Concetti Chiave

  • Negli anni Venti, la Germania visse una rivoluzione sociale che portò a una decadenza morale, mentre negli Stati Uniti il proibizionismo aggravò i mali sociali.
  • Movimenti artistici come Dadaismo e Cubismo emersero in risposta all'insicurezza del periodo, culminando nel Surrealismo che sfidava le convenzioni tradizionali.
  • La cultura popolare si caratterizzò per sport di massa, giochi d'azzardo e jazz, con artisti che cercavano di rispondere alle esigenze sociali del tempo.
  • I regimi fascisti in Italia, Spagna e Germania osteggiarono l'arte moderna, cercando di ripristinare forme artistiche tradizionali in un contesto di repressione culturale.
  • La scienza affrontò maggiori ostacoli nei paesi totalitari, mentre nei contesti democratici continuò a progredire, portando a dilemmi morali su fedeltà nazionale e responsabilità globale dopo la guerra.

Cambiamenti sociali e culturali

Gli anni Venti del XX secolo furono contrassegnati da fatti molto significativi per le conseguenze che ebbero ben presto nella cultura. In Germania, una grande rivoluzione sociale interessò la classe media e la decadenza morale fece delle grandi città degli inimmaginabili centri del vizio. Negli Stati Uniti l’esperimento del proibizionismo portò ad ogni sorta di mali sociali. In Francia, si susseguirono scandali politici, mentre in Inghilterra i contrasti fra capitale e lavoro culminarono nel grande sciopero del 1925. L’India fu sconvolta continuatamente da disordini e tumulti mentre il Mahatma Gandhi lottava per cacciare gli Inglesi dal paese e per arrestare l’industrializzazione. La cultura europea vide i più strani esperimenti letterari ed artistici. Il terremoto della guerra appena finita e la depressione economica sconvolsero il vecchio ordine e si può tranquillamente affermare che esisteva une forte affinità fra i sistemi dei gangster e quelli degli scioperanti o delle leghe fasciste. Non è un caso che il maresciallo Goering, il tristemente celebre criminale di guerra tedesco, al solo sentire parlare di “cultura”, poneva mano alla pistola. L’artista si separa sempre più dal pubblico e si crea una vera e propria mania per i gruppi di artisti legati da interessi segreti o non chiari che si dedicavano a complicati sforzi espressivi che soltanto in pochi erano in grado di apprezzare e incomprensibili al resto del pubblico.

Rivoluzione artistica e letteraria

Nella poesia, nella musica, nella pittura e nella scultura, le linee armoniose delle forme tradizionali vennero ritenute incapaci di rappresentare l’insicurezza e l’inquietudine del momento. La visione della realtà poteva essere espressa meglio con le dissonanze e con il verso libero. Sorgono così movimenti quali il Dadaismo e il Cubismo che portarono al Surrealismo in cui viene proclamata l’assurdità dell’arte e la coincidenza dei contrari. In letteratura si ebbe un crescente interesse per la psicologia di Freud, mentre James Joyce impiegò ben sedici anni a scrivere l’opera Finnegans Wake (= La veglia di Finnegans) che la maggior parte dei lettori trovò incomprensibile. Soltanto T.S. Eliot poté cogliere il vero aspetto del tempo con l’opera The Waste Land (= La terra desolata) e The Hollow Men (= Gli uomini vuoti), molto più accessibili al vasto pubblico.

Conflitti e ideologie emergenti

Nella cultura europea continuarono a svilupparsi i conflitti esistenti già prima della guerra mondiale (pressioni sulle risorse mondiali dei beni di consumo e di ricchezze, trasformazione della geografia umana, spinta esplosiva dell’emigrazione, sviluppo della produzione industriale con tutti i problemi ad essa legata nella massa popolare), esasperati da reazioni in senso anti-nazionalistico. Se da un lato, continua la rivolta contro tutto ciò che è intellettuale con la ricerca di stili sempre nuovi e sempre più primitivi, dall’altro la perdita del carattere nazionale del pensiero e dell’arte determina l’abbandono dei valori tradizionali e delle forme convenzionali che porta alla letteratura non impegnata. Accanto alla rivolta contro il nazionalismo si ha la simpatia verso l’ideologia socialista e comun ista, di cui è simbolo lo scrittore francese André Gide. A poco a poco, riprese vigore il concetto di “littérature engagée”, mentre il realismo di Zola, ritenuto superato intorno agli anni Venti, ritornò in auge nella forma di romanzo “proletario”. Un esempio di ciò ci è fornito da L’opera da tre soldi di Kurt Wiel del 1928. Inoltre, sotto la spinta della crisi economica mondiali, molti scrittori si interessano della disoccupazione di massa e dello squallore delle baraccopoli, conseguenza dell’espansione industriale.

