Concetti Chiave
- Einstein si interessava di politica, della bomba atomica e del destino del popolo ebreo, oltre alla fisica, dimostrando un forte impegno umanitario.
- Nonostante il premio Nobel per la fisica nel 1921, subì persecuzioni razziali dai nazisti a causa delle sue posizioni pacifiste e umanitarie.
- Dopo aver lasciato la Germania nel 1933, Einstein rifiutò di partecipare alla ricerca sulla bomba atomica, sostenendo l'uso pacifico dell'energia atomica.
- Einstein promuoveva un governo mondiale come unica soluzione per garantire la pace e la sicurezza, ritenendo instabile la situazione post-bellica.
- La sua identità ebraica si rafforzò nel tempo, esprimendo un forte senso di appartenenza e giustizia verso il popolo ebraico.
Einstein e la politica
Einstein discorreva con i suoi amici e colleghi oltre che di fisica, anche di politica, della bomba atomica, del destino del popolo ebreo e di argomenti meno impegnativi.
Il Nobel e le persecuzioni
Nel 1921 ricevette solennemente il premio Nobel per la fisica; nonostante ciò egli subì persecuzioni razziali da parte dei nazisti e dei nazionalisti tedeschi che mal tolleravano le sue convinte posizioni umanitarie e pacifiste.
L'esilio e la bomba atomica
Nel 1933 lasciò la Germania rifugiandosi prima in Francia, poi in Belgio, in Gran Bretagna e infine negli Stati Uniti. Einstein continuò le sue ricerche e, conseguentemente ai propri ideali, rifiutò di partecipare alle ricerche per la fabbricazione della bomba atomica; tuttavia, con una lettera indirizzata a F. D. Roosevelt (1939) appoggiò Fermi e Szilard nella loro richiesta di finanziamenti, convinto che l'uranio poteva essere utilizzato quale importante fonte di energia per il bene dell' umanità. Sempre in questa lettera Einstein mostrava di rendersi conto delle implicazioni militari dell'energia atomica.
La pace e il governo mondiale
Gli anni in cui Einstein si occupò maggiormente di politica furono quelli del secondo dopoguerra; disse nel dicembre del 1945 "Si è conquistata la vittoria, ma non la pace". Considerava la pace ottenuta tremendamente instabile.
Affermava che "l'unica salvezza per la civiltà e la specie umana risiede nell'istituzione di un governo mondiale, cosicché la sicurezza delle nazioni sia fondata sulla legge". Tale governo avrebbe dovuto avere poteri decisionali tali da vincolare gli stati membri; era scettico sulle Nazioni Unite proprio perché prive di quei poteri. Nel 1950 tornò ad affermare che per salvare il genere umano era necessario istituire un sistema sovranazionale basato sulla legge, in modo da eliminare i metodi della forza bruta.
Pacifismo e internazionalismo
Pacifismo ed internazionalismo furono i due più grandi ideali politici di Einstein; negli anni Venti si prodigò per il disarmo generale e per l'unità europea. Dopo la Seconda Guerra Mondiale portò avanti l'idea di un governo mondiale e la necessità di un uso esclusivamente pacifico dell'energia atomica. Egli riteneva necessario far progredire l'impiego dell'energia atomica per scopi pacifici per l'umanità.
Il caso Oppenheimer
Nel 1954 Einstein si schierò con la grande maggioranza degli scienziati che condannarono pubblicamente l'atteggiamento persecutorio del governo degli Stati Uniti verso Oppenheimer, inquisito per motivi di sicurezza, era ritenuto comunista e dunque in collusione con l'Unione Sovietica. Per quanto riguarda il caso Oppenheimer egli riteneva che fosse sufficiente per lo scienziato andare a Washington e dire ai membri della Commissione che "erano degli imbecilli".
Giustizia e identità ebraica
L'orientamento politico di Einstein, genericamente di sinistra, derivava dal suo senso di giustizia non dal fatto che approvasse i metodi della sinistra e ne condividesse l'ideologia, egli diceva: "Rendo omaggio a Lenin come a colui che ha dedicato tutte le sue forze alla realizzazione della giustizia sociale, sacrificando a questo fine la propria individualità; non credo però che il suo metodo sia giusto". Quando parlava della giustizia o della libertà altrui o chiamava gli ebrei fratelli, lo faceva da uomo di sentimento non meno che di pensiero. Parlando di Israele utilizzava il "noi", e degli ebrei diceva che erano la sua gente; l'identità ebraica di Einstein si manifestò con forza sempre maggiore con il passare degli anni.
Einstein e la sua filosofia
Se aveva un dio era quello di Spinoza, un "deus sive natura", una sostanza unica da cui procedeva per necessità tutto il resto tra cui anche l'uomo. Albert Einstein, nato nel 1879 ad Ulma in Germania morì nel 1955 a Princeton negli USA.
Domande da interrogazione
- Quali erano le posizioni politiche di Einstein e come si manifestarono nel suo operato?
- Come reagì Einstein alle persecuzioni razziali subite durante il regime nazista?
- Qual è stata la posizione di Einstein riguardo alla bomba atomica?
- In che modo Einstein si identificava con il popolo ebraico?
- Quali critiche espresse Einstein riguardo al caso Oppenheimer?
Einstein si distinse per il suo pacifismo e internazionalismo, sostenendo il disarmo generale e l'idea di un governo mondiale per garantire la pace e la giustizia, come evidenziato nel suo desiderio di un sistema sovranazionale basato sulla legge.
Nonostante ricevette il premio Nobel per la fisica nel 1921, Einstein subì persecuzioni razziali dai nazisti a causa delle sue posizioni umanitarie e pacifiste, che lo portarono a lasciare la Germania nel 1933.
Pur rifiutando di partecipare alla fabbricazione della bomba atomica, Einstein sostenne la ricerca sull'uranio come fonte di energia per il bene dell'umanità, consapevole delle implicazioni militari, come dimostrato nella sua lettera a Roosevelt del 1939.
Einstein manifestò un forte senso di identità ebraica, utilizzando il "noi" quando parlava di Israele e considerava gli ebrei come la sua gente, esprimendo un profondo legame emotivo e culturale con la sua comunità.
Einstein si schierò contro l'atteggiamento persecutorio del governo degli Stati Uniti verso Oppenheimer, ritenendo che fosse sufficiente per lo scienziato dire ai membri della Commissione che "erano degli imbecilli", evidenziando la sua opposizione alla caccia alle streghe.