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Concetti Chiave

  • La disfatta di Adua e la caduta del governo crispino segnarono l'inizio di una crisi politica che cambiò gli equilibri politici e accentuò una visione autoritaria del potere.
  • Durante la crisi economica, i ceti popolari organizzarono moti di protesta, che furono repressi violentemente dal governo, culminando nel tragico evento del 7 maggio 1898 a Milano.
  • Il governo Pelloux tentò di introdurre misure liberticide, ma l'opposizione rispose con ostruzionismo, portando allo scioglimento della Camera e a nuove elezioni nel giugno 1900.
  • Le elezioni del 1900 rafforzarono le sinistre, costringendo il governo alle dimissioni e segnando una svolta politica significativa.
  • Dopo l'assassinio di Umberto I nel 1900, il governo Saracco cadde e Zanardelli fu nominato primo ministro, avviando un periodo di maggiore democrazia nell'età giolittiana.

La crisi politica e la disfatta

La disfatta di Adua e la caduta del governo crispino coincisero con l'apertura di una crisi politica, destinata a modificare gli equilibri politici maturati negli ultimi decenni del secolo, nel corso dei quali si era affermata una visione autoritaria del potere, che mirava principalmente a contenere le spinte e le rivendicazioni sociali. Questa crisi politica si svolse tra l'altro durante un periodo di crisi economica.

Repressione e dimissioni

Questa crisi economica ebbe ripercussioni sui ceti popolari, che organizzarono moti di protesta, repressi dal governo. La repressione culminò a Milano, quando il generale Bava Beccaris il 7 maggio del 1898 sparò cannonate sulla folla in piazza, causando decine di morti. Il primo ministro Rudinì si dimise e si introdusse al governo Pelloux, sotto cui l'Italia corse il pericolo di una svolta autoritaria.

Qual è la svolta politica e le nuove elezioni?

Al tentativo di proporre il disegno di legge liberticida le opposizioni risposero ricorrendo all'ostruzionismo parlamentare; Pelloux promulgò allora le misure repressive per decreto, dichiarato però nullo dalla Corte di cassazione nel febbraio del 1900. Lo scontro tra governo e opposizione si concluse infine con lo scioglimento della Camera; le successive elezioni nel giugno 1900 fecero però registrare un rafforzamento delle sinistre, costringendo il governo alle dimissioni.

Assassinio e cambiamenti di governo

Il periodo del governo Saracco (1900-1901) fu funestato dall'assassinio del re Umberto I del 29 luglio 1900, ed infine il suo governo cadde in seguito ad un voto della Camera che gli contestava un atteggiamento troppo debole in occasione di un grande sciopero dei lavoratori portuali di Genova, a seguito della revoca dello scioglimento della locale Camera del Lavoro. Nel 1901 il nuovo re Vittorio Emanuele III nominò primo ministro Zanardelli, leader della sinistra parlamentare. Si posero le basi della democrazia che contraddistinguerà l'età giolittiana.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali della crisi politica in Italia alla fine del XIX secolo?
  2. La crisi politica fu innescata dalla disfatta di Adua e dalla caduta del governo crispino, in un contesto di crisi economica e di repressione delle rivendicazioni sociali, che portò a un cambiamento degli equilibri politici consolidati negli anni precedenti.

  3. Come reagì il governo di Pelloux di fronte alle proteste popolari?
  4. Il governo di Pelloux rispose con la repressione delle proteste, culminata nel tragico evento del 7 maggio 1898 a Milano, dove il generale Bava Beccaris sparò sulla folla, causando numerosi morti e portando alle dimissioni del primo ministro Rudinì.

  5. Quali furono le conseguenze dell'assassinio di re Umberto I per il governo italiano?
  6. L'assassinio di re Umberto I nel 1900 portò alla caduta del governo Saracco, che fu criticato per la sua debolezza durante uno sciopero dei lavoratori, e segnò l'inizio di un nuovo governo guidato da Zanardelli, ponendo le basi per la democrazia dell'età giolittiana.

Domande e risposte

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