La cultura popolare è caratterizzata dallo sport di massa, dai giochi d’azzardo, dal jazz e dalle feste. Comunque, non tutto fu negativo poiché i risultati più duraturi si ebbero ogni volta che gli sforzi degli artisti vennero a coincidere con le reali esigenze della società. È il caso dello stile più funzionale inventato da Gropius o dei grattacieli e dei ponti costruite in tale periodo in America.

Influenza dei regimi totalitari

In Italia, in Spagna e in Germania i regimi fascisti, fin dagli inizi mostrarono una grande ostilità nei confronti delle correnti dell’arte moderna che essi consideravano come indice di decadenza; per questo motivo, i regimi si sforzarono di sollecitare la riaffermazione delle forme artistiche nazionali tradizionali, ma non si rendevano conto che lo spazio riservato alla libera iniziativa era ormai veramente molto ridotto a causa dell’atmosfera paralizzante creata dallo stato di polizia. A questo proposito, è opportuno ricordare il famoso autodafé voluto da Goebbels, uno dei più importanti gerarchi nazisti che condannò alle fiamme le opere di Einstein, Proust, Freud, Marx, Gide e J. London con l’obiettivo di affermare la concezione totalitaria della cultura.

Scienza e dilemmi morali

Anche la scienza, pur conservando un carattere fondamentalmente internazionale, incontrò ostacoli sempre maggiori nei paesi totalitari, mentre in quelli democratici poté progredire molto facilmente. Soltanto dopo il 1945, a seguito del lancio della bomba H su Hiroshima, gli scienziati sollevarono una forte perplessità fra dovere di fedeltà alla nazione e doveri verso l’umanità in generale. La stessa perplessità aveva interessato gli uomini di lettere venti anni prima.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze sociali e culturali degli anni Venti del XX secolo?
  2. Gli anni Venti furono caratterizzati da una grande rivoluzione sociale, con la decadenza morale nelle città tedesche, il proibizionismo negli Stati Uniti e disordini in India, mentre in Europa si svilupparono movimenti artistici e letterari innovativi, segnando un forte cambiamento culturale.

  3. Come si manifestò la rivoluzione artistica e letteraria in questo periodo?
  4. La rivoluzione artistica si espresse attraverso movimenti come Dadaismo e Surrealismo, che rifiutavano le forme tradizionali, mentre in letteratura si esplorava la psicologia di Freud, con opere come "The Waste Land" di T.S. Eliot che cercavano di rappresentare l'insicurezza del tempo.

  5. Quali conflitti e ideologie emersero nella cultura europea degli anni Venti?
  6. I conflitti preesistenti si intensificarono, con una crescente rivolta contro il nazionalismo e un interesse per ideologie socialiste e comuniste, mentre la letteratura impegnata tornò in auge, affrontando temi come la disoccupazione e le condizioni di vita nelle baraccopoli.

  7. In che modo i regimi totalitari influenzarono l'arte e la cultura?
  8. I regimi fascisti in Italia, Spagna e Germania osteggiarono l'arte moderna, cercando di riaffermare forme artistiche tradizionali, mentre la libertà di espressione venne soffocata, come dimostrato dall'autodafé voluto da Goebbels contro opere di autori considerati decadenti.

  9. Quali dilemmi morali emersero nel campo della scienza durante e dopo gli anni Venti?
  10. La scienza affrontò ostacoli nei regimi totalitari, mentre nei paesi democratici progredì. Dopo il 1945, gli scienziati si trovarono a dover conciliare la fedeltà alla nazione con i doveri verso l'umanità, un dilemma già presente tra gli intellettuali venti anni prima.

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