è la necessità di una riforma?
Fin dalla nascita dell'Impero Carolingio il mondo occidentale fu consapevole della necessità che la Chiesa Romana dovesse avviare una riforma al suo interno. Già Carlo Magno aveva denunciato la mancanza di una vocazione religiosa e la forte corruzione del clero. A partire dal 14° secolo, si sviluppò un atteggiamento di ostilità nei confronti della Chiesa, accusata di essere lontana da quell'idea di semplicità nel messaggio evangelico; ciò accentuò l'esigenza di una riforma.
Erasmo e la crisi della Chiesa
Tra i primi nel sostenerla ritroviamo Erasmo Da Rotterdam, il cui pensiero si diffuse prima il Germania e poi nell'intera Europa. Questi voleva un ritorno al messaggio originale di Cristo e riteneva che la cultura avesse il compito di semplificare la realtà, sentendola più comprensiva all'uomo. Egli proponeva ancora una lettura meno allegorica delle Sacre Scritture per interpretare meglio l'insegnamento di Cristo. Difatti, nel periodo fra il 1378-1449 la Chiesa Cattolica aveva attraversato una lunga e drammatica crisi, ma alla fine i papi erano riusciti a ristabilire la loro autorità su tutta la chiesa e a creare un forte stato nell'Italia centrale. Le più importanti cariche della Chiesa erano quelle dei cardinali e dei vescovi; queste cariche erano molto ricercate perché erano fonte di potere, ricchezza e prestigio politico. Il Papato e la Chiesa poiché erano sempre più bisognosi di denaro, ricorrevano a mezzi piuttosto inaccettabili per poterselo procurare. Il mezzo più usato fu quello delle indulgenze che consistevano nella concessione di perdono attraverso un'elemosina spontanea che veniva chiesta ai fedeli.
Lutero e la sua formazione
Stando così le cose si avvertiva sempre di più l'esigenza di una riforma religiosa, la quale fu realizzata da Lutero. La sua formazione, era basata sulle letture si Aristotele infatti, si laureò in filosofia diventando in seguito professore di teologia presso l'università di Wittenberg. Nel 1510 compì un viaggio a Roma e qui rimase sconvolto dalla profonda corruzione in cui versava la Chiesa di quel tempo. Così Lutero diede inizio alla sua riflessione morale che lo riportò a leggere le opere di Sant'Agostino e la Bibbia, considerata il testo fondamentale per l'umanità intera. La rottura con la Chiesa non fu immediata; infatti l'episodio che la scaturì fu la decisione del Papa Leone X di promuovere una nuova vendita delle indulgenze; in questo modo la Chiesa accumulava ricchezze anziché seguire opere di carità.
La rottura con la Chiesa
Nel 1517 la Chiesa Romana offrì ai fedeli tedeschi una grande indulgenza, tanto da scandalizzare le coscienze più religiose: tra queste quella di Martin Lutero; che, nell'ottobre del 1517, in un breve scritto composto da 95 enunciati, condannò il sistema delle indulgenze e sostenne che il Papa non aveva il potere di condonare ai peccatori le pene, soprattutto se questo avveniva in cambio di denaro; inoltre sostenne che era riprovevole che tale denaro venisse sperperato nel lusso della corte papale. Le tesi di Lutero furono tradotte dal latino in tedesco e stampate in decine di migliaia di copie, che vennero affisse davanti alla porta della Cattedrale di Wittenberg. In questo modo condannò la Chiesa Romana e si distaccò dal suo pensiero rispetto alla pratica della vendita delle indulgenze. Egli, inoltre, sosteneva che l'istituzione ecclesiastica fosse decaduta e che l'unica a sopravvivere fosse una Chiesa invisibile composta da cristiani sacerdoti di loro stessi. Secondo il suo pensiero, l'elemento essenziale del Cristianesimo era la fede in Gesù e solo quella poteva garantire la salvezza. L'uomo secondo Lutero è profondamente peccatore e, da solo, con la sua volontà e con il suo comportamento, per quanto buono, non può arrivare al paradiso; soltanto la fede nella misericordia gratuita del Signore può salvarlo. Secondo la dottrina cattolica, invece, l'uomo può liberamente scegliere di salvarsi con la sua volontà, aderisce alla fede e pratica le buone opere. Lutero affermava inoltre che la Chiesa aveva aggiunto all'originario messaggio di Gesù, pratiche inutili come il culto dei Santi e delle loro reliquie, egli affermava che solo il battesimo e la comunione erano stati istituiti da Gesù. Inoltre affermava ancora che un credente non aveva bisogno di sacerdoti che interpretassero in Vangelo e facessero da intermediari tra l'uomo e Dio. Papa Leone X emanò per tanto la Bolla "exsurge dominae" in cui fu espressa la condanna delle tesi luterane.
La Dieta di Worms
Nel 1521, Lutero fu convocato dall'Imperatore Carlo V per spiegare la sua posizione nel corso della Dieta di Worms. A egli fu chiesto di ritrattare le proprie tesi, ma egli anziché abiurare, supportò interamente tutta la sua riforma volta ad un radicale cambiamento all'interno della Chiesa Cattolica.
Nel corso di questa Dieta affermò che tutte le sue tesi erano vere e di non negare di essere stato lui a scriverle. L'unica condizione che Lutero pose fu quella di avere delle prove concrete dalle Sacre Scritture, in quanto egli non aveva alcuna fiducia né nella Chiesa né tanto meno nel Concilio. Le conclusioni di questa Dieta furono la messa fuorilegge di Lutero e il completo divieto di possedere, leggere o divulgare il suo elaborato. Nella sostanza però queste conclusioni non vennero del tutto attuate, poiché l'Imperatore Carlo V riteneva la questione luterana poco importante se paragonata a ciò si cui si doveva occupare, ovvero la gestione dell'Impero su più fronti e il potenziamento dell'esercito.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali critiche mosse alla Chiesa Romana prima della riforma?
- Qual era il pensiero di Erasmo riguardo alla riforma della Chiesa?
- Quale evento scatenò la rottura di Lutero con la Chiesa?
- Quali erano le principali tesi di Lutero riguardo alla salvezza e alla Chiesa?
- Cosa accadde durante la Dieta di Worms nel 1521?
Fin dall'Impero Carolingio, la Chiesa Romana fu accusata di corruzione e di allontanamento dal messaggio evangelico, creando un clima di ostilità che richiedeva una riforma interna.
Erasmo Da Rotterdam sosteneva un ritorno al messaggio originale di Cristo e proponeva una lettura meno allegorica delle Sacre Scritture, evidenziando la necessità di semplificare la cultura per renderla più accessibile all'uomo.
La rottura avvenne nel 1517, quando Lutero condannò la vendita delle indulgenze promossa dalla Chiesa, sostenendo che il Papa non avesse il potere di condonare le pene in cambio di denaro.
Lutero affermava che la salvezza si ottiene solo attraverso la fede in Gesù, ritenendo superflue le pratiche ecclesiastiche come il culto dei Santi e sostenendo che ogni credente potesse interpretare il Vangelo senza intermediari.
Durante la Dieta di Worms, Lutero rifiutò di abiurare le sue tesi, affermando la loro verità e chiedendo prove dalle Sacre Scritture, portando alla sua messa fuorilegge, sebbene l'Imperatore Carlo V considerasse la questione di minore importanza rispetto ad altre priorità.