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Concetti Chiave

  • Kierkegaard è considerato un precursore dell'esistenzialismo, enfatizzando l'importanza dell'individualità e dell'esistenza personale al di fuori di contesti storici e sociali.
  • L'angoscia è vista come un sentimento fondamentale che accompagna le scelte dell'individuo, rappresentando la responsabilità e la consapevolezza della propria esistenza.
  • I tre stadi della vita secondo Kierkegaard sono: Vita Estetica, Vita Etica e Vita Religiosa, ognuno con specifiche modalità di scelta e di relazione con il sé.
  • La religione è interpretata come una relazione personale e paradossale con Dio, che si fa uomo, richiedendo una testimonianza autentica della fede.
  • Kierkegaard critica la scienza e la teologia per la loro inadeguatezza nel fornire risposte vere, sottolineando la complessità dell'esistenza umana.

Viene considerato un pre-esistenzialista ma nel ‘900 sarà considerato vero iniziatore dell’esistenzialismo.

L’esistenzialismo non lega l’esistenza dell’uomo a caratteri storici, ma considera la vita di ognuno a sé. Da qui il concetto del singolo in Kierkegaard, per cui l’uomo è solo e la sua esistenza non si può legare ad apparati storici o sociali.

Qual è il concetto di angoscia?

Al singolo è legata la scelta: ognuno di noi è portato a fare delle scelte, che porteranno ad un condizione di angoscia , poiché le scelte che l’uomo fa le fa per paura, ed è la paura stessa che lo lega alla realtà.

L’angoscia non è negativa in quanto rivendica all’uomo la responsabilità delle proprie azioni, l’uomo è solo con le proprie scelte. L’angoscia è quindi il puro sentimento della possibilità. E’ essenziale rendersi conto che l’angoscia è necessaria per formarsi.

Disperazione e possibilità

Se l’angoscia è necessaria la disperazione è propria dell’uomo nel suo rapporto con se stesso. Ma da dove nasce la disperazione? Talvolta l’uomo vuole essere così pienamente se stesso da uscire da se stessi e dissiparsi nella distrazione diventando un orribile Dio. Da qui la disperazione che è la malattia mortale, ovvero un’autodistruzione impotente.

La possibilità è la più pesante delle categorie perché va resa azione, che è qualcosa di incerto e inesplorato. Si contrappone alla necessità che caratterizza il sistema hegeliano. Non si parla più di scelta etica.

I tre stadi della vita

La scelta e quando le possibilità portano a tre stadi della vita dell’uomo:

Vita Estetica con il personaggio del Don Giovanni, che rispecchia la ricerca dell’attimo e della felicità. Nella vita puramente estetica il Don Giovanni non sceglie, non ha angoscia; vive il piacere del momento, ma è un uomo che rinuncia a se stesso, ciò provoca disperazione dalla quale si può usciere entrando nello stato etico;

Vita etica , con il padre di famiglia e giudice, che si rispecchia nel senso del dovere. La scelta si ha tra ciò che è giusto e cosa sbagliato, l’individuo è sottomesso all’universale;

La vita religiosa con Abramo, identificato come il Cavaliere della fede, che si differenzia da l’eroe tragico in quanto è andato al di là della sfera morale, ma è completamente solo poiché Dio è paradosso e quindi nessuno può comprenderlo. E’ il senso ultimo, con superamento dell’etica. La scelta avviene senza sapere niente.

Religione e paradosso divino

La religione va resa reale, come Dio che si è fatto uomo, si deve entrare in un rapporto singolo con Dio , attraverso la stessa esistenza. Qui emerge l’aspetto esistenzialistico della religione per il quale si deve essere consapevoli dall’interno della propria esistenza.

Dio è un paradosso, non è un Dio spiegabile, il paradosso sta nel Dio che si fa uomo ( che bisogno ha avuto Dio di farsi uomo? radice contraddittoria del Cristianesimo). Così facendo Dio è entrato nella storia e nel tempo. Per questo la fede va testimoniata e resa vita, come Dio ha fatto rendendosi uomo.

Limiti della scienza e teologia

La scienza è inadeguata perché da risposte che forse non sono vere , così come la teologia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'angoscia nell'esistenzialismo di Kierkegaard?
  2. L'angoscia è vista come un sentimento necessario che rivendica la responsabilità delle scelte individuali. Essa non è negativa, ma fondamentale per la formazione dell'individuo, poiché l'uomo è solo con le proprie decisioni.

  3. Come si differenziano i tre stadi della vita secondo Kierkegaard?
  4. I tre stadi sono: la vita estetica, rappresentata da Don Giovanni, che cerca il piacere senza angoscia; la vita etica, incarnata dal padre di famiglia, che si confronta con il dovere; e la vita religiosa, simboleggiata da Abramo, che trascende l'etica e vive in solitudine con Dio.

  5. Qual è la natura del paradosso divino in Kierkegaard?
  6. Dio è descritto come un paradosso, in quanto si fa uomo, un atto che solleva interrogativi sulla necessità di tale incarnazione. Questo paradosso è centrale nel Cristianesimo e implica che la fede deve essere testimoniata attraverso l'esistenza personale.

  7. In che modo la disperazione è collegata alla condizione umana?
  8. La disperazione è vista come una malattia mortale, derivante dal desiderio dell'individuo di essere completamente se stesso, ma che porta all'autodistruzione. Essa rappresenta una lotta interna tra la possibilità e la necessità.

  9. Quali sono i limiti della scienza e della teologia secondo Kierkegaard?
  10. Kierkegaard sostiene che sia la scienza che la teologia sono inadeguate, poiché forniscono risposte che potrebbero non essere vere, evidenziando la necessità di un approccio esistenziale e personale alla verità.

Domande e risposte

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