Concetti Chiave
- Manet inizia la sua formazione artistica a Parigi nel 1850, ma la abbandona nel 1856 per cercare ispirazione in artisti del passato.
- Durante i suoi viaggi in Europa, Manet sviluppa un forte legame con Degas e inizia a dipingere "en plein air", affrontando il rifiuto dai Salons.
- Il dipinto "Colazione sull'erba" genera scandalo nel 1863 per il suo realismo crudo e la rappresentazione di una donna nuda non idealizzata.
- Manet utilizza tecniche innovative, come pennellate veloci e giustapposizioni di colori, creando opere con un'atmosfera vivace e sensoriale.
Qual è la formazione artistica di Manet?
La formazione, la vita: Nasce a Parigi, il padre lo fa imbarcare ma lui, indisciplinato, è bocciato all’esame per ufficiale di marina. Inizia la formazione artistica nel 1850 presso Thomas Couture, un mediocre pittore accademico. Nel 1856 ne lascia l’atelier giudicando “vuota” l’arte del maestro.
Viaggi e influenze artistiche
Viaggia in Olanda, Germania, Austria, Italia. Nei musei apprezza i coloristi del passato da Tiziano a Velazquez. I Salons rifiutano le sue opere. Nel 1861 conosce Degas, con cui nasce una profonda amicizia al Cafè Guerbois. Nel 1869 comincia a dipingere “en plein air” sul retro del Louvre. Viaggia in Olanda e Inghilterra, diventa famoso, vende bene le sue opere ma lotta ancora con i salons. Quando nel 1874 c’è la prima esposizione impressionista, Manet manca ma è forte la sua presenza morale. Negli anni seguenti ha crisi depressive, dal 1878 ha l’atassia, che lo porta alla paralisi degli arti inferiori dopo la sifilide contratta a Rio de Janeiro. Dipinge fino alla morte, nel 1883, presenti tutti gli impressionisti tranne Renoir, l’ultima radunata.
Colazione sull'erba e lo scandalo
“Colazione sull’erba” (1863) Olio su tela, Musée d’Orsay, Parigi. Esposto al “Salon des Refuses”, fu al centro dello scandalo per il crudo realismo del nudo femminile. I critici filo accademici lo accusano di una volgarità e malizia non sue. Non era il nudo in sé ad esser criticato, ma il fatto che rappresentava non una dea ma una ragazza del tempo. Anche gli uomini non vestivano vesti classiche o rinascimentali ma gli “orribili costumi moderni francesi”. Insomma, si critica l’abbandono del linguaggio accademico della mitologia ed allegoria, e la rappresentazione di “una comune prostituta con due studenti maleducati in vacanza”. Manet invece ha bene in mente i modelli di Giorgione, “Concerto campestre” e, delle incisioni di Raimondi tratte da Raffaello. L’ispirazione dunque è classica, e ciò che disturba non è il soggetto ma la sua attualizzazione. La tecnica fu definita ridicola, si dice non abbia saputo usare né la prospettiva né il chiaroscuro. Delacroix dice: “La tinta stridente penetra negli occhi come una sega d’acciaio, i personaggi si stagliano con crudezza, Manet ha l’asprezza di quei frutti che non matureranno mai”. Personaggi e sfondo sono trattati diversamente, i primi sono come ritagliati e incollati sul secondo, come fossero privi di volume. La profondità prospettica non è data dal disegno ma dagli alberi disposti su piani successivi, che si sovrappongono come in una quinta teatrale. Le zone di ombre e luce sono date per sovrapposizione e non col chiaroscuro. I colori sono stesi con pennellate veloci, giustapponendo colori caldi e freddi che creano un contrasto che li rende più vivaci. L’atmosfera è fresca e luminosa. Manet “Pittore di Sensazioni”.
Olympia e l'antiaccademismo
“Olympia” (1863) Olio su tela, Musèe d’Orsay, Parigi. Presentata al salon del 1865, riconferma Manet come portavoce dell’antiaccademismo. Ispirato dalla Venere di Urbino di Tiziano, rappresenta con crudo realismo una donna nuda semisdraiata su un letto disfatto. Ai suoi piedi un gatto nero, mentre una domestica di colore le porge i fiori di un ammiratore. Lo scandalo è duplice: il soggetto è ritenuto volgare e sconveniente (prostituta) rappresentata sul posto di lavoro; inoltre non sa modellare i corpi con il chiaroscuro, e usa i colori in modo primitivo e pasticciato. La ragazza ha un corpo acerbo e sgraziato, privo delle morbide sinuosità dei pittori accademici. Nello spettatore c’è senso di disagio, situazione spiacevole. Nudità sottolineata dal malizioso nastrino di raso al collo, lo sguardo è beffardo. La posa è sprezzante, la mano è premuta sul basso ventre come nelle immagini pornografiche del tempo, che circolavano nei salotti mondani.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'influenza della formazione artistica di Manet sulla sua carriera?
- Come i viaggi di Manet hanno influenzato il suo lavoro?
- Qual è stato il significato di "Colazione sull'erba" nel contesto artistico del suo tempo?
- In che modo "Olympia" ha consolidato la reputazione di Manet come antiaccademico?
- Quali critiche ha ricevuto Manet per la sua tecnica pittorica?
Manet iniziò la sua formazione artistica nel 1850 presso Thomas Couture, ma la trovò "vuota" e la abbandonò nel 1856, cercando ispirazione in artisti del passato e sviluppando uno stile personale che sfidava le convenzioni accademiche.
I viaggi di Manet in Olanda, Germania, Austria e Italia gli permisero di apprezzare i coloristi del passato, contribuendo alla sua evoluzione artistica e alla sua fama, nonostante le difficoltà con i salons.
"Colazione sull'erba" (1863) suscitò scandalo per il suo realismo crudo e la rappresentazione di una donna contemporanea, sfidando le norme accademiche e rivelando l'attualizzazione del soggetto, piuttosto che il nudo in sé.
Presentata nel 1865, "Olympia" rappresenta una donna nuda in modo crudo e diretto, sfidando le convenzioni artistiche e suscitando scandalo per la sua rappresentazione di una prostituta, evidenziando l'antiaccademismo di Manet.
Manet fu criticato per la sua tecnica, considerata ridicola, con accuse di non saper usare la prospettiva e il chiaroscuro, ma il suo approccio innovativo e le pennellate veloci crearono un'atmosfera fresca e luminosa nelle sue opere.