Concetti Chiave
- Lo Stato moderno si sviluppa in Europa tra il XV e XVI secolo, segnando una transizione dalle organizzazioni politiche medievali a monarchie centralizzate con sovranità statale.
- Il pensiero di Machiavelli enfatizza la necessità di un forte principe che garantisca la stabilità dello Stato, ponendo la ragion di Stato al di sopra della morale.
- Le monarchie nazionali, come Francia e Spagna, hanno consolidato il potere assoluto del sovrano, creando un apparato statale centralizzato e un esercito permanente.
- Hobbes propone il Leviatano come risultato di un patto sociale che unisce gli individui per garantire la sicurezza e la pace, richiedendo loro assoluta ubbidienza.
- Locke distingue tra Stato e sovrano, enfatizzando la protezione dei diritti civili e introducendo la separazione dei poteri come principio fondamentale per un governo giusto.
La nascita dello Stato moderno
La formazione dello Stato in senso moderno è legata all’insieme di trasformazioni che in Europa contribuirono alla nascita di un nuovo modello di monarchia tra il XV e il XVI secolo.
Durante i primi decenni del Quattrocento si verificarono mutamenti che favorirono il passaggio dalle organizzazioni politiche medievali allo Stato moderno.
Gli ordinamenti monarchici che si erano formati erano ancora molto diversi da quelli identificabili nel concetto di Stato: mancava il carattere peculiare dello Stato moderno, cioè la piena sovranità statale, l’indipendenza degli Stati da ogni autorità superiore.
Il pensiero di Machiavelli
Nel XV secolo si ebbero i primi appetì significativi alla costruzione del concetto di Stato, che provennero da uomini di cultura particolarmente dotati nell’arte della politica, tra cui Niccolò Machiavelli, politico e letterato fiorentino (1469-1527).
Machiavelli pose al centro delle proprie riflessioni la tutela e il rafforzamento dello Stato, che si devono ottenere ad ogni coso, prescindendo dagli interessi dei singoli individui.
L’analisi politica di Machiavelli ebbe per oggetto tutto i fattori che potevano contribuire al potenziamento dello Stato.
Il primato della ragion di Stato sulla morale fu una delle maggiori novità del suo pensiero.
A capo dello Stato si trova il principe, cui il popolo deve assoluta ubbidienza, al fine di poter superare le proprie condizioni di viltà, malignità e mediocrità e di potere pertanto essere utile allo Stato. Il principe deve difendersi da coloro che minacciano il suo potere.
In materia di politica estera, lo Stato deve usare la forza, munendosi di un valido esercito formato dai cittadini (ritenuti da Machiavelli più idonei a difendere la propria patria rispetto alle truppe). Il ricorso alla guerra viene valutato come strumento necessario per detenere il potere.
Le monarchie europee
Lo Stato in senso moderno nacque con le monarchie europee del XV e del XVI secolo, che erosero progressivamente i poteri feudali concentrando l’autorità in un unico organo e dando vita al monopolio della forza da parte di un apparato centralizzato.
Le prime monarchie nazionali si ebbero in Francia, Inghilterra, Portogallo e Spagna, dove si affermò lo Stato sovrano, caratterizzato da unità amministrativa e rafforzamento dell’autorità del re.
L'assolutismo e le sue caratteristiche
Il tipo di Stato che si affermò con le monarchie europee prese il nome di Stato assoluto; nello Stato assoluto lo Stato si identifica nel sovrano, che è titolare esclusivo dei poteri.
Il sovrano concentro nelle proprie mani il potere esecutivo è quello legislativo, mentre il potere giudiziario venne affidato a corti composte da giudici nominati dal re.
• Presenza di un apparato amministrativo e burocratico di funzionali pubblici, che avevano le competenze tecniche necessarie per curare l’organizzazione dello Stato è la gestione delle finanze pubbliche
• L’esistenza di un esercito permanente, in grado di assicurare il mantenimento della pace all’interno del territorio
• La continuità della corona, assicurata da specifiche leggi di successione al trono
• Il monopolio della giustizia, le corti composte da giudici che si occupavano di tutti i reati più gravi
• L’esistenza di un sistema coordinato ed efficiente di riscossione dei tributi, volto a finanziare i costi dell’apparato statale
• Stato Patrimoniale—>Inizialmente lo Stato assoluto si caratterizzò per l’identificazione del sovrano con lo Stato.
• Assolutismo Illuminato—>Verso la fine del XVIII secolo si affermò la distinzione tra Stato e sovrano: il re era subordinato allo Stato e non godeva più di un potere assoluto sui sudditi. L’autorità del sovrano doveva assicurare il benessere della comunità sociale (Stato di polizia=sistema con il quale si governa bene una città).
Hobbes e il Leviatano
Thomas Hobbes partì dalla considerazione che esiste una condizione naturale per cui ogni uomo è guidato da passioni di natura egoistica che lo pongono in conflitto con gli altri e lo portano a utilizzare l’astuzia e la forza per far prevalere i ripari diritti.
