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Margini convergenti o distruttivi

• Margini convergenti e distruttivi, coincidono con le catene montuose recenti o con le fosse oceaniche e pertanto lungo tali margini viene “distrutta” la vecchia litosfera.
Questa zona è caratterizzata da un intensa attività sismica e da un’intensa attività vulcanica effusiva.
Lungo questi margini le zolle vicine sono spinte l'una contro l'altra e si verificano fenomeni di compressione. A seconda della natura delle zolle che entrano in collisione si possono avere 3 casi:

1. collisione tra litosfera continentale e litosfera oceanica:
se la litosfera continentale di una zolla entra il collisione con la litosfera oceanica di un’altra zolla, la litosfera oceanica (più densa) tende a piegarsi e va in subduzione, cioè si immerge sotto la zolla continentale (meno densa); e la fossa oceanica segna il limite tra le due zolle.

A livello della fossa, la zolla oceanica, nel momento in cui si piega e si immerge, trascina con se lungo il piano di subduzione frammenti della zolla continentale lacerata fino ad una profondità di 100-150 km; qui la litosfera continentale si fonda con il mantello generando grosse quantità di magma.

Parte del magma formatosi solidifica in profondità, mentre il restante risale in superfice e porta alla formazione di un arco vulcanico, con conseguente formazione di una vera e propria catena montuosa sulla crosta terrestre.
Le zone di subduzione a causa del violento attrito tra le rocce, sono caratterizzate da intensi fenomeni sismici (talvolta di magnitudo compreso tra 7 e 9) con ipocentro piuttosto profondo collocato lungo il piano di subduzione.

2. collisione tra due porzioni di litosfera oceanica:
se la litosfera oceanica di una zolla entra in collisione con la litosfera oceanica di un altra zolla, la placca più rigida e fredda scivola sotto la seconda placca (subduzione) e si forma una fossa in pieno oceano, lontano dai margini continentali.
Il magma prodotto dalla fusione parziale della zolla che va in subduzione risale dando vita ad un vulcanismo sottomarino, formando cioè vulcani isolati che nell'insieme formano un arco vulcanico insulare; ne sono esempi il Giappone e le Filippine.

3. collisione tra due porzioni di litosfera continentale: in quest'ultimo caso non si verifica il fenomeno della subduzione, poiché entrambe le placche hanno densità troppo bassa per immergersi nell'astenosfera; di conseguenza potrà formarsi una catena montuosa, dovuta all'accavallamento delle due zolle.
Una situazione del genere si verifica anche nella fase terminale di una subduzione di due zolle che sono sia continentali sia oceaniche: infatti inizialmente i due continenti sono separati da un oceano che si riduce (subduzione tra due margini oceanici); quando il fondale oceanico che separa i due continenti si chiude le porzioni continentali collidono creando una catena

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