Concetti Chiave
- La crisi petrolifera del 1973 ha aggravato le fragilità strutturali dell'economia italiana, come il ritardo tecnologico e l'inefficienza del sistema fiscale.
- La Banca d'Italia ha adottato politiche monetarie deflazionistiche, aumentando il tasso di sconto e causando una recessione economica con un calo del PIL.
- Il periodo ha visto l'insuccesso dei governi di centro-sinistra e un crescente deficit di bilancio, culminando nel successo del PCI alle elezioni del 1976.
- Il terrorismo in Italia ha avuto due forme principali: il terrorismo nero di stampo fascista e il terrorismo rosso delle Brigate Rosse, entrambi miranti a destabilizzare lo stato.
- Negli anni '80, nonostante una ripresa economica, l'Italia ha dovuto affrontare un deficit crescente e inefficienze nei servizi, ostacolando uno sviluppo sostenibile.
La crisi petrolifera del 1973
La crisi petrolifera del 1973 mise a dura prova l’economia italiana e di tutti i paesi occidentali. La crisi in Italia fu particolarmente dura perché agli effetti della crisi internazionale si sommarono le fragilità strutturali dell’economia; ritardo tecnologico, inefficienza del sistema fiscale, passivo della bilancia dei pagamenti, debolezza della lira, inefficienze della pubblica amministrazione, ecc.
Inflazione e politiche monetarie
L’inflazione in particolare, era molto alta, con conseguente aumento del costo delle importazioni (essenziali per la produzione italiana).
La Banca d’Italia adottò quindi una politica monetaria deflazionistica, aumentando il tasso di sconto e provocando una recessione dell’economia: diminuì il PIL, aumentarono gli interessi sui titoli di stato.
La presenza della scala mobile consentì la difesa del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni.
Ne risentì l’occupazione, anche se la Cassa integrazione e la legislazione fortemente a orientata alla tutela dei lavoratori, attenuarono gli effetti della recessione.
Deficit e instabilità politica
Il ricorso frequente alla cassa integrazione, la crescita della spesa previdenziale e l’alta evasione fiscale determinarono un crescente deficit del bilancio dello stato, che si presentò come un nuovo problema per la già difficile economia italiana.
I primi anni ’70 videro l’insuccesso dei governi di centro-sinistra: le alleanze si fecero sempre più fragili e litigiose, divise sulle soluzioni da dare alla crisi economica.
Alle elezioni del 1976 vi fu un successo elettorale del PCI, grazie soprattutto alla nuova linea politica realizzata dal suo segretario Berlinguer, basata sulla ricerca di un compromesso storico (alleanza tra tradizione socialista, comunista e cattolica).
Si formò un governo di un solo partito (DC) presieduto da Andreotti, seguito da un governo di solidarietà nazionale.
Nello stesso momento si verificò uno dei più drammatici eventi della nostra storia recente: il rapimento e la successiva uccisione di Aldo Moro da parte della Brigate Rosse (terroristi di sinistra).
Alla fine del 1978 la solidarietà nazionale entrò in crisi, e fu sostituita da nuovi governi instabili di centro-sinistra.
Con la fine della politica della solidarietà internazionale, vennero meno anche i dialoghi tra imprenditori e movimenti sindacali. Subentrarono duri scontri, che terminarono con la sconfitta del sindacato.
Terrorismo e instabilità sociale
Questi furono anche gli anno del terrorismo, di due diversi tipi:
_ TERRORISMO NERO. Di stampo fascista, ha insanguinato il paese con una serie di attentati volti a colpire indiscriminatamente i civili e a seminare terrore. Piazza Fontana (MI), piazza della Loggia (BS), treno Italicus, bomba ad altissimo potenziale nella stazione di Bologna nel 1980 (la strage più grave della storia europea). Gli obiettivi erano quelli di attaccare le istituzioni democratiche e le conquiste popolari, contrari al loro ideale di autoritario e antidemocratico.
_ TERRORISMO ROSSO. Sviluppatosi a metà degli anni ’70. Formato dalle Brigate rosse, dai Nuclei armati proletari. Dichiararono di praticare la lotta armata per colpire lo stato e la classe dirigente borghese con l’obiettivo di avviare un moto rivoluzionario attraverso rapimenti, ferimenti, assalti e omicidi.
Ripresa economica degli anni '80
Nei primi anni ’80 l’economia era in grave crisi. Ma a partire dal 1984 si verificò una ripresa piuttosto intensa, tanto da far pensare ad un secondo boom economico. La ripresa nasceva da una buona situazione dell’economia mondiale, favorita soprattutto dal ribasso dei prezzi del petrolio, e da una nuova disponibilità interna degli imprenditori ad investire e alla crisi del sindacato (nuova rottura: ritornano Cgil, Cisl e Uil).
Le grandi imprese effettuarono profonde ristrutturazioni e lanciarono nuovi prodotti, che riportarono l’economia italiana ad una condizione competitiva sui mercati internazionali.
Limiti della ripresa: crescita incontrollata del deficit del bilancio, inefficienze dei servizi, ristagno della ricerca scientifica.
Politica e corruzione negli anni '80
Sul piano politico si ripropose l’alleanza tra la DC, il PSI, i Liberali, i repubblicani e i socialdemocratici, con l’esclusione del PCI dalla maggioranza.
Rispetto al centro-sinistra, il pentapartito che governò l’Italia negli anni ’80 presentava alcune differenze, la più importante fu il rapporto tra i due maggiori partiti: se prima la posizione dominante della DC era stata messa fuori discussione, ora i socialisti posero condizioni più dure per partecipare alla maggioranza.
Dilagavano ancora pratiche di clientelismo, lottizzazione e corruzione.
Ma la caratteristica del sistema politico degli anni ’80 fu la paralisi del sistema politico, che rendeva impraticabile l’alternanza e il ricambio della classe dirigente.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali cause della crisi economica in Italia durante il 1973?
- Come reagì la Banca d'Italia all'alta inflazione del periodo?
- Quali eventi politici segnarono l'Italia negli anni '70?
- Quali furono le due forme di terrorismo che colpirono l'Italia in quegli anni?
- Quali furono i limiti della ripresa economica italiana negli anni '80?
La crisi economica in Italia nel 1973 fu aggravata da fragilità strutturali come il ritardo tecnologico, inefficienza del sistema fiscale, passivo della bilancia dei pagamenti e debolezza della lira, oltre agli effetti della crisi petrolifera internazionale.
La Banca d'Italia adottò una politica monetaria deflazionistica, aumentando il tasso di sconto, il che portò a una recessione economica con un calo del PIL e un aumento degli interessi sui titoli di stato.
Negli anni '70, l'Italia visse l'insuccesso dei governi di centro-sinistra, il successo del PCI nel 1976 e il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, che segnarono un periodo di instabilità politica.
Il terrorismo in Italia si manifestò in due forme: il terrorismo nero, di stampo fascista, e il terrorismo rosso, rappresentato dalle Brigate Rosse, entrambi miranti a colpire le istituzioni democratiche e la classe dirigente.
Nonostante la ripresa economica degli anni '80, si evidenziarono limiti come la crescita incontrollata del deficit di bilancio, inefficienze nei servizi e un ristagno nella ricerca scientifica.