Concetti Chiave
- Piero Calamandrei, politico e avvocato, sottolinea l'importanza della Costituzione italiana come strumento per garantire libertà e uguaglianza, rimuovendo ostacoli sociali ed economici.
- Nel suo discorso del 1955, Calamandrei evidenzia che la Costituzione deve essere realizzata attraverso un impegno collettivo, poiché è solo un ideale senza azioni concrete.
- Il politico invita i giovani a contribuire attivamente alla Costituzione, sottolineando la loro importanza nel rinnovare e realizzare i suoi principi.
- Calamandrei descrive la Costituzione come un testamento di centomila morti, portando a riflettere sul sacrificio di coloro che hanno lottato per la libertà e la dignità in Italia.
- La Costituzione è vista da Calamandrei come un documento che guarda al futuro, rappresentando una polemica contro il regime caduto e un desiderio di trasformazione sociale.
Piero Calamandrei è stato un politico, avvocato e accademico italiano, nonché uno dei fondatori del Partito d'Azione.
Il discorso sulla costituzione
L’uomo esprime il suo pensiero sulla costituzione italiana nel discorso nel salone degli Affreschi della Società Umanitaria il 26 gennaio 1955 in occasione dell’inaugurazione di un ciclo di sette conferenze sulla Costituzione organizzato da universitari e medi.
Il politico nel celebre discorso inizialmente ci dice che anche gli studenti privi di mezzi hanno il diritto di poter raggiungere i gradi più alti di studi. E in questo modo, già da subito, ci fa capire che spera in un’Italia migliore soprattutto per i giovani, quindi in un future migliore.
Afferma che rimuovere gli ostacoli di ordine sociale e di ordine economico, che comunque limitano la libertà e le ugualianze, impediscono il pieno sviluppo della persona.
Parla del primo articolo della nostra Cstituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Dice infatti che per raggiungere veramente il contenuto del suddetto articolo si debba prima poter dare un lavoro a tutti, quindi una giusta retribuzione, una scuola e in questo modo dare dignità di uomo. Infatti spiega anche che finchè non tutti avranno la possibilità di lavorare e di studiare non ci potrà mai essere una Repubblica fondata sul lavoro e non potremo neanche chiamarla democratica dal momento che definisce una democrazia in cui ci sia solamente un’ugualianza di diritto e non di fatto puramente formale.
La costituzione come programma e speranza
Prosegue dicendoci che purtroppo la nostra Costituzione in parte è ancora un programma, un ideale e una speranza. E ci ricorda che abbiamo ancora molto da fare.
Il discorso dobbiamo ricordarci che comunque è stato pronunciato in un periodo antecedente alla seconda mondiale e quindi alla caduta del regime. L’avvocato infatti dichiara che la nostra Costituzione è da considerarsi una polemica contro il regime ormai caduto.
Precisa che la nostra è una costituzione che guarda al futuro. È una Costituzione rinnovatrice, che mira alla trasformazione di questa società. Però la Costituzione in se non può fare molto, essendo solamente un pezzo di carta ha bisogno della nostra volontà per realizzare qualcosa di concreto.
L'indifferenza verso la politica
Ci racconta di una storia che gli ricorda l’indifferenza con cui le persone si riferiscono alla politica. Facendoci capire che fino al momento in cui penseremo che la politica non riguardi tutti continueremo ad affondare.
Sostiene che la libertà sia un po’ come l’aria: ci si accorge che è importante quando si inizia a non respirare più.
Ricorda le prime elezioni dopo la caduta del regime e della sensazione che gli uomini che votavano provavano, descrive la calma della gente che aveva la sensazione di aver ritrovato la propria dignità.
Il ruolo dei giovani nella costituzione
Invitava i giovani a contribuire alla Costituzione con la propria freschezza e dal mio punto di vista questo messaggio è perfetto ancora oggi. La Costituzione ha bisogno del nostro spirito e in questo modo Calamandrei proclama che così facendo i giovani possono anche rendersi conto di non essere soli, ma di appartenere ad un tutto.
Per chiudere l’uomo spiega che la Costituzione è un po’ la raccolta di tutta la nostra storia e quindi del nostro passato, fra gioie e dolori.
Per sostenere quello detto in precedenza dice poi così:
“Quando io leggo nell’art. 2, ”l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”, o quando leggo, nell’art. 11, “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, la patria italiana in mezzo alle alte patrie, dico: ma questo è Mazzini; o quando io leggo, nell’art. 8, “tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge”, ma questo è Cavour; quando io leggo, nell’art. 5, “la Repubblica una e indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali”, ma questo è Cattaneo; o quando, nell’art. 52, io leggo, a proposito delle forze armate,”l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica” esercito di popolo, ma questo è Garibaldi; e quando leggo, all’art. 27, “non è ammessa la pena di morte”, ma questo, o studenti milanesi, è Beccaria. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani.”
Grandi nomi e umili contributi
Continua dicendoci che oltre ai grandi nomi, citati qua sopra, ci sono anche persone umili e semplici dietro la Costituzione. Ci ricorda il sangue che c’è dietro ogni articolo, ci ricorda di ragazzi come noi che sono morti e chiama la Costituzione non più una carta morta ma un testamento di centomila morti. Dice che il testo nasce dovunque sia morto un italiano per riscattere la libertà e la dignità.
Domande da interrogazione
- Qual è il messaggio principale di Piero Calamandrei riguardo alla Costituzione italiana?
- Come definisce Calamandrei la democrazia in relazione al lavoro?
- Qual è il ruolo dei giovani secondo Calamandrei?
- Che significato attribuisce Calamandrei all'indifferenza verso la politica?
- Qual è la visione di Calamandrei sulla Costituzione in relazione alla storia italiana?
Calamandrei sottolinea che la Costituzione deve essere vista come un programma e una speranza, richiedendo l'impegno di tutti per realizzarne i principi, poiché è solo un "pezzo di carta" senza la volontà collettiva di attuarla.
Calamandrei afferma che una vera democrazia non può esistere senza garantire a tutti il diritto al lavoro e all'istruzione, evidenziando che l'uguaglianza deve essere sostanziale e non solo formale.
Calamandrei invita i giovani a contribuire attivamente alla Costituzione, portando freschezza e spirito, e sottolinea che questo impegno li fa sentire parte di un tutto più grande.
Calamandrei mette in guardia contro l'indifferenza verso la politica, affermando che finché si considera la politica estranea, si continuerà a perdere libertà e dignità.
Calamandrei descrive la Costituzione come un testamento di centomila morti, un documento che raccoglie la storia e i sacrifici di coloro che hanno lottato per la libertà e la dignità, sottolineando l'importanza di onorare questi contributi.