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Concetti Chiave

  • La rivoluzione russa fu scatenata da una crisi economica profonda e dalla Prima Guerra Mondiale, portando al crollo dell'impero zarista.
  • Il regime zarista era caratterizzato da un'autocrazia totale, con lo Zar che governava senza un vero parlamento, creando malcontento tra la popolazione.
  • Partiti di opposizione come il partito socialrivoluzionario e i bolscevichi si formarono, spingendo per una redistribuzione delle terre e una rivoluzione sociale.
  • La "domenica di sangue" del 1905 segnò un punto di svolta, portando alla creazione del Soviet dei lavoratori e alla concessione della Duma da parte dello Zar.
  • La NEP introdotta dopo la guerra civile cercò di rilanciare l'economia sovietica, ma fallì nel raggiungere una vera semplificazione della burocrazia e portò a un aumento dei contadini proprietari.

Quali sono le cause della rivoluzione russa?

Con l’espressione pericolo rosso si indica la rivoluzione russa (rosso colore dei comunisti).

La rivoluzione russa è a cavallo tra due elementi: crisi economica e prima guerra mondiale.

Questa rivoluzione fa crollare l’impero zarista.

Marx stesso non credeva che la Russia potesse essere una patria comunista poiché serve una società industrializzata e non agricola.

Nel 1861 si tenta la modernizzazione:

• Abolizione della servitù della gleba (contadini)

• Liberazione (affrancamento) dei contadini.

Nonostante ciò restano le disuguaglianze sociali: contadini contro latifondisti (povertà VS ricchezza) e gli operai si lamentano per il salario troppo basso rispetto alle ore di lavoro svolte.

La politica autocratica della Russia zarista

Per quanto riguarda la politica, la Russia era un paese autocratico:

- Lo Zar riteneva che il suo potere discendesse da dio e non dal popolo

- Non esisteva un vero e proprio parlamento ma c’era la Duma che però non ha potere

- L’autocrazia condizionava molto lo Zar.

I partiti di opposizione e le loro ideologie

Però si crearono comunque dei partiti di opposizione:

• Il partito costituzionale – democratico (chiamato anche per le iniziali partito dei cadetti), era composto dalle forze borghesi liberali che volevano un paese più industrializzato

• Il partito socialrivoluzionario che voleva la ridistribuzione della terra

• Il partito operaio socialdemocratico, di orientamento marxista, che voleva uno sviluppo dell’industria per creare una rivoluzione fatta scoppiare dalle classi popolari.

All’interno di quest’ultimo partito c’erano due gruppi:

Menscevichi, vogliono un partito moderato aperto a tutti e non vogliono la rivoluzione perché credono che le classi popolari non siano abbastanza forti

Bolscevichi, vogliono un partito rivoluzionario aperto solo ai rivoluzionari e vogliono la rivoluzione poiché pensano che in Russia sia possibile a causa della crisi economica.

La domenica di sangue e le sue conseguenze

Nel 1905 a San Pietroburgo ci fu un grande sciopero degli operai contro l’economia del tempo. La manifestazione si concluse con un eccidio voluto dallo Zar: gli uomini vengono uccisi a colpi di fucile tra la folla.

Ci furono molte vittime perciò quel giorno fu chiamato “domenica di sangue”.

Conseguenze:

• A San Pietroburgo nacque il Soviet dei lavoratori, mentre nelle campagne i contadini occuparono le terre dei nobili.

• Lo Zar fu costretto a concedere la creazione di un parlamento, la Duma, che aveva il potere legislativo ed era eletto dal popolo.

La riforma agraria di Stolypin

Tra il 1906 e il 1911 Stolypin, ministro dell’economia russo, realizza una riforma agraria con i seguenti obiettivi:

• Creazione di un ceto medio agrario per il rilancio dell’agricoltura con dei contributi statali

• Rilancio produzione agricola

• Garanzia stabilità sociale (classe media tra contadini e latifondisti).

Questa riforma agraria, però, ebbe degli esiti negativi:

• Contadini che non possono affrontare le spese per lavorare la terra

• Contadini che rivendono la terra ai latifondisti

• Emigrazione dei contadini verso le città abbandonando la terra.


