Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il principio della sovranità popolare è affermato nell'articolo 1 della Costituzione italiana, evidenziando la sua centralità nella democrazia della Repubblica.
  • La Costituzione stabilisce chiaramente che la sovranità appartiene al popolo, il quale non può rinunciare né trasferire la propria sovranità a individui o parti di sé.
  • La delega dell'esercizio della sovranità è necessaria in una democrazia di grandi numeri, che si basa su meccanismi rappresentativi per il funzionamento politico.
  • Dopo il 2011, il sistema politico italiano ha subito incertezze a causa di crisi governative e l'assenza di maggioranze chiare nelle elezioni, rendendo difficile la formazione di governi.
  • Il rifiuto della riforma costituzionale del 2016 ha portato a un sistema elettorale proporzionale, complicando ulteriormente la formazione di una maggioranza e causando stallo governativo.

Il principio della sovranità popolare

È nell’art. 1 della Costituzione che si trova l’affermazione del carattere democratico della Repubblica e del principio della sovranità popolare. Sin dalla nascita della Repubblica, i giuristi si sono impegnati, talvolta affannati, a definire le forme attraverso le quali il popolo esercita la sovranità di cui è titolare: le elezioni a tutti i livelli, i diversi tipi di referendum, i partiti e le altre forme di partecipazione politica.

Espressione della sovranità nella Costituzione

«La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione»: così recita il secondo comma dell’art. 1 Cost. e raramente una carta costituzionale ha voluto affermare in modo più netto il principio della sovranità popolare. Altre costituzioni usano termini simili, ma non così chiari: si parla di sovranità che «spetta» al popolo, che «è» del popolo, che «risiede» nel popolo e, assai spesso, che «emana» dal popolo. Molte costituzioni della seconda metà del XX secolo riprendono, in genere con formule meno nitide, quella della nostra Costituzione. Come attestano i lavori dell’Assemblea costituente, è usato il verbo «appartiene» per dire che il popolo è il titolare in senso giuridico della sovranità; che esso mantiene della sovranità continuativamente il possesso (nozione del diritto civile che indica un potere di fatto su una determinata cosa) e, soprattutto, che il popolo non può rinunciare alla sovranità e non può dunque trasferirla a nessun singolo individuo e a nessuna parte di sé. Ne può naturalmente delegare l’esercizio: e non sarebbe possibile il contrario dal momento che una democrazia di grandi numeri non può non affidarsi, in larga misura, a meccanismi rappresentativi.

Evoluzione del sistema politico italiano

L’evoluzione del sistema politico italiano, sufficientemente coerente fino al 2011, è stata messa in dubbio dalla crisi del governo Berlusconi IV, seguita dalla formazione di un governo «tecnico» e dall’esito senza vincitori delle elezioni del 2013, imponendo faticosissime convergenze fra forze politiche presentatesi in contrapposizione l’una all’altra.

Bocciata dagli elettori la riforma costituzionale del 2016 che avrebbe limitato il rapporto fiduciario alla sola Camera dei deputati, si è tornati a un sistema elettorale prevalentemente proporzionale. Tale sistema, insieme alla conferma nelle elezioni del 2018 dell’assetto tripolare già emerso cinque anni prima, ha riproposto la difficoltà di dar vita a una maggioranza. Si addiveniva infatti alla formazione del primo governo della legislatura dopo uno stallo durato 89 giorni.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del principio della sovranità popolare nella Costituzione italiana?
  2. Il principio della sovranità popolare è affermato nell'art. 1 della Costituzione, dove si dichiara che "la sovranità appartiene al popolo", il quale la esercita secondo le forme e i limiti stabiliti dalla Costituzione stessa.

  3. Come si è evoluto il sistema politico italiano negli ultimi anni?
  4. L'evoluzione del sistema politico italiano ha subito una crisi significativa dopo il governo Berlusconi IV, portando a un governo "tecnico" e a elezioni senza vincitori nel 2013, con difficoltà nel formare maggioranze, come dimostrato dallo stallo di 89 giorni per la formazione del governo della legislatura successiva.

  5. Quali sono state le conseguenze del referendum costituzionale del 2016?
  6. Il referendum costituzionale del 2016, che mirava a limitare il rapporto fiduciario alla sola Camera dei deputati, è stato bocciato dagli elettori, riportando il sistema elettorale a una forma prevalentemente proporzionale e complicando ulteriormente la formazione di maggioranze politiche.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community