Concetti Chiave
- Le azioni interne in un solido prismatico derivano da forze esterne e contrastano le deformazioni.
- Le deformazioni elastiche scompaiono con l'annullamento delle forze, mentre quelle anelastiche possono persistere.
- Le deformazioni elastiche sono temporanee, mentre quelle anelastiche possono essere permanenti o aumentare nel tempo.
- La progettazione si basa sulla conoscenza della resistenza dei materiali per controllare le deformazioni.
- Il progettista deve garantire che le deformazioni non compromettano la funzionalità e la sicurezza delle strutture.
Le deformazioni interne al solido prismatico
Quando un corpo è sollecitato da un generico sistema di forze esterne, a risultante non nulla, al suo interno si generano altre forze, dette azioni interne, la cui intensità è funzione sia del materiale di cui è composto il corpo, sia dall’entità degli stessi carichi. Il ruolo di queste forze interne è quello di opporsi all’azione deformante delle sollecitazioni esterne.Le deformazioni sono definite:
-
elastiche, se all’annullarsi delle sollecitazioni, anche le deformazioni si annullano.
anelastiche, se permangono anche dopo l’annullarsi delle forze esterne.
Compito del progettista è dunque quello di evitare che lo stato deformativo possa compromettere la funzionalità dell’opera e nei casi più gravi l’incolumità delle persone.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo delle forze interne in un solido prismatico sollecitato da forze esterne?
- Qual è il compito del progettista riguardo alle deformazioni nei materiali?
Le forze interne si generano all'interno del solido per opporsi all'azione deformante delle sollecitazioni esterne, garantendo che il corpo possa resistere alle forze applicate senza compromettere la sua integrità.
Il progettista deve controllare le deformazioni per evitare che compromettano la funzionalità dell'opera o, nei casi più gravi, l'incolumità delle persone, tenendo conto che un corpo perfettamente rigido è solo un modello teorico.