Concetti Chiave
- Heidegger è considerato la figura di spicco dell'esistenzialismo contemporaneo, influenzato da Husserl e noto per la sua opera incompiuta "Essere e Tempo".
- La sua indagine ontologica si concentra sulla determinazione del senso dell'essere, ponendo l'uomo come ente centrale da interrogare, designato come Esserci o Dasein.
- L'analisi dell'Esserci evidenzia le caratteristiche dell'esistenza, come la possibilità di scelta e il progetto, distinguendo tra comprensione esistentiva e esistenziale.
- Heidegger esplora l'essere-nel-mondo, evidenziando il prendersi cura delle cose e degli altri, differenziando tra relazioni autentiche e inautentiche.
- La consapevolezza della morte è centrale per l'esistenza autentica, spingendo l'individuo a vivere consapevolmente e a confrontarsi con il nulla, evitando la vita anonima.
Heidegger e l'esistenzialismo
Heidegger fu la prima grande figura dell'esistenzialismo contemporaneo. Venne influenzato da Husserl, al quale dedicò la sua opera Essere e Tempo. Heidegger fu prima professore, poi rettore nell'Università di Friburgo, ma per breve tempo perché successivamente si tenne lontano dal mondo universitario e condusse una vita appartata in seguito ad aver pronunciato nel 1933 il discorso di apertura dell'anno scolastico, nel quale trasparivano i suoi legami con il nazismo. Nel discorso diceva di essere contento che Hitler fosse stato eletto, però non si sa in realtà il legame che aveva con il regime, visto che dopo la guerra non prese più posizione quando venne intervistato su questo argomento.
Essere e Tempo
La sua opera più importante è appunto Essere e Tempo, che è incompiuta: essa doveva essere completata con una terza sezione chiamata Tempo ed Essere.
La svolta ontologica
A partire dagli anni '30, l'indagine di Heidegger vede una svolta.
Egli si allontana dall'indagine esistenzialistica per la determinazione del senso dell'essere in generale.
Lo scopo del pensiero di Heidegger è la costituzione di un'ontologia che arrivi ad una determinazione completa del senso dell'essere. Egli parte dalla domanda: Che cos'è l'essere? Nella quale si possono distinguere 3 cose:
1) ciò che si domanda
2) ciò a cui è domandato
3) ciò che si trova domandando
Ciò che si domanda è l'essere stesso, ciò che si trova domandando è il senso dell'essere, mentre ciò a cui si domanda non può essere che un ente, visto che l'essere è sempre proprio di un ente. Il primo problema dell'ontologia è quello di determinare qual'è l'ente che dev'essere interrogato. Heidegger spiega che questo ente è l'uomo stesso, il quale ha un primato ontologico sugli altri enti (ad esempio animali e piante), visto che è lui che viene interrogato, e il quale viene designato da Heidegger con il termine Esserci (o Dasein).
L'analisi dell'Esserci
L'analisi del modo d'essere dell'Esserci è dunque essenziale, perché solo interrogandolo si può conoscere cos'è l'essere e trovarne il senso. Il modo d'essere dell'Esserci è l'esistenza e quindi il primo compito del filosofo sarà conoscere le caratteristiche dell'esistenza.
Caratteristiche dell'esistenza
1. La prima caratteristica dell'esistenza è la possibilità di rapportarsi in qualche modo con l'essere;
2. La seconda caratteristica dell'esistenza consiste nella possibilità d'essere. l'esistenza non è una realtà fissa e predeterminata, ma un insieme di possibilità tra le quali l'uomo deve scegliere.
3. L'esistenza è quindi progetto. Mentre le cose sono ciò che sono, ossia delle semplici-presenze, l'uomo è ciò che "ha da essere", cioè ciò che lui progetta e sceglie di essere. L'esistenza va intesa nel senso etimologico del termine ex-sistere, cioè trascendere la realtà in vista della possibilità.
4. Ogni scelta che l'uomo deve fare lo porta a quella che Heidegger chiama comprensione, che può essere di due tipi:
- Esistentiva od ontica: che concerne l'esistenza concreta di ogni singolo uomo;
- Esistenziale od ontologica: che indaga teoricamente sulle strutture fondamentali dell'esistenza, sul senso dell'essere.
Poiché l'esistenza è sempre individuata e singola, cioè non è mai di un uomo in generale, ma sempre mia, tua, sua esistenza, è evidente che l'indagine di Heidegger si fonderà sulla comprensione ontica.
5. La comprensione dell'esistenza deve assumere come metodo quello fenomenologico, che ha come scopo quello di descrivere le strutture esistenziali in modo obbiettivo e imparziale, cioè ha il compito di descrivere le cose come si manifestano, senza aggiunte o alterazioni;
6. L'analisi esistenziale di Heidegger esamina l'uomo nella sua "quotidianità", ossia nelle situazioni in cui l'Esserci si trova "innanzitutto e per lo più".
Essere-nel-mondo e autenticità
L'essere-nel-mondo e l'esistenza inautentica: l'uomo è innanzitutto essere-nel-mondo, ossia un prendersi cura delle cose che gli occorrono. Tale cura ha le caratteristiche della trascendenza e del progetto: l'Esserci trascendendo la realtà di fatto come si presenta a prima vista, progetta la realtà attraverso un insieme di strumenti utilizzabili da lui stesso, ad esempio la casa per abitare, la penna per scrivere. Il prendersi cura delle cose significa utilizzarle, cioè subordinarle ai propri scopi e ai propri bisogni e l'esistenza di queste ultime è in relazione all'utilizzazione.
