Concetti Chiave
- L'articolo 35 della Costituzione italiana tutela il lavoro in tutte le sue forme, ma il lavoro subordinato riceve maggiore attenzione e protezione nella pratica.
- È necessario bilanciare la tutela del lavoro con la libertà di iniziativa economica, specialmente in casi di licenziamenti giustificati da esigenze aziendali.
- Il lavoro pubblico è tutelato dall'articolo 97, che garantisce il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione, diventato rilevante con la privatizzazione dei servizi pubblici.
- Il CNEL offre consulenza su materie economiche e lavoristiche e ha l'iniziativa legislativa, ma non ha mai avuto un ruolo primario nelle politiche del lavoro.
- Il referendum del 4 dicembre 2016 ha proposto l'abolizione del CNEL, ma la sua eliminazione non è stata attuata, riflettendo la volontà popolare.
La tutela del lavoro
L’art. 35 Cost. sancisce che «la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme». Essa non riguarda il solo lavoro subordinato, bensì tutte le modalità d’impiego: ciononostante, nella pratica il lavoro subordinato gode di maggiore riguardo e protezione; per questo motivo, spesso, i giuristi invocano la necessità di riequilibrare il sistema lavorativo proprio in virtù dell’articolo 35.
Equilibrio tra lavoro e iniziativa economica
La tutela del lavoro deve essere bilanciata con la libertà di iniziativa economica: si pensi, ad esempio, ai licenziamenti economici, cioè giustificati da esigenze aziendali proprio di natura economica. In questo caso il legislatore deve necessariamente equilibrare il diritto del lavoratore all’occupazione con le prerogative riconosciute all’imprenditore dall’art. 41 Cost.
Nel lavoro pubblico, una delle principali forme di tutela è offerta dall’art. 97 Cost., secondo cui i pubblici uffici devono essere organizzati in modo da garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Fino al XX secolo, questo principio non era considerato particolarmente rilevante perché concerne il solo lavoro pubblico; con la privatizzazione di quest’ultimo, però, il tema ha acquisito grande importanza per i giuslavorista.
Il ruolo del CNEL
Un’ultima forma di tutela è offerta dal CNEL (consiglio nazionale dell’economia e del lavoro=, istituito dall’articolo 99. Esso è composto da rappresentanti delle categorie produttive e dei sindacati, i quali offrono un servizio di consulenza a governo e parlamento nelle materie economiche e lavoristiche.
Accanto alla funzione consultiva, il CNEL è anche titolare dell’iniziativa legislativa: esso può contribuire all’elaborazione delle normative riguardanti il diritto del lavoro.
Il referendum del 2016
In sostanza, però, il Cnel non ha mai ricoperto un ruolo primario durante l’elaborazione delle politiche del lavoro. In poche parole, si tratta di un ente pressoché inutile.
Per questo, il famoso referendum del 4 dicembre 2016 ne ha richiesto l’abolizione, di fatto non realizzata per volere del popolo.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale sancito dall'art. 35 della Costituzione riguardo al lavoro?
- Come si bilancia la tutela del lavoro con la libertà di iniziativa economica?
- Qual è il ruolo del CNEL nella tutela del lavoro?
L'art. 35 della Costituzione stabilisce che «la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme», evidenziando la necessità di proteggere non solo il lavoro subordinato, ma tutte le modalità d'impiego, anche se nella pratica il lavoro subordinato riceve maggiore attenzione.
La tutela del lavoro deve essere equilibrata con la libertà di iniziativa economica, come nel caso dei licenziamenti economici, dove il legislatore deve considerare sia il diritto del lavoratore all'occupazione sia le prerogative dell'imprenditore, come previsto dall'art. 41 della Costituzione.
Il CNEL, istituito dall'articolo 99, offre consulenza a governo e parlamento in materia economica e lavoristica e ha anche un'iniziativa legislativa, ma non ha mai avuto un ruolo primario nelle politiche del lavoro, come evidenziato dal referendum del 2016 che ha richiesto la sua abolizione.