Concetti Chiave
- Il Senato tentò di costringere Cesare a sciogliere il suo esercito, ma il veto dei tribuni Gussio e Marco Antonio bloccò tali misure.
- Cesare, il 11 gennaio del 49 a.C., guidò la sua legione oltre il Rubicone, segnando un punto di non ritorno e occupando Rimini.
- In seguito all'attraversamento del Rubicone, Cesare estese il suo controllo su diverse città, tra cui Arezzo e Ancona.
- A Roma si diffuse panico per la falsa notizia della vicinanza di Cesare, portando i consoli a fuggire senza prelevare il tesoro.
- Il Senato proclamò Cesare "nemico pubblico" e conferì poteri straordinari ai consoli per contrastarlo militarmente.
Il senato e il veto dei tribuni?
Nei primi giorni di gennaio del 49 a.C. il Senato, deliberò ripetutamente che Cesare sciogliesse il suo esercito e sgomberasse la Gallia. Ma, ancora una volta, il veto dei due nuovi tribuni della plebe Gussio e Marco Antonio, entrambi del partito popolare cesariano, tolse efficacia a tali delibere. Allora su proposta del console Metello Scipione, il Senato promulgò un senatoconsulto, per evitare il veto dei tributi, con il quale si proclamava Cesare "nemico pubblico" (a meno che riconsegnasse la Gallia l'1 marzo), dando ai consoli ogni potere per contrastarlo. Inoltre si nominava nuovo governatore della Gallia Domizio Enobarbo. Cassio e Antonio fuggirono presso Cesare, mentre Pompeo ricevette dai consoli la delega del comando supremo di tutte le operazioni necessarie per difendere lo Stato, autorizzando anche nuovi arruolamenti.
Cesare attraversa il Rubicone
Venuto a conoscenza degli eventi, Cesare l'11 gennaio arringò i soldati della XIII legione. Poi la sera stessa, come racconta nella sua opera "De bello civili" (La guerra civile), li guidò oltre il fiumicello Rubicone che segnava il confine tra la Gallia Cisalpina e il territorio romano, occupando Rimini. Inviò Marco Antonio ad occupare Arezzo e proseguì nella presa di varie località. fra cui Pesaro, Ancona, Osimo, dove il pretore Varo fu abbandonato dai soldati, una parte dei quali si arruolarono con Cesare.
Panico a Roma e fuga dei consoli
A Roma si diffuse il panico, perché si credette alla falsa informazione che Cesare fosse alle porte. Su proposta di Pompeo il Senato decise l’abbandono della città. I consoli fuggirono senza nemmeno prelevare il tesoro dell’erario.
Domande da interrogazione
- Quale fu la reazione del Senato nei confronti di Cesare nel gennaio del 49 a.C.?
- Cosa accadde quando Cesare attraversò il Rubicone?
- Quale fu l'impatto della situazione su Roma e sui consoli?
Il Senato deliberò che Cesare dovesse sciogliere il suo esercito e lasciare la Gallia, ma il veto dei tribuni Gussio e Marco Antonio impedì l'efficacia di tali delibere, portando alla proclamazione di Cesare come "nemico pubblico" (testo).
Cesare, il 11 gennaio, guidò i suoi soldati oltre il Rubicone, occupando Rimini e inviando Marco Antonio a prendere Arezzo, mentre conquistava altre località come Pesaro e Ancona (testo).
A Roma si diffuse panico e, seguendo la proposta di Pompeo, il Senato decise di abbandonare la città, con i consoli che fuggirono senza prelevare il tesoro dell'erario (testo).