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Concetti Chiave

  • Il periodo repubblicano (509-27 a.C.) è caratterizzato da significative conquiste e dall'assimilazione delle divinità di popoli vinti, come Greci e Galli, da parte di Roma.
  • I Romani hanno creato un Olimpo romano-greco con dodici divinità principali, assimilando gran parte delle divinità greche grazie a legami culturali e indoeuropei.
  • Durante le guerre puniche, i Romani iniziarono a interessarsi ai culti orientali, accogliendo culti come quello di Cibele per ottenere favori locali.
  • Alcuni culti orientali, come i Baccanali, furono considerati scandalosi e repressi dal Senato, che vigilava sull'adozione di nuovi culti religiosi.
  • Le divinità romane erano rappresentate da simboli distintivi, come Giove con l'aquila e il fulmine, e Venere con la colomba, evidenziando le loro caratteristiche principali.

Indice

  1. Conquiste e assimilazione culturale
  2. Olimpo romano-greco
  3. Culti orientali e controllo senatorio

Conquiste e assimilazione culturale

Il periodo repubblicano va dal 509 al 27 a.C. E’ un periodo di grandi conquiste e le divinità dei popoli vinti (Greci, asiatici, africani, Galli) sono accettate da Roma. Varrone ne conta fino a 30.000. Accoglienti nei confronti degli dei stranieri e pronti a trovare punti in comune con essi, i Romani hanno assimilato ad essi la maggior parte delle divinità greche. Gli storici suppongono che gli Etruschi abbiano fatto da intermediari. Le analogie che hanno permesso tale assimilazione non sono affatto arbitrarie perché Greci e Romani avevano in comune un passato indoeuropeo. Infatti Juppiter = Zeus pater corrisponderebbe a Dyaus Pitar degli Indù.

Olimpo romano-greco

Così, fra il VI e III secolo, a Roma sorse un Olimpo romano-greco con dodici divinità principali. Esse erano:

Jupiter o Giove – rappresentava il Cielo e l’Onnipotenza. Come simbolo aveva l’aquila, lo scettro e il fulmine

Giunone – rappresenta il Cielo ed il Matrimonio. Il suo simbolo è il melograno e il pavone

Minerva – Rappresentava l’Intelligenza e come simbolo portava la civetta (oggi presente sull’ euro greco), lo scudo e l’olivo

Apollo – venuto dall’ Italia meridionale, verso la fine del IV secolo, era la sola divinità che abbia conservato la personalità ellenica poiché i Romani non avevano nulla che gli somigliasse. Apollo proteggeva le arti e simboleggiava la forza del Sole. Come attributi aveva l’arco e la lira.

Diana – rappresentava la Castità, la Caccia e la forza della Luna. I suoi simboli erano il quarto di luna, l’arco e il cerbiatto

Mercurio – proteggeva il commercio e rappresentava l’eloquenza. Le ali e il caduceo erano i suoi simboli. Il caduceo è un bastone alato con due serpenti attorcigliati intorno;

Vulcano – il dio del fuoco, simboleggiato dall’incudine e il martello

Vesta – divinità del focolare domestico; il suo attributo era la fiamma

Marte - dio della guerra, rappresentato dal casco e dalle armi

Venere – la dea dell’amore e della bellezza. La colomba era il suo simbolo

Cerere – rappresentava la forza della natura e rappresentava la fecondità. I suoi simboli erano una fascio di spighe di grano e una falce

Nettuno – divinità del mare, rappresentato da un tridente e da un cavallo.

Ai loro dei di origine ellenica, i Romani cominciarono ad innalzare delle statue

Culti orientali e controllo senatorio

A partire dalle guerre puniche, i Romani cominciano ad essere attratti dai culti orientali e dalle cerimonie misteriose e che promettevano a fedeli la felicità eterna. Infatti nel 204 essi accolgono solennemente la Pietra nera, inviata dal re di Pergamo su richiesta del Senato. Si diceva che essa fosse stata fatta cadere da Cibele stessa. Il culto di Cibele venne adottato dai Romani con lo scopo di garantirsi i favori locali durante la Seconda guerra punica. Il motivo di fondo era il tentativo di combattere le razzie che Annibale stava facendo in Italia. Alcuni culti orientali avevano un aspetto scandaloso, come i Baccanali che furono repressi ed aboliti con violenza nel 186. Anche il culto di Attis, l’amante di Cibele, fu proibito perché sanguinoso. Come si vede, nel periodo repubblicano la religione e quindi il culto degli dei è posto sotto la sorveglianza del Senato.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il periodo storico in cui avviene l'assimilazione delle divinità straniere a Roma?
  2. L'assimilazione delle divinità straniere avviene durante il periodo repubblicano, che va dal 509 al 27 a.C., quando Roma accoglie le divinità dei popoli vinti, come Greci, asiatici, africani e Galli.

  3. Quali sono le principali divinità del pantheon romano-greco?
  4. Le principali divinità del pantheon romano-greco includono Giove, Giunone, Minerva, Apollo, Diana, Mercurio, Vulcano, Vesta, Marte, Venere, Cerere e Nettuno, ognuna con simboli e attributi specifici.

  5. Come hanno influenzato gli Etruschi l'assimilazione delle divinità greche a Roma?
  6. Gli storici suppongono che gli Etruschi abbiano fatto da intermediari nell'assimilazione delle divinità greche, facilitando il riconoscimento delle analogie tra le divinità greche e romane, grazie a un passato indoeuropeo comune.

  7. Quali culti orientali hanno attratto i Romani durante il periodo repubblicano?
  8. Durante il periodo repubblicano, i Romani sono stati attratti dai culti orientali, come quello di Cibele, che promettevano felicità eterna, specialmente dopo le guerre puniche, ma alcuni culti, come i Baccanali, furono repressi.

  9. Qual è il ruolo del Senato nella religione romana durante il periodo repubblicano?
  10. Durante il periodo repubblicano, la religione e il culto degli dei erano posti sotto la sorveglianza del Senato, che controllava l'adozione di culti e cerimonie, come dimostrato dalla repressione di culti scandalosi.

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