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Espansione dei fondali oceanici


La Globar Challenger è una nave che ha girato gli oceani del pianeta per osservare le caratteristiche di tutti i fondali. Hess è il primo ad essersi adattato alla teoria di Wegener della deriva dei continenti. Il fenomeno che ha permesso di studiare la teoria è l’espansione dei fondali oceanici. È un completamento della tesi di Wegener. Si arriva alla teoria, oggi accettata, della tettonica a placche. Dalla dorsale oceanica esce del magma, che si espande lateralmente e si solidifica; il magma successivo si solidifica e nel frattempo le placche si sono spostate rispetto a prima (probabilmente per movimenti convettivi sottostanti). Queste osservazioni sono state fatte con dei campionamenti che venivano analizzati insieme al campo magnetico e sono stati mandati dei robot sommergibili che hanno ripreso ciò che accadeva. Sono stati fatti anche dei rilievi geodetici, per misurare gli spostamenti. Una volta che i dispositivi (oggi satelliti) inviano il segnale, ci si accorge se il fondale si è spostato. Alla lava magnetizzata ai lati accadeva che man mano che ci si allontanava dalla dorsale, si vedono porzioni posizionate in direzione opposta. I fondali oceanici quindi si espandono man mano che la lava esce e solidifica; per effetto di forze che agiscono alla base del mantello litosferico, alcuni oceani sono portati ad allargarsi (Atlantico) e altri a rimanere stabili (Indiano) ed altri ancora a restringersi (Pacifico).
Potrebbe essere che ad un certo punto la Terra abbia avuto fasi di contrazione ed espansione, dovuta anche a processi di passaggio di stato.
Hess è ricordato come l’autore della teoria dell’espansione dei fondali oceanici, mentre per la tettonica a placche (o a zolle) non c’è un autore. Oggi le scoperte le fanno delle equipe. Nella tettonica a placche si ricordano comunque Vine e Matthews.
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