Una situazione del genere impedisce la nascita di forme di aggregazione sociale ed espone al continuo rischio di guerre e di morte
Secondo Hobbes il ricorso alla ragione permette di trovare la strada per un accordo pacifico con le altre persone, nonché per ottenere valori condivisi.
Grazie a questo distacco dalle pure energie passionali a favore della ragione comune, gli uomini si uniscono in una sola persona, il Leviatano, i cui poteri sono superiori a quelli dei singoli esseri che, coscientemente, lo impongono.
La costruzione del Leviatano corrisponde a un patto sociale tramite cui si dà vita allo Stato, organismo in grado di proteggere gli individui e procurare loro la pace, chiedendo in cambio assoluta ubbidienza.
Secondo Hobbes, il sovrano deve fare tutto quanto possibile per il bene dei sudditi: decidere cosa sia bene e male, emanare leggi ispirate al senso di giustizia, garantire l’uguaglianza davanti alla legge...
Locke e il contratto sociale
John Locke crede nell’esistenza di un ordine naturale dell’umanità come Hobbes, ma per lui si tratta di una condizione di uguaglianza e di libertà.
Occorre proteggere questi valori naturali e a tal fine sono necessarie tre condizioni:
• esistenza di leggi che stabiliscano il confine tra il bene e il male
• attività di giudici per applicare le leggi
• forza coercitiva in grado di far rispettare le sentenze dei giudici
Per realizzare queste condizioni, gli uomini devono unirsi in società con gli altri, stringendo un patto condiviso e mirato al bene comune.
Come fondamento della società civile è necessario il consenso degli individui e occorre affidarsi alle decisioni della maggioranza.
Affiora, a questo punto, il concetto di Stato, frutto del contratto sociale è legittimato dal libero consenso degli individui: il suo ruolo fondamentale è quello di tutelare i diritti civili.
Secondo Locke la forma di Stato in grado di promuovere e tutelare al meglio i diritti civili non è la monarchia in quanto non può ammettere l’esenzione di un solo soggetto dalle leggi istituite con il contratto sociale, con l’ulteriore pericolo che tale soggetto possa divenire un oppressore, e non un difensore, dei diritti civili che lo Stato deve proteggere.
Gli individui che si sono uniti nel patto comune devono individuare le vie piu idonee per far vita a buone leggi e per farle poi rispettare.
Dovranno investire governi di loro fiducia nei seguenti compiti:
• potere di emanare le leggi
• incarico di rendere le leggi esecutive
• amministrare la giustizia
Locke aggiunge un quarto potere che chiama potere federativo, che corrisponde alla gestione dei rapporti con gli altri Stati.
Nel pensiero di Locke compare il principio della separazione dei poteri che caratterizzerà lo Stato liberale.
Nel caso in cui i governanti utilizzino in modo dispotico i loro poteri, va riconosciuto al popolo il diritto di resistenza, vale a dire di ribellarsi con insurrezioni al potere costituito per individuarne uno nuovo in grado di rispondere in modo adeguato alla missione di pace propria del patto sociale.
Domande da interrogazione
- Quali trasformazioni hanno portato alla nascita dello Stato moderno in Europa?
- Qual è il ruolo del principe secondo il pensiero di Machiavelli?
- Come si caratterizza lo Stato assoluto nelle monarchie europee?
- Qual è la differenza tra il pensiero di Hobbes e quello di Locke riguardo allo Stato?
- Qual è il principio della separazione dei poteri secondo Locke?
La nascita dello Stato moderno è legata a trasformazioni avvenute tra il XV e il XVI secolo, che hanno favorito il passaggio dalle organizzazioni politiche medievali a un nuovo modello di monarchia, caratterizzato dalla piena sovranità statale e dall'indipendenza da autorità superiori.
Machiavelli sostiene che il principe deve essere al centro dello Stato, richiedendo assoluta ubbidienza dal popolo per superare le debolezze umane e garantire la sicurezza dello Stato, utilizzando anche la forza se necessario.
Lo Stato assoluto si identifica con il sovrano, che detiene poteri esecutivi e legislativi, mentre il potere giudiziario è affidato a corti nominate dal re. Esso è caratterizzato da un apparato burocratico, un esercito permanente e un sistema di riscossione dei tributi.
Hobbes vede lo Stato come un Leviatano che nasce da un patto sociale per garantire la sicurezza, mentre Locke crede in un ordine naturale di uguaglianza e libertà, sostenendo che lo Stato deve proteggere i diritti civili attraverso un contratto sociale basato sul consenso degli individui.
Locke introduce il principio della separazione dei poteri, che prevede la divisione tra il potere legislativo, esecutivo, giudiziario e un quarto potere federativo, per garantire che i diritti civili siano tutelati e per permettere al popolo di resistere a governanti dispotici.