Concetti Chiave
- Heidegger si distacca dal neo-kantismo, proponendo una nuova filosofia che indaga il legame tra l'essere dell'uomo e il senso dell'Essere manifestato nell'esistenza.
- L'esistenza è intrinsecamente temporale e si manifesta attraverso la cura, un progetto che implica un continuo affaccendarsi tra passato, presente e futuro.
- Il rapporto con la morte è cruciale per comprendere l'esistenza, poiché l'anticipazione della morte genera angoscia e consapevolezza della finitezza.
- Una vita autentica si ottiene riconoscendo la possibilità della morte, mentre l'esistenza inautentica è caratterizzata da passività e mancanza di consapevolezza del proprio destino.
- Heidegger critica la metafisica classica per aver identificato la verità con il giudizio, proponendo invece che la verità è un dis-velamento dell'Essere, intrinsecamente legato al nulla.
Martin Heidegger, nella sua opera più importante, Essere e Tempo, si allontanò dal neo-kantismo, trasformando le concezioni dell'uomo e delal filosofia dell'Essere e dell'esistenza.
Secono Heidegger è impossibile definire la finitezza dell'uomo: bisogna guardare alle cosi come si manifestano. L'uomo è l'unico essere il cui modo peculiare di esistere è la ricerca; è l'unico ente che interroga l'Essere. L'uomo è esistenza, l'uomo è quell'ente che si interroga sul senso dell'essere.
L'analitica dell'esistenza
Un nuovo tipo di filosofia, chiamata l'analitica dell'esistenza, indaga il nesso tra l'essere dell'uomo e il senso dell'Essere che si manifesta nell'esistenza. L'esistenza è sempre legata alla storia e al'Essere poiché l'Essere non è mai oggetto o contenuto di conoscenza. La conoscenza non può essere effettuata tramite “forme a priori”, attraverso schemi, ma studia la possibilità dell'esistenza nel tempo: è una dimensione intrinsecamente temporale.
La temporalità e la cura
La condizione dell'uomo è di “essere gettato nel mondo” e ciò significa prendersi “cura” delle cose, perchè esse rientrano nei suoi “progetti” d'esistenza. L'esistenza è un progetto, è un poter essere. La filosofia- il concetto di temporalità (Zeitlichkeit)- coincide con il senso stesso della cura è la condizione di possibilità di comprensione dell'esistenza. Poiché esistenza è progettazione, la determinazione fondamentale del tempo è il futuro che ci permete di progettarci in avanti. La cura sorge dal passato e lo implica perchè è un anticipazione della possibilità. Tra passato e futuro c'è il continuo affaccendarsi delle cose che costituisce il presente. Il futuro è un protendere, il presente è un essere presso le cose, il passato è un ritornare a una situazione precedente e accettarla: i tre momenti del tempo sono tutti un “stare fuori di se”. La temporalità è l'originario “fuori di se” che può determinarsi come un tempo autentico e tempo inautentico.
Qual è il rapporto con la morte?
Per comprendere l'esistenza è importante il rapporto con la morte, ossia con l'anticipazione dell morte, da cui deriva il senso dell'angoscia. L'angoscia e ciò che si prova di fornte al completo annientamento dell'esistenza, di fronte al nulla come perenne minaccia incombente sugli enti. E la morte che fa scoprire la possibilità dell'esistenza. La morte non è anonima e impersonale, non si può morire la morte di un altro, non può mai sottrarre al'altro alla sua propria morte. Nell'anticipazione della morte, l'uomo è un essere temporale e storico, non perchè vive nel tempo o nella storia, bensì perchè l'uomo genera al suo interno la propria storicità e temporalità, attarverso la consapevolezza di dover morire. Confrontarsi con la morte qualifica l'esistenza, guardando al limite futuro che è la morte come annientamento dell'esistenza.
Esistenza autentica e inautentica
Solo cosi si può vivere un'esistenza autentica, poiché l'esistenza è possibilità, solo comprendendo la possibilità della morte come impossibilità dell'esistenza, l'uomo ritrova il suo essere autentico. In questo modo può evitare l'esistenza inautentica, l'esistenza anonima di chi si lascia vivere, di chi lascia dire, lascia fare, restando nell'equivoco e nella chiachhiera.
L'angoscia e la verità
E l'angoscia pone l'uomo di fornte al nulla, al non-senso dei progetti umani e dell'esistenza. L'esistenza autentica implica coraggio di guardare in faccia la possibilità della propria esistenza, di sentire la morte per l'angoscia e di accettare la propria finitezza.
Critica alla metafisica classica
L'angoscia, intesa come senso del nulla e dell'annientamento, serve anche a cogliere la verità. La negazione e il nulla sono legati in una unità originaria con l'Essere. Heidegger criticò tutta la metafisica classica poiché ogni metafisica ha trovato il modello di verità nel giudizio. La verità è dis-velamento (togliere il velo), cioè disvelamento dell'Essere. L'essere di cui parla Heidegger è lagato al nulla, ha un destino e possiede una storia che è connessa alla “differenza ontologica” inelimanibile fra l'Essere e gli enti. Gli enti si stagliano sullo sfondo dell'Essere , dal quale sono sorretti e rispetto al quale sono annientati, dovendo ritornarvi poi inesorabilmente.
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto centrale dell'analitica dell'esistenza di Heidegger?
- Come si definisce la temporalità secondo Heidegger?
- Qual è il ruolo della morte nella filosofia di Heidegger?
- Cosa distingue l'esistenza autentica da quella inautentica?
- Qual è la critica di Heidegger alla metafisica classica?
L'analitica dell'esistenza indaga il legame tra l'essere dell'uomo e il senso dell'Essere, sottolineando che l'esistenza è intrinsecamente temporale e non può essere compresa attraverso schemi a priori (come indicato nel testo).
La temporalità è vista come un "fuori di sé" che permette di progettare il futuro, mentre il presente e il passato sono interconnessi, costituendo la condizione fondamentale per la comprensione dell'esistenza (come descritto nel testo).
La morte è fondamentale per comprendere l'esistenza, poiché l'anticipazione della morte genera angoscia e qualifica l'esistenza, portando l'uomo a riconoscere la propria finitezza e autenticità (secondo il testo).
L'esistenza autentica si realizza solo riconoscendo la possibilità della morte, mentre l'esistenza inautentica è caratterizzata dall'anonimato e dalla passività, in cui l'individuo si lascia vivere senza consapevolezza (come evidenziato nel testo).
Heidegger critica la metafisica classica per aver basato la verità sul giudizio, sostenendo invece che la verità è un dis-velamento dell'Essere, che è intrinsecamente legato al nulla e alla storia (come riportato nel testo).