Ilaaa96 di Ilaaa96
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Distribuzione dei vulcani e la tipologia dei vulcani in relazione alla loro distribuzione. Se voi andate ad esaminare come sono distribuiti nella crosta terrestre i vulcani scoprirete che tutti i vulcani femici, basici, quelli che hanno un tipo di eruzioni placide, tranquille, fontane di lava sono o concentrati nelle dorsali medio oceaniche e sono tre, una per ogni oceano. Sono vulcani fissurali, lineari che si aprono in corrispondenza di queste cordigliere sommerse che chiamiamo dorsali medio oceaniche. La dorsale medio atlantica sia effettivamente una struttura che fa da asse di simmetria dell’oceano atlantico; mentre invece la dorsale medio pacifica corra abbastanza marginalmente all’oceano pacifico e vada a incunearsi tra la California e gli altri States, qui diventa una dorsale che qui si traduce in un margine di placca continentale di scorrimento e comunque è posizionata in una posizione marginale rispetto all’oceano pacifico. Perché questo? Perché l’oceano pacifico è il residuo del Panthalassa che si era venuto a formare nell’era paleozoica quando tutte le placche crostali erano venute ad unirsi in un unico panghè (Pangea). Nel corso del paleozoico tutti i nuclei allora già presenti, dei cratoni, cioè i blocchi antichi degli attuali continenti; erano venuti a convergere e quindi a fondersi, formando il Pangea. Attorno al Pangea c’era questo unico grande oceano che era il Panthalassa. Dall’inizio dell’era mesozoica fino ad oggi, il Pangea si è smembrato in nuove placche continentali che hanno iniziato a migrare e così si sono venuti a creare l’oceano Atlantico e l’oceano Indiano a spese del Pacifico. La dorsale dell’Indiano è fatta a Y capovolta, a landa. Tutte e tre le dorsali medio oceaniche sono state sede di magmatismo fissurale di tipo Alaschiano, ma per lo più Islandese. Altri vulcani basici, fluidi li troviamo casualmente, sparsi in piccoli gruppi in zone abbastanza centrali agli oceani. Questi vulcani ultra femici che si trovano stranamente al centro di una qualche placca oceanica sono un qualcosa che la tettonica delle placche, come teoria, non riesce a spiegare proprio bene e vengono chiamati Hots pots che vuol dire punti caldi del pianeta. Come vengono interpretati questi vulcani così ultra femici e in centro placca? Si pensa che siano delle plume cioè delle risalite di magma ultra femico che proviene da profondità enormi, addirittura dal contatto tra nucleo terrestre e mantello circostante. I magmi che alimentano gli hots pots sono del tutto indipendenti dalle placche superficiale, sono vulcani che hanno un’alimentazione talmente profonda che sono dei punti fissi del pianeta perché lì il magma risale da grandissima profondità e non è coinvolto nei processi di tettonica delle placche. Mentre invece i vulcani femici delle dorsali sì. Altra cosa molto interessante è che invece troviamo tutti i vulcani acidi, esplosivi con un parossismo violento, in corrispondenza ai margini o dell’oceano Pacifico o per esempio del continente americano. E costituiscono la cintura di fuoco del pacifico. Oppure, vulcani simili, esplosivi e parossistici li troviamo soprattutto lungo il margine pacifico del sud Ameria, cioè lungo le Ande. O le Antille, ma le Antille sono di nuovo un arco di isole vulcaniche marginale al continente americano. Per capire come mai i vulcani hanno questa disposizione geografica bisogna andare a esaminare anche la distribuzione dei terremoti. La distribuzione dei terremoti più o meno è analoga a quella dei vulcani. Corrispondono perfettamente alla distribuzione dei vulcani della cintura del Pacifico. In queste zone, dove ci sono i vulcani parossistici esplosivi troviamo sia terremoti superficiali, sia altri più profondi, sia altri ancora più profondi. Troviamo i più superficiali verso l’oceano aperto, quelli intermedi a mezza strada e quelli profondi più spostati verso il continente. Se invece andiamo a vedere che tipo di terremoti si hanno in corrispondenza delle dorsali medio oceaniche vedete che sono tutti puntini gialli, vuol dire che le dorsali medio oceaniche sono anche sede di terremoti, ma superficiali. Partendo da questi dati: distribuzione dei vulcani basici nelle dorsali, acidi nella cintura del pacifico; distribuzione dei terremoti sempre superficiali in corrispondenza delle dorsali medio oceaniche, medi e profondi; i geologi hanno elaborato la teoria della tettonica delle placche. Questa teoria immagina che la parte rigida superficiale del pianeta che si chiama litosfera (crosta terrestre + uno strato ancora rigido di mantello superficiale) sia divisa in placche che non sono ferma, ma in movimento reciproco tra loro. La teoria delle placche ipotizza il movimento di queste placche. Come? In corrispondenza delle dorsali medio oceaniche le placche divergono. Le dorsali medio oceaniche sono interpretate come un margine di placca molto attivo perché caratterizzato dalla divergenza delle due placche contigue. Si dice che siano un margine divergente e costruttivo. Perché costruttivo? Perché sempre nuovo magma femico esce dalla dorsale e costruisce nuovo fondale oceanico. Le dorsali medio oceaniche sono la sede in cui nascono gli oceani, si formano i fondali degli oceani cioè magma femico risale dal mantello, fuoriesce da questa dorsale e poi si allontana ai due lati della dorsale stessa e costruisce sempre nuovo fondale oceanico. Se le dorsali medio oceaniche sono un margine divergente e costruttivo, che cosa dovrebbe succedere? Che il pianeta dovrebbe gonfiare. Se la litosfera aumenta nel tempo, il pianeta dovrebbe aumentare di dimensioni nel tempo. C’è una teoria alternativa alla teoria della tettonica delle placche che sostiene proprio questo: che il pianeta si sia, dal momento in cui il Pangea ha cominciato a spezzettarsi e le placche hanno cominciato ad allontanarsi ad oggi si sia allargato come un bocciolo di rosa che si apre. È la teoria di Carey. Carey è un altro teorico della geologia che immagina un modello diverso secondo il quale il pianeta si starebbe estendendo e sarebbe come il bocciolo di una rosa che si apre, ma la teoria delle placche è quella che oggi sembra adeguata. Quindi la placca oceanica che si forma deve consumarsi da qualche altra parte. Infatti guardate il Pacifico: la dorsale medio oceanica crea nuovo fondale e questo diverge ai due lati, ma poi va a buttarsi sotto i continenti. Ai margini esterni del Pacifico e quindi sia la cintura di fuoco del pacifico, sia il margine sud americano andino rappresenterebbero le zone dove il fondale oceanico pacifico ormai allontanatosi dalla dorsale e invecchiato va a rinfilarsi nel mantello. Questi sono margini che vengono chiamati convergenti e distruttivi. Perché? Perché in corrispondenza della cintura di fuoco del pacifico o delle Ande noi vediamo che le placche convergono quindi c’è lo scontro tra le placche e c’è distruzione del fondale oceanico vecchio che si rinfila nelle profondità della terra e viene riciclato. C’è una differenza però tra il margine convergente distruttivo degli arcipelaghi delle isole vulcaniche della cintura di fuoco del Pacifico e il margine andino. La differenza è questa: la cintura del fuoco del pacifico è fatta di tutti arcipelaghi insulari e si isole vulcaniche alle cui spalle c’è ancora un braccio di mare prima di incontrare il continente; mentre il margine andino è un margine in cui il fondale oceanico si infila sotto il continente direttamente. Sono entrambi margini convergenti distruttivi, ma lievemente diversi. C’è poi un terzo tipo di margine convergente distruttivo che si ha quando vengono a scontrarsi placche continentali tra loro, per esempio l’India che va a scontrarsi con l’Asia. Dove c’è una convergenza di placche continentali che si scontrano tra loro si crea una catena montuosa e anche le catene montuose, gli orogeni, sono margini convergenti distruttivi. Infine c’è un ultimo tipo di margine tra le placche che è rappresentato dalle faglie di tipo trasforme che si infilano, si accumulano sui continenti. Tra la California e il Nord America abbiamo uno scorrimento di placche continentali. Cioè ci sono dei margini che vengono chiamati trasformi in cui né si crea nuova litosfera né si distrugge litosfera vecchia. Si tratta di margini che non sono né costruttivi né distruttivi, ma conservativi. Sono caratterizzati da questo scorrimento in versi opposti dei blocchi interessati e quindi da terremoti molto intensi.

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