Concetti Chiave
- L'Europa del 1800 mostrava un forte divario tra est e ovest, con l'ovest più sviluppato grazie all'industrializzazione, mentre l'est era dominato da aristocrazia e disuguaglianze sociali.
- I liberali si dividevano in democratici, favorevoli a cambiamenti radicali, e moderali, che accettavano una monarchia costituzionale e limitavano il diritto di voto alle classi elevate.
- Movimenti di protesta si diffondevano in Europa, con richieste di costituzioni e indipendenza nazionale, spesso ostacolate da governi repressivi e censura.
- In Italia, le ribellioni iniziarono con concessioni di libertà, ma furono rapidamente schiacciate da eserciti, portando a ritorni all'ordine monarchico.
- In Piemonte, la successione al trono e le concessioni di Carlo Alberto rappresentarono momenti chiave, ma furono seguiti da una dura repressione austriaca.
Sviluppo e disuguaglianze in Europa
Durante il 1800, l’Europa era un continente in fase di sviluppo su molteplici ambiti: in questo periodo assistette ad una crescita economica, sociale e demografica, soprattutto grazie ai numerosi progressi in medicina e al miglioramento delle condizioni igieniche. Tuttavia, vi era comunque una differenza interna tra Europa orientale ed Europa occidentale, nettamente più evoluta della prima: in occidente vi era stato il fenomeno dell’industrializzazione, che aveva contribuito al rafforzamento della casse borghese e al conseguenti progresso e aumento delle ricchezze. Mentre nell’area centro-orientale dominava ancora l’aristocrazia terriera e persistevano profonde disuguaglianze sociali (basti pensare, ad esempio, che in Russia vigeva ancora la servitù della gleba).
Divisione tra liberali e conservatori
I liberali vennero divisi in due gruppi: i democratici e i moderali.
I democratici avevano idee estremiste e aspiravano a cambiamenti radicali; non accettavano la figura del re e pretendevano l’estensione del diritto di voto a tutti i cittadini. I moderali erano meno radicali e accettavano la monarchia purché fosse costituzionale e chiedevano che il diritto di voto fosse concesso solo alle classi più elevate e colte.
In contrapposizione ai liberali vi erano i conservatori e Reazionari.
I conservatori intendevano conservare l’organizzazione politica economica e sociale; i reazionari, considerati i veri protagonisti della restaurazione, intendevano ripristinare anche con la forza l’ordine precedentemente sconvolto e agivano aspramente contro tutte le idee nuove, nonostante fossero consapevoli che un completo ritorno al passato fosse un qualcosa di impossibile.
Movimenti di protesta e società segrete
In molti stati si crearono movimenti di protesta, ispirati agli ideali del liberalismo; le loro richieste principali erano la concessione di un costituzione e l’ indipendenza nazionale.
In Italia, la libertà economica di commercio e l’azione dei liberali furono ostacolate dall’imposizione di dogane e dalla censura, che prevedeva il divieto di dichiararsi contrari alla restaurazione.
Il governo austriaco del lombardo veneto incarcerò i ribelli e impedì la stampa e la diffusione dei giornali; mentre in Toscana, il duca Ferdinando III si mostrò moderato e concesse alcune libertà.
Le forze di opposizione, allora, si organizzarono in società segrete, ovvero associazioni i cui scritti e obiettivi venivano tenuti segreti. La più importante e diffusa di queste fu la Carboneria: essa si poneva come obiettivo l’indipendenza dell’Italia e ad essa aderirono Lombardia, Piemonte e il regno delle due Sicilie. I carbonari non avevano un piano ben preciso e neanche dei progetti completamente comuni: alcuni richiedevano solo la costituzione, altri aspiravano alla repubblica, altri ancora auspicavano in una federazione di stati. Tutti i membri, però, tra cui citiamo borghesi di orientamento liberale, medici, avvocati, insegnanti, ufficiali, soldati dell’ex esercito napoleonico, studenti universitari, erano spinti da ideali liberali o da puro spirito di avventura e comunicavano con il linguaggio dei venditori di carbone (da cui deriva il nome stesso dell’associazione), che ne era il garante della segretezza.
Questa situazione di scompigliò causò la formazione di movimenti rivoluzionari, uno dei quali si scatenò nel periodo che va dal 1820 al 1821.
Ribellioni e concessioni in Italia
Le ribellioni contro le monarchie assolute iniziano in Spagna, dove Ferdinando VII concede ai ribelli la sovranità popolare; successivamente, i moti si spostano nell’Italia meridionale. Insorgono prima a Napoli, i cui rivoluzionari, capitanati da Guglielmo Pepe, convincono il sovrano Ferdinando I di Borbone a concedere una costituzione e un parlamento; e poi a Palermo, dove i nobili chiedono la separazione della Sicilia dal regno di Napoli.
Nel marzo del 1821 un esercito scese a Napoli e sconfigge i liberali; il re riprese il controllo della città e abolì le concessioni precedentemente fatte; in più, i capi liberali vennero imprigionati, esiliati e condannati.
Sempre nel marzo del 1821, in Piemonte, il re Vittorio Emanuele I abdica in favore di suo fratello Carlo, il quale, poiché momentaneamente assente, venne sostituito da Carlo Alberto, simpatizzante dei liberali, che vi concesse la costituzione.
Il moto si concluse quando intervenne l’esercito austriaco a reprimere la ribellione.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali differenze tra l'Europa orientale e occidentale nel 1800?
- Come si dividevano i liberali e quali erano le loro posizioni?
- Quali furono le principali richieste dei movimenti di protesta in Europa?
- Qual era il ruolo della Carboneria nei movimenti di opposizione in Italia?
- Quali eventi segnarono le ribellioni in Italia tra il 1820 e il 1821?
Nel 1800, l'Europa occidentale era più evoluta grazie all'industrializzazione, che aveva rafforzato la borghesia e aumentato le ricchezze, mentre l'Europa orientale era dominata dall'aristocrazia terriera e presentava profonde disuguaglianze sociali, come la servitù della gleba in Russia.
I liberali si dividevano in democratici, che aspiravano a cambiamenti radicali e all'estensione del diritto di voto a tutti, e moderali, che accettavano una monarchia costituzionale e volevano il voto solo per le classi elevate.
I movimenti di protesta chiedevano principalmente la concessione di una costituzione e l'indipendenza nazionale, ispirati agli ideali del liberalismo, nonostante le restrizioni imposte dai governi, come la censura e le dogane.
La Carboneria era una società segreta che mirava all'indipendenza dell'Italia, composta da membri con ideali liberali e avventurosi, e si caratterizzava per la segretezza dei suoi obiettivi e comunicazioni.
Le ribellioni iniziarono in Spagna e si diffusero in Italia, con i rivoluzionari di Napoli che ottennero una costituzione, ma furono poi sconfitti dall'esercito austriaco, mentre in Piemonte, Carlo Alberto concesse una costituzione prima che l'intervento austriaco reprimesse la ribellione.