L'emigrazione e i conflitti sociali

L’emigrazione genera:

• Aumento della manodopera

• Diminuzione costo della manodopera

• Aumento disoccupazione

• Aumento dei conflitti sociali (proteste contro i politici)

• Alleanza tra contadini e operai.

La rivoluzione di febbraio e il governo provvisorio

Nel 1917 la situazione degenera. Si ha una rivolta operaia contro cui lo Zar invia l’esercito per uccidere i rivoltosi ma l’esercito rifiuta il comando mettendosi dalla parte dei rivoltosi.

Nasce la rivoluzione di febbraio: Zar abdica e il potere è diviso tra Soviet e Governo provvisorio.

Il Soviet vuole uscire dalla guerra mondiale e tentare la redistribuzione delle terre, il Governo provvisorio, retto da Kerenskij, vuole o la continuazione della guerra o la formazione di un’Assemblea costituente da convocare entro la fine dell’anno con elezioni a suffragio universale.

Le tesi di aprile di Lenin

Nel 1917 Lenin rientra in Russia e formula le “tesi di aprile” con due punti cardine:

- Creazione di una fase intermedia tra il governo dello Zar e quello del comunismo

- Trasferimento di tutti i poteri ai Soviet.

Al potere ancora vi è, però, il Governo provvisorio che decide di continuare la guerra.

A Pietrogrado scoppia un’agitazione proletaria: sono i Bolscevichi a volere una rivoluzione.

Il Governo, però, reagisce contro i Bolscevichi: Lenin scappa in Finlandia e Trotsky (vice di Lenin) è arrestato.

Il Governo prende potere dimostrandosi forte ma in realtà non lo è poiché non ha nessun appoggio: a destra vogliono una dittatura militare, a sinistra vogliono uscire dalla guerra.

Kerenskij dovette affrontare anche il tentativo di colpo di stato di Kornilov che voleva restaurare il regime zarista. Kerenskij chiese aiuto ai bolscevichi: la loro mediazione fermò i militari e questo successo aumentò la loro popolarità. Il potere è in mano ai Soviet.

Il colpo di stato di ottobre

Il 10 ottobre 1917 i Soviet si riuniscono per dare avvia alla rivoluzione. I partecipanti devono motivare la loro scelta e tutti dicono che “tutti gli stati sono pronti alla rivoluzione perché la guerra dovrebbe animare il socialismo universale”.

I bolscevichi decisero di conquistare il potere con la forza.

Il nuovo governo rivoluzionario

Il 25 ottobre, i soldati rivoluzionari e le guardie rosse (milizie operaie armate), circondarono e s’impadronirono del Palazzo d’Inverno, sede del governo provvisorio. Nasce un nuovo governo rivoluzionario guidato da Lenin nominato premier (primo ministro, capo del governo), Trotsky (commissario per gli esteri) e Stalin (commissario per le nazionalità, tenta di tenere pacificate le varie etnie russe).

Il governo prende delle decisioni:

• Proposta di pace senza annessioni e identità con la pace di Brest-Litovsk

• Fine latifondismo e divisione terre

• Controllo lavoro nelle fabbriche

• Uguaglianza delle etnie del popolo russo

• Assemblea costituente a suffragio universale.

I bolscevichi fondano il PCR (partito comunista russo) e il potere va a loro.

La guerra civile e la pace di Riga

Incombono tre problemi: rivolte contadine, guerra civile e crisi economica.

La Russia è troppo vasta e per questo motivo alcune zone restano controrivoluzionarie guidate da armate bianche (ex armate dello Zar) e aiutate dall’occidente.

Nel 1919 si ha uno scontro tra armate bianche e armate rosse. Vincono le armate rosse che invadono la Polonia. L’Europa reagisce.

Si arriva alla Pace di Riga nel 1920 con cui si accetta il comunismo russo a patto che la Russia renda indipendenti alcuni territori che nel 1921 formeranno il cosiddetto cordone sanitario (serie di stati-cuscinetto tra Europa e Russia che servono ad assorbire un’eventuale ondata di comunismo.

