Concetti Chiave
- La paziente giovane presenta sintomi di colestasi, dolore addominale e difficoltà nella digestione, con indici di funzionalità epatica alterati.
- Un'ecografia rivela una dilatazione delle vie biliari, suggerendo una patologia biliare, nonostante la paziente sia già stata colecistectomizzata.
- La risonanza magnetica è preferita alla TC per identificare calcoli biliari, in quanto questi possono non essere visibili senza una componente calcifica.
- Il trattamento della colangite prevede la sfinterotomia e, se necessario, il drenaggio della via biliare per trattare la stasi e l'infezione.
- La diagnosi differenziale include colangiocarcinoma o metastasi, con ulteriori esami necessari per confermare l'ostruzione biliare.
Indice
Sintomi e diagnosi iniziale
Si tratta di una paziente giovane con indici di colestasi alterati, non itterica e che presenta una sintomatologia dolorosa (dolore addominale e difficoltà nella digestione). Il medico decide di analizzare gli indici di funzionalità epatica e questi risultano tutti mossi.
Esami diagnostici e risultati
Il sospetto è una patologia di tipo epatico e viene prescritta un’ecografia (iter corretto). L’esame ecografico mostra una dilatazione diffusa delle vie biliari. È una paziente giovane, ha una patologia che riconduce ad una problematica di tipo biliare ed è già stata colecistectomizzata. L’indicazione corretta è quella di eseguire una risonanza (e non la tc) perché se sono presenti dei calcoli biliari, questi presentano una componente calcifica solamente nel 20-30% dei casi ed essendo costituiti da cristalli di colesterolo e sali biliari, se non c’è presenza di calcio, non sono visibili tramite tc (si vedono con l’eco perché sono riflettenti e ancora meglio con la risonanza). La risonanza, quindi, evidenza i calcoli e si esegue la colangiografia (in T2 l’acqua è bianca quindi si può evitare l’uso del contrasto) ed è visibile tutta la via biliare, il dotto di Wirsung e una modesta quantità di liquido nel digiuno. La diagnosi vede stenosi diffuse, una stenosi più serrata a livello della confluenza del dotto epatico di sinistra e la presenza di difetti di riempimento (calcoli). Si tratta di una malattia rara, ovvero una colangite orientale.
Procedure e trattamenti
In presenza di calcoli la prima cosa che eseguono gli endoscopisti è la sfinterotomia, poi si inietta il contrasto. Quest ultimo tende però a spostarsi e risulta quindi necessario gonfiare il palloncino per chiudere e indirizzare il contrasto dentro. Se è presente una stenosi è difficile che questa procedura riesca e inoltre, quando il mezzo di contrasto arriva a monte della stenosi, ristagna e può infettare la via biliare con insorgenza di colangite. In questo caso l’unico modo per trattarla è pungere ed inserire il drenaggio nella via biliare in modo tale da risolve sia la stasi che l’infezione. In seguito, con il palloncino si può dilatare la stenosi, si procede con la pulizia della via biliare e siccome la morfologia delle vie biliari risulta alterata si fa la biopsia (verrà ripreso nel corso di chirurgia per quanto riguarda il trattamento delle vie biliari).
Diagnosi differenziale e ulteriori esami
Si può quindi fare diagnosi di ittero chirurgico. A questo punto esistono due possibilità: presenza di una massa che comprime il dotto epatico oppure un’infiltrazione della lesione. La diagnosi, dunque, può essere colangiocarcinoma oppure metastasi. Se non sono visibili masse ma la bile si ferma e all’ecografia si vede una struttura che termina “a coda di topo” significa che il danno parte dalle cellule epiteliali e quindi ostruisce, con conseguente ittero (è una lesione dell’epitelio della via biliare). In questo caso non si tratta l’ittero ma si passa alla TC dove si ottiene un’immagine del fegato con le vie biliari dilatate fino ad arrivare sul confluente ma non si vede nulla e si aggiunge, quindi, la diagnosi contrastografica. L’esame deve essere eseguito in più fasi.
Domande da interrogazione
- Quali sono i sintomi iniziali della paziente descritta?
- Qual è l'importanza dell'ecografia nella diagnosi della patologia epatica?
- Perché è preferibile eseguire una risonanza magnetica piuttosto che una TC in questo caso?
- Quali sono le procedure eseguite in presenza di calcoli biliari?
- Quali sono le possibili diagnosi differenziali in caso di ittero chirurgico?
La paziente presenta indici di colestasi alterati, sintomatologia dolorosa, