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Concetti Chiave

  • Le fasi del terreno comprendono la fase solida, gassosa e liquida, ognuna con un ruolo specifico nella struttura del suolo.
  • La tessitura del terreno, che indica la granulometria, influisce sulla ritenzione d'acqua, areazione e lavorabilità del suolo.
  • Il triangolo della tessitura permette di classificare il terreno in base alle percentuali di sabbia, argilla e limo.
  • La densità e la porosità del suolo sono cruciali per la vita vegetale, poiché determinano la capacità di ritenzione idrica e il passaggio dell'acqua.
  • Il colore e la temperatura del suolo sono influenzati da fattori come l'umidità, il colore stesso e l'esposizione, che ne determinano le caratteristiche termiche.

Le fasi del terreno

Le fasi del terreno sono tre:

1.La fase solida: è costituita dallo scheletro che è formato da frammenti della roccia madre e dalla terra fine.

2.La fase gassosa: è costituita da gas come ossigeno, azoto e CO2 che hanno la funzione di occupare gli spazi vuoti

3.La fase liquida: è costituita da acqua.

Caratteristiche fisiche del terreno

Le caratteristiche fisiche più importanti sono:
•La tessitura: indica la granulometria del terreno il quale è formato da particelle con diametro superiore a 2mm che costituiscono lo scheletro (ad esempio costituiscono lo scheletro i ciottoli e ghiaia) e da particelle con dimensioni inferiore che costituiscono la terra fine (sabbia, limo e argille). La funzione della tessitura è di condizionare il comportamento della fase liquida e influenza sulla densità e la porosità. Infatti in base al diametro della frazione terrosa si può determinare il grado di ritenzuione d’acqua, di areazione e di lavorabilità. Ad esempio, un terreno con il diametro dello scheletro maggiore di 2mm è sicuramente difficile da lavorare, e sia l’areazione che la ritenzione dell’acqua è molto bassa.

Il triangolo della tessitura ha la funzione di determinare la nomenclatura del terreno in base alle percentuali di sabbia, argilla e limo che esso contiene. Il triangolo è costituito da tre lati, divisi ciascuno in 10 parti. Ogni lato è riferito ad un materiale (limo, sabbia e argilla).

Per usare il trangolo bisogna conoscere le percentuali di sabbia, argilla e limo del terreno sottoposto all’analisi. Poi si riportano i valori sui lati corrispondenti e dal valore di sabbia si traccia una linea parallela al lato riferito al limo, dal valore dell’argilla si traccia una linea parallela al lato riferito alla sabbia e infine dal valore del limo si traccia una linea parallela al lato riferito all’argilla. Le tre rette si incontreranno un punto che ricade in un’area denominata con delle sigle. Ogni sigla corrisponde alla nomenclatura del terreno; ad esempio la sigla S sta per sabbiosa.

Densità e porosità del suolo

•La densità: questo parametro corrisponde al peso specifico della frazione terrosa del suolo. La densità è assoluta o relativa. La densità assoluta (D) è il valore del peso specifico delle sole particelle terrose ed è determinabile con uno strumento chiamato picnometro.

La densità relativa (d) è il peso di un volume noto del suolo composto non solo dalla frazione terrosa ma anche dall’aria in essa contenuta ed è determinabile prelevando una carota di terreno con un cilindro avente un volume noto.

•La porosità: questo parametro invece corrisponde ai macro e micropori contenuti nel terreno. La porosità è in grado di condizionare fortemente la possibilità di vita per i vegetali e gli animali poiché i macropori fanno percolare velocemente l’acqua alla falda sottostante e in questo modo i vegetali seccano; invece i micropori trattengono l’acqua al loro interno e anche in questo caso, i vegetali seccano rapidamente. La porosità è espressa da questa formula:

(D-d/D) x 100

Adesività, tenacità e plasticità

•L’adesività e la tenacita: queste sono due caratteristiche fisiche influenzate dalla quantità d’acqua presente nel terreno e dalla tessitura delle particelle terrose. In particolare, l’adesività è la tendenza della frazione terrosa del suolo ad aderire agli organi delle macchine agricole. La tenacità invece è il parametro che indica la resistenza che il terreno offre alle lavorazioni meccaniche. L’adesività e la tenacità sono inversamente proporzionali tra di loro, infatti all’aumentare dell’una, l’altra diminuisce.

•La plasticità: è la capacità del terrendo di prendere una forma e di mantenere questa forma anche quando cessa l’azione della forza che l’ha determinata. La plasticità dipende dalla quantità d’acqua presente nel terreno e dalla tessitura delle particelle terrose.

Colore e temperatura del suolo

•Il colore: fornisce informazioni sul gradi di evoluzione di una frazione terrosa. Sulla composizione chimica e sulla quantità di sostanza organica. Per stabilire corettamente il colore e classificare il terreno in base al suo colore, si usano le tavole Munsell del colore del suolo e il digramma Munsell del nome del suolo rispetto al colore. I fattori cromatici che influiscono in queste tavole sono: l’HUE (il colore), il VALUE (il valore del colore) e il CHROMA (l’intensità del colore).

•La temperatura: il suo valore dipende da vari fattori:

-Dall’acqua presente nel suolo: infatti i terreni ricchi d’acuqa sono i più freddi di quelli meno umidi.

-Dal colore del suolo: il colore del suolo determina il valore dell’albedo in funzione del quale varia la temperatura superficiale del terreno. L’albedo è il rapporto tra l’energia riflessa dalla superficie del suolo e l’energia che lo colpisce)

-Dalla pendenza del suolo: poiché la parte superficiale di un suolo con una pendenza maggiore del 5% è più fresca della parte inferiore in quanto i raggi solari che colpiscono la parte superficiale sono meno perpendicolari (alla superficie del suolo) dei raggi che colpiscono la parte inferiore.

-Dall’esposizione: infatti, i terreni che si trovano a sud sono più caldi di quelli esposti a nord.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le tre fasi del terreno e le loro caratteristiche principali?
  2. Le tre fasi del terreno sono la fase solida (composta da frammenti di roccia e terra fine), la fase gassosa (costituita da gas come ossigeno, azoto e CO2) e la fase liquida (composta da acqua).

  3. Come influisce la tessitura del terreno sulla sua lavorabilità e ritenzione d'acqua?
  4. La tessitura, che indica la granulometria del terreno, condiziona il comportamento della fase liquida e influisce su densità e porosità. Terreni con scheletro maggiore di 2mm sono difficili da lavorare e presentano bassa areazione e ritenzione d'acqua.

  5. Qual è la funzione del triangolo della tessitura nel determinare la nomenclatura del terreno?
  6. Il triangolo della tessitura serve a classificare il terreno in base alle percentuali di sabbia, argilla e limo. Tracciando linee parallele sui lati corrispondenti, si determina un punto che indica la sigla della nomenclatura del terreno.

  7. Qual è la differenza tra densità assoluta e densità relativa del suolo?
  8. La densità assoluta è il peso specifico delle sole particelle terrose, mentre la densità relativa include anche l'aria presente nel suolo. La densità assoluta si misura con un picnometro, mentre la densità relativa si determina prelevando una carota di terreno.

  9. Come influiscono il colore e la temperatura del suolo sulla sua evoluzione e caratteristiche?
  10. Il colore del suolo fornisce informazioni sulla sua evoluzione e composizione chimica, mentre la temperatura dipende da fattori come l'umidità, il colore, la pendenza e l'esposizione del suolo. Terreni umidi sono più freddi, e quelli esposti a sud tendono a essere più caldi.

Domande e risposte

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