La NEP e la nascita dell'URSS

Nel mondo contadino, la redistribuzione delle terre non da i risultati sperati e lo Stato decide di requisire i raccolti per distribuire i beni. Nascono i colcos ovvero un’associazione formata da tutte le grandi imprese agricole dello stato.

La soluzione che si trova è quella della NEP (nuova economia politica).

Il PCR ha tutto il potere in mano creando un regime totalitario come accadrà per fascismo e nazismo poiché Stato e partito si identificano; gli altri partiti sono dichiarati fuorilegge.

Nascono i commitern (unione dei partiti comunisti internazionale).

Nel 1918 nasce la repubblica socialista federalista sovietica e nel 1922 diventa URSS (unione repubbliche socialiste sovietiche).

La NEP si realizza sia nel mondo industriale che in quello agricolo.

In ambito agricolo:

• I contadini hanno la requisizione delle terre

• Si instaura il libero scambio tra i prodotti agricoli e industriali

• Sono eletti dei capi dei lavoratori

• Aumento dei contadini proprietari (fallimentare poiché i contadini badano di più ai propri interessi che a quelli dello stato.

In ambito industriale:

• Autonomia delle grandi industrie mentre quelle piccole restano in mano allo Stato (economia MISTA privati/pubblica)

• Non viene raggiunto l’obiettivo della semplificazione della burocrazia.

Con la NEP viene abbandonata l’idea della rivoluzione mondiale, ovvero trasportare la rivoluzione bolscevica in tutte l’Europa e perciò si tentano accordi col mondo occidentale.

La successione di Lenin e l'ascesa di Stalin

Nel 1922 Lenin si ammala e si ritira dalla vita polita pur restando il leader. Nascono dei dubbi sul suo possibile successore poiché non si sapeva se fosse stato all’altezza per i settori chiave dell’economia e per i rapporti internazionali.

Il Committern era contrario ai rapporti diplomatici poiché i partiti comunisti di ogni singolo Paese speravano di realizzare la rivoluzione.

Nel 1924 Lenin muore e nascono due tesi contrapposte per la successione:

• Trotsky che era il braccio destro di Lenin ed il suo prediletto che sperava in una rivoluzione permanente ma Lenin si era accorto della sua tendenza alla violenza

• Stalin che voleva rafforzare il comunismo sovietico ma non voleva che altri Stati fossero diventati comunisti.

Vince Stalin che crea delle accuse contro Trotsky che viene deportato.

Riesce a scappare e a rifugiarsi in Messico ma dei sicari di Stalin lo rintracciano e lo uccidono.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali cause della rivoluzione russa?
  2. La rivoluzione russa è causata da una crisi economica e dalla Prima Guerra Mondiale, che portano al crollo dell'impero zarista. Nonostante tentativi di modernizzazione come l'abolizione della servitù della gleba, persistono disuguaglianze sociali tra contadini e latifondisti.

  3. Qual è il ruolo della Duma nella politica zarista?
  4. La Duma, pur essendo un'istituzione legislativa, non ha reale potere e la politica rimane autocratica, con lo Zar che considera il suo potere come derivante da Dio e non dal popolo.

  5. Cosa accade durante la "domenica di sangue"?
  6. Nel 1905, un grande sciopero a San Pietroburgo culmina in un eccidio voluto dallo Zar, portando alla nascita del Soviet dei lavoratori e alla concessione della Duma, che ottiene potere legislativo.

  7. Quali sono le conseguenze della riforma agraria di Stolypin?
  8. La riforma agraria di Stolypin mira a creare un ceto medio agrario, ma fallisce, portando a una rivendita delle terre da parte dei contadini ai latifondisti e a un'emigrazione verso le città.

  9. Come si sviluppa la successione di Lenin e l'ascesa di Stalin?
  10. Dopo la morte di Lenin nel 1924, si creano tensioni tra Trotsky, sostenitore di una rivoluzione permanente, e Stalin, che preferisce consolidare il comunismo sovietico. Alla fine, Stalin prevale, deportando e infine eliminando Trotsky.

Domande e risposte

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