Concetti Chiave
- Erasmo, nato a Rotterdam nel 1466 o 1469 e morto nel 1536 a Basilea, è stato un importante teologo e filosofo olandese che ha diffuso l'Umanesimo in Europa.
- Promuoveva l'idea di un'educazione globale che comprendesse non solo l'istruzione ma anche la formazione del carattere e la capacità critica degli individui.
- Le sue opere principali includono "Elogio della pazzia", che critica la corruzione della Chiesa, e "Ciceronianus", che incoraggia un'interpretazione emotiva dei classici piuttosto che una mera imitazione.
- Nel "De Pueris Instituendis", Erasmo sottolinea l'importanza dei genitori come primi educatori e la necessità di maestri competenti per una formazione efficace dei bambini.
- Erasmo si oppone al pedantismo e sostiene che l'educazione deve facilitare il cosmopolitismo, promuovendo l'unità tra le persone e le culture.
Vita e opere di Erasmo
Nacque a Rotterdam nel 1466 o nel 1469 e morì a Basilea il 12 luglio del 1536. Egli è stato un teologo, umanista e filosofo olandese.
Erasmo diffuse l’Umanesimo in Europa.
Voleva consolidare anche la fede cristiana, la pace e il cosmopolitismo (Cosmopolis → essere tutti uniti ed essere cittadino del mondo). Voleva che tutta l’Europa fosse unita.
Propone una formazione integrale, religiosa e civile.
L'educazione secondo Erasmo
Erasmo diceva che nell’educazione bisogna considerare 3 elementi:
La natura → predisposizione naturale che dobbiamo apprendere;
La ragione → sviluppare la capacità critica che ci distingue dalle bestie;
L’addestramento → mettere in pratica ciò che si sa.
Le lingue facilitavano la concordia ma tutto doveva facilitare il cosmopolitismo. È contrario al pedantismo (nozionismo sterile).
L’istruzione → trasmissione di addestramenti e tecniche, ai giovani del patrimonio culturale.
L'educazione → comprende l’istruzione + la formazione dell’individuo in maniera globale.
Erasmo scrisse: l’Adagia ⇒ raccolta di proverbi dedicata agli adulti che esaltano la saggezza degli antichi.
Opere principali di Erasmo
Le opere più famose sono:
1. L’Elogio alla bazia (esaltare la follia): vuole elogiare la follia della Chiesa, cioè, vuole criticarla poiché dice che è corrotta e che nasconde solo ipocrisia. Il titolo è ironico: “ Elogio della pazzia ”.
Offre spunti pedagogici, infatti critica gli insegnamenti medievali (grammatici e pedanti) dicendo che i giovani dimenticano il senso delle cose. Erasmo era d’accordo con Lutero per quanto riguarda la Bibbia ma in disaccordo poiché Lutero sosteneva il servo arbitrio.
Quest’opera venne definita dai critici una pedagogia del rispecchiamento. Leggendo quest’opera come uno che si specchia, si vedono tutte le loro mancanze, le ipocrisie, poiché smaschera tutte le cose negative in sé.
Erasmo era più vicino agli umanisti quindi credeva nella libertà di scelta dell’uomo.
2. Il Ciceronianus (Cicerone): agli studi dei classici non serve solo il nozionismo. Cicerone non va imitato ma emulato, cogliere cioè l’animo, le sensazioni, ci si deve immedesimare. Quest perché dobbiamo avere dei modelli di educazione valida come riferimento, farli nostri e creare la nostra personalità.
3. Il De Pueris Instituendis (gli educatori dei bambini): I primi educatori sono solo i genitori, poi la famiglia risulta inadeguata e quindi è consigliabile un maestro bravo. Il maestro deve presentare gli argomenti più pesanti e deve alleggerirli e deve arricchire le lezioni con favole.
Erasmo è stato criticato poiché abituato da umanista raffinato rimase attaccato all’ambiente aristocratico e diceva che queste favole non devono dirle le balie ma solo i colti.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale obiettivo di Erasmo nella sua visione dell'Europa?
- Quali sono i tre elementi fondamentali che Erasmo considera nell'educazione?
- Qual è il messaggio principale dell'opera "L'Elogio della pazzia"?
- Come Erasmo vede il ruolo degli educatori nella formazione dei bambini?
Erasmo desiderava un'Europa unita, promuovendo la fede cristiana, la pace e il cosmopolitismo, ovvero l'idea di essere tutti cittadini del mondo.
Secondo Erasmo, l'educazione deve considerare la natura, la ragione e l'addestramento, per sviluppare una formazione integrale e critica.
In "L'Elogio della pazzia", Erasmo critica la Chiesa e la sua ipocrisia, proponendo una riflessione pedagogica che invita a riconoscere le proprie mancanze e a superare l'insegnamento pedante.
Erasmo sostiene che i genitori sono i primi educatori, ma quando la famiglia è inadeguata, è fondamentale avere un maestro competente che renda l'apprendimento accessibile e coinvolgente, utilizzando anche favole.