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Personaggi: comico - spalla.

spalla: (può essere un uomo o una donna, anche se il testo è redatto al maschile. entra, poi si rivolge verso l'esterno) vieni!... vieni... vieni avanti, cretino!
comico: (entra. tipo goffo, lievemente balbuziente) m'hai chiamato?
spalla: sì!... e considerato che sei sempre in ritardo, raccontami la solita scusa.
comico: altro che scusa!... m'hanno arrestato.
spalla: sul serio?
comico: (annuisce) m'hanno pure messo le manette.
spalla: accidenti!... ma quale reato hai commesso?
comico: sono andato a teatro.
spalla:- non dire sciocchezze!... andare a teatro non è un reato.
comico: per me sì. forse perché era la prima volta in vita mia che entravo in un teatro. allora se ne sono approfittati, e...
spalla: (interrompe) impossibile!... comunque, raccontami com'è andata.
comico: per cominciare ti spiego quanto è bello il teatro. dunque... il teatro è... il teatro.

spalla: (ironico) ma no!
comico: è una stanza grande grande, quasi rotonda, un po' ovale, con tanti palloni di vetro accesi. attorno alla stanza ci sono delle gabbie piccole come dei cucinini, con una finestra che guarda dentro al teatro.
spalla: (sorride) sono i palchi.
comico: ebbene, sedute dentro a quelle gabbie c'erano numerose signore incipriate, pitturate e puzzolenti.
spalla: si dice «profumate».
comico: nelle dita, ai polsi, al collo e alle orecchie avevano roba luccicante.
spalla: brillanti, gioielli.
comico: e diverse guardavano dentro a un tubo doppio
spalla: ii binocolo. '
comico: dopo un po' che stavo lì, ho pensato che ormai il teatro l'avevo visto, e stavo per andare via. ma... olè!... è cominciata la musica.
spalla: ho capito: era una commedia musicale, ed ha attaccato l'orchestra.
comico: ah, io ho guardato bene, eh?... tutti quelli che suonavano erano vestiti da pinguini.
spalla: cioè in frak o smoking.
comico: uno ha aperto una cassa nera, e con le mani ci frugava dentro.
spalla: ha aperto e suonava il pianoforte.
comico: altri grattavano su grattugie che tenevano sopra una spalla.
spalla: suonavano il violino.
comico: un altro picchiava con un bastone sopra una botte, senza riuscire a spaccarla.
spalla: suonava il tamburo.
comico: un altro ancora segava un armadio
spalla: ii contrabbasso.
comico: e davanti a tutti, in piedi sopra uno sgabello, un tale spettinato con una bacchetta in mano che evidentemente diceva: «state bravi, ragazzi!... non fate fracasso, ragazzi!». fino a quando è riuscito a calmarli.
spalla: ii maestro direttore d'orchestra.
comico: allora, visto il teatro, sentita la musica, stavo proprio per andarmene, allorché in fondo al teatro s'è aperto un muro.
spalla: ii sipario.
comico: guardo, e vedo una stanza dove un giovanotto e una signorina si abbracciavano e si dicevano paroline dolci. (ride, malizioso) e non s'accorgevano che noi li vedevamo!...
spalla: (ironico) lo credo.
comico: giuro che questa volta volevo veramente andare via, perché a me, gli affari degli altri, non m'interessano. ma ecco che, d'un tratto, alla signorina cade per terra una lettera. il giovanotto la vede e tenta di prenderla, ma lei, più svelta, la raccoglie e la chiude in pugno. allora il giovanotto le urla: «dammi quella lettera!»; e lei: «non tè la do!». lui s'arrabbia, tira fuori una pistola e... pam-pam-pam!... la uccide.
spalla: (divertito) e tu?...
comico: mi sono sentito venire la pelle d'oca. ma come? ho pensato. io entro finalmente in un teatro, e pago il biglietto per divertirmi. invece devo assistere a un assassinio. mi sono guardato intorno. neanche uno si muoveva. tutti continuavano a guardare imbambolati. nel frattempo l'assassino si era nascosto dietro una tenda rossa. per fortuna arrivò un commissario di polizia
spalla: dove?
comico: là, nella stanza.
spalla: ovvero in scena.
comico: «qui c'è una morta ammazzata!», grida il commissario; e chiede: «chi è stato?». (indignato) nessuno di quelli che avevano visto parlava. perciò sono balzato in piedi ed ho urlato: «signor commissario!... l'assassino si e nascosto dietro la tenda rossa!». (una pausa) non l'avessi mai detto.
spalla: (divertito) perché?
comico: tanti hanno gridato: «silenzio!... buttatelo fuori.... cretino!...». ma questo è niente. dal fondo del teatro sono entrati due carabinieri, che mi hanno preso bruscamente sottobraccio, mi hanno trascinato fuori del teatro, mi hanno messo le manette e mi hanno portato m caserma. capito?... anche i carabinieri erano d'accordo!
spalla: (sorridendo) ma senti un po'... ciò che hai raccontato ti e veramente accaduto?
comico: (muove /a testa, come se volesse annuire, poi rinuncia e dice) no. però, per giustificarmi che sono arrivato in ritardo...
spalla: (interrompe furioso, minacciando di picchiarlo e urla) via!... vai via!
comico: (esce precipitosamente)
spalla: (urla) sei proprio un cretino!

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