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La febbre dell’oro di Charlie Chaplin


La vicenda: Charlot, l’omino ingenuo e malinconico di cui Chaplin ha fatto il suo personaggio fisso, partecipa alla corsa all’oro nel Klondyke. Un gruppo di cercatori arranca nelle nevi alla ricerca di un filone aurifero; poco lontano, marcia solitario Charlot; a poca distanza, ancora, cammina Giacomone, un enorme e ingenuo cercatore. Si scatena una violenta bufera: Charlot e Giacomone cercano rifugio nella capanna di un pericoloso furfante, Jack Larsen, che è costretto suo malgrado a ospitarli. Non c’è cibo: si decide che andrà a cercarlo che estrarrà la carta più bassa; la sorte risparmia i due intrusi: è invece Jack Larsen che deve affrontare la bufera. È la vigilia di Natale; Charlot e Giacomone, segregati nella capanna, festeggiano con una cena insolita: una scarpa, gustata con delizia e solennità a causa della fame. Ma a Giacomone la scarpa non basta: nel delirio della fame, gli pare che il suo compagno sia diventato un pollo… Fortunatamente un orso fa irruzione nella capanna, e sarà lui ad essere servito come cena. La bufera è passata: Giacomone è libero di tornare alla sua montagna d’oro e Charlot riprende il suo cammino solitario. Egli giunge a una città di cercatori d’oro. Qui incontra Georgia e se ne innamora: la ragazza però non sembra prenderlo sul serio. Charlot la invita a festeggiare con lui la sera di Capodanno e prepara con grande cura una tavola poveramente imbandita e decorata: anche se Georgia non si presenta, il nostro omino, addormentatosi dopo una lunga attesa, sognerà il suo arrivo e improvviserà per lei una danza dei panini e delle forchette. Intanto Giacomone è alla sua montagna d’oro. Il malvagio Jack Larsen lo stordisce e fugge ma poi, troppo preso dalle sue cattive azioni, precipita in un crepaccio. Giacomone, rinvenuto, ha perso la memoria e non ricorda più dove si trova il filone d’oro. Solo l’omino può rintracciare per lui il luogo. Charlot corre subito ad aiutarlo, lasciando da parte i suoi problemi di cuore. Ritrova la montagna d’oro – con una provvidenziale spinta della natura – Charlot e Giacomone tornano in patria ricchi e acclamati dalla stampa. Sulla nave, Charlot rincontra Gorgia … e la vicenda ha termine con un giusto lieto fine.
Idea centrale: Peripezie tragicomiche dell’omino vagabondo ai tempi della corsa all’oro nel Klondyke. Contro ogni aspettativa e contro ogni disincantato realismo, trionfano la mitezza, il candore, l’ingenuità.
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