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Motore della tettonica a zolle


Il “motore” della tettonica a zolle sono presumibilmente o celle convettive (che riguardano solo l’astenosfera) oppure delle celle molto ampie che arrivano dall’astenosfera al mantello inferiore; ancora ci può essere una sola cella molto ampia. Altro modello è quello dei pennacchi, una sorta di getti di magma verticali che formano punti caldi. I punti caldi si pensa che siano una manifestazione che può aiutarci a capire cosa c’è e cosa avviene nel mantello. È difficile immaginare che le celle del nucleo abbiano influenza sulle parti superficiali.

La placca appenninica e adriatica vede Ancona sul proprio margine. La placca adriatica non si sa se fa parte della placca africana o no. Viene utilizzata per spiegare gli eventi geologici del mediterraneo. Va dall’Appennino alla catena delle Dinaridi. Una situazione così non è semplice come quella delle grandi placche, in cui si vede la dorsale. La situazione è complessa anche perché, non essendoci subduzione (perché è una placca continentale), il sistema ad un certo punto si bloccherà, anche se non si sa come e quando. Non c’è nessun luogo delle Terra in cui abbiamo due catene montuose a contatto, una contro l’altra. Le catene hanno una vergenza; due catene con vergenza opposta che convergono non ci sono.

Ci sono dei limiti cronostratigrafici in Ancona. La nostra regione è stata anche quella che ha fatto capire che la Terra è stata colpita da un meteorite 65 milioni di anni fa, che ha causato la scomparsa dei dinosauri. Si è trovata una presenza anomala di iridio. Vent’anni dopo hanno trovato nello Yucatan un cratere della stessa età.
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