Concetti Chiave
- Belluca, un impiegato modello, impazzisce dopo anni di vita opprimente, scatenando una ribellione inaspettata.
- La sua esistenza è segnata da responsabilità familiari gravose e lavori notturni, che lo portano a desiderare una fuga verso il mondo esterno.
- Il fischio di un treno diventa un simbolo di evasione, risvegliando in lui il sogno di viaggi e libertà.
- Il racconto di Pirandello adotta un linguaggio medio ricco di metafore e utilizza tecniche come il monologo interiore e l'indiretto libero.
- Nonostante il risveglio di Belluca, egli ritorna alla sua routine quotidiana, accettando la sua vita ma mantenendo viva la fantasia di evasione.
Il crollo di Belluca
Il ragioniere Belluca sembrava impazzito. Parlava insistentemente di un treno che fischiava. I colleghi che andavano a fargli visita all'ospizio dei matti lo descrivevano come malato grave, affetto da encefalite e da febbre cerebrale. Era accaduto tutto all'improvviso. L'impiegato modello, puntuale, irreprensibile, preciso, sottomesso, ad un tratto era andato fuori di testa e si era permesso di ribellarsi al suo capoufficio. Nessuno l'aveva mai visto così. Ma chi ci viveva vicino e conosceva le sue abitudini, le sue condizioni di vita, non poteva meravigliarsi poi tanto, poichè ad un uomo che viveva come Belluca anche un piccolo imprevisto poteva produrre effetti straordinari.
La vita impossibile di Belluca
La sua era una vita impossibile, scandita dal lavoro in ufficio e dalla assistenza a tre donne vecchie e cieche (la moglie, la suocera e la sorella della suocera), con cui, insieme a due sorelle vedove ed a i loro sette figli, era costretto a dividere l'angusta casa ed i pochi soldi.
La sera lavorava anche fino a notte fonda per arrotondare le entrate, e poi esausto si coricava su un divano sgangherato. Ed era stato lì che aveva udito una notte il fischio di un treno all'improvviso, ed aveva cominciato a pensare ad un viaggio in luoghi lontani, esotici, o in città conosciute in gioventù.
Il risveglio di Belluca
Il mondo gli era entrato nello spirito, quel mondo che lui aveva dimenticato e che ad un tratto aveva ricominciato ad esistere per lui.
Aveva compreso che oltre quella casa orrenda c'era il mondo ed il solo pensiero l'avrebbe consolato dalle angustie quotidiane. Questo gli bastava.
Il ritorno alla normalità
Naturalmente avrebbe ripreso la sua vita, avrebbe continuato il suo lavoro di computisteria, si sarebbe scusato con il capoufficio, il quale gli avrebbe concesso, di tanto in tanto, una fuga immaginaria in Siberia o in Congo, su quel treno che fischiava.
Lo stile di Pirandello
Il registro linguistico adottato da Luigi Pirandello in quest'opera letteraria è senz'altro di tipo medio, quindi non un linguaggio di bassa caratura e nemmeno un linguaggio aulico. Nel testo pirandelliano de Il treno ha fischiato sono presenti tantissime metafore. Sul piano della sintassi si ha un uso ricorrente di queste componenti importanti: il "racconto trasposto", il "monologo interiore", il "dialogo drammatico" e l'"indiretto libero". L'elemento sintattico però principale è il cosiddetto indiretto libero.
per approfondimenti vedi anche:
Il treno ha fischiato di Luigi Pirandello
Il treno ha fischiato di Pirandello
Pirandello, Luigi - Il treno ha fischiato
Analisi de Il treno ha fischiato
Pirandello, Luigi - Poetica e opera "Il treno ha fischiato..."
Domande da interrogazione
- Qual è la causa del crollo mentale di Belluca?
- Come viene descritta la vita quotidiana di Belluca?
- Qual è il significato del fischio del treno per Belluca?
- Quali elementi stilistici caratterizzano l'opera di Pirandello?
Il crollo di Belluca è attribuito a una vita impossibile, caratterizzata da un lavoro stressante e dalla responsabilità di prendersi cura di tre donne anziane e cieche, che lo portano a una ribellione improvvisa e a un'esperienza di malattia mentale.
La vita di Belluca è scandita da un lavoro in ufficio e dall'assistenza a familiari in difficoltà, con poco tempo per sé stesso e un'esistenza segnata dalla fatica e dalla mancanza di libertà.
Il fischio del treno rappresenta per Belluca un simbolo di libertà e di evasione, evocando il desiderio di viaggiare e di scoprire un mondo al di fuori della sua angusta realtà quotidiana.
L'opera di Pirandello si distingue per un registro linguistico medio e l'uso di metafore, con una sintassi che include il "racconto trasposto", il "monologo interiore" e l'"indiretto libero", elementi che arricchiscono la narrazione e la rendono profonda.