L'essere-nel-mondo è anche essere tra gli altri. Se il rapporto tra l'uomo e le cose è un prendersi cura delle cose, allora il rapporto tra l'uomo e gli altri è un prendersi cura degli altri. Esso può assumere due forme diverse: può significare sottrarre agli altri le loro cure; oppure aiutarli ad essere liberi di prendersi cura di loro. Nel primo caso l'uomo non ci cura tanto di aiutare gli altri, ma piuttosto di procurare a loro le loro cose, nel secondo caso invece l'uomo da agli altri lo strumento con il quale siano in grado di prendersi cura di se stessi. La prima è la forma inautentica ed è un semplice stare insieme, mentre la seconda è la forma autentica e il vero coesistere.
Esistenza anonima e deiezione
La forma inautentica è il fondamento della vita anonima. Essa è la vita di tutti e di nessuno; è l'esistenza del "Si". Il linguaggio che è per sua stessa natura lo svelamento dell'essere, ciò con cui l'essere si esprime e prende corpo, nell'esistenza anonima diventa la chiacchiera inconsistente. Si fonda sul "si dice" e si fonda sull'espressione: "la cosa sta così perché così si dice". Un'esistenza così vuota cerca di riempirsi attraverso la curiosità, che è il vociferare continuo non di ciò che è, ma di ciò che sembra. E dalla curiosità nasce l'equivoco, che è il terzo contrassegno dell'esistenza anonima, corrisponde nel non sapere neanche più di cosa si sta parlando.
Heidegger non condanna comunque l'esistenza anonima, anche perché gli esistenzialisti non si spingono a pronunciare giudizi; egli dice che essa fa parte della struttura esistenziale dell'uomo, è una delle possibilità tra le quali l'uomo può scegliere.
Alla base di questo poter scegliere però c'è quella che Heidegger chiama deiezione, cioè la caduta dell'essere dell'uomo nel mondo, essa fa parte essenziale dell'essere dell'uomo. Le emozioni che accompagnano la consapevolezza di questa deiezione sono la paura (inautenticità) e l'angoscia (autenticità), l'uomo si sente abbandonato ad essere ciò che è di fatto, cioè conosce la noia, che è l'abbandonarsi agli eventi. Essa nasce dalla precarietà delle scelte, dalla troppa preoccupazione che abbiamo e che alla fine si dimostra vana.
L'esistenza è possibilità, cioè un progettarsi in avanti, ma questo progetto in avanti non fa che cadere all'indietro, su ciò che l'esistenza è di fatto. Visto che l'uomo è libero di progettare la sua vita nel futuro, ma non ha potuto scegliere ad esempio se nascere maschio o femmina.
Esistenza autentica e morte
L'esistenza autentica: finora Heidegger ha concentrato l'attenzione sulla quotidianità e sull'inautenticità, ora considera l'Esserci nella sua totalità e autenticità. Il concetto fondamentale della vita autentica è la morte. La morte per l'uomo non è un termine finale, essa è per l'Esserci la possibilità più certa, più incondizionata e insuperabile. Soltanto nel riconoscere la possibilità della morte, l'uomo ritrova il suo essere autentico e comprende veramente se stesso. L'angoscia è la situazione emotiva che accompagna la consapevolezza della morte, essa colloca l'uomo davanti al nulla. L'uomo però non deve avere paura della morte, anche perché fuggire di fronte alla morte fa parte dell'esistenza anonima e inautentica. L'uomo che vive la vita autentica deve scegliere di vivere per la morte, deve essere-per-la-morte. Questo però non vuol dire che l'uomo deve cercarla con il suicidio e non deve essere neanche un'attesa, perché anche l'attesa mira alla realizzazione. La morte è la certezza alla quale non possiamo sottrarci ed è anche la possibilità che rende impossibili le altre possibilità. L'uomo farà le stesse cose che faceva prima, ma con una nuova consapevolezza. Colui che vive la vita autentica non se la prende per cose inutili, perché ha sempre in mente l'atto conclusivo. Questo lo libera dalla noia, dall'angoscia e dall'anonimato, ossia dalla vita inautentica.
La voce della coscienza
La voce della coscienza: è l'Esserci che comprende la propria nullità:
1. Nel fatto che l'uomo pur essendo fondamento di se stesso, grazie al progetto, non può essere fondamento del proprio fondamento, ossia del proprio essere;
2. Nel fatto che l'uomo nel progettare determinate possibilità, ne esclude e ne nega altre. Questo coincide con un senso di colpa che spinge l'uomo a decidere per il nulla.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Heidegger all'esistenzialismo contemporaneo?
- Qual è il significato dell'Esserci secondo Heidegger?
- Come si caratterizza l'esistenza secondo Heidegger?
- Qual è la differenza tra esistenza autentica e inautentica?
- Qual è il ruolo della morte nella vita autentica secondo Heidegger?
Heidegger è considerato la prima grande figura dell'esistenzialismo contemporaneo, influenzato da Husserl e noto per la sua opera "Essere e Tempo", che esplora il senso dell'essere e l'ontologia.
L'Esserci, o Dasein, rappresenta l'uomo come ente primario da interrogare per comprendere l'essere, evidenziando il suo primato ontologico rispetto ad altri enti.
L'esistenza è vista come un insieme di possibilità, un progetto in divenire, dove l'uomo deve scegliere e comprendere le strutture fondamentali della propria esistenza.
L'esistenza autentica implica una consapevolezza della morte e una vita vissuta con significato, mentre l'inautentica è caratterizzata da una vita anonima e priva di scopo, dominata dalla chiacchiera e dalla curiosità.
La morte è vista come la possibilità più certa e incondizionata, e riconoscerla permette all'uomo di vivere in modo autentico, liberandosi dall'angoscia e dall'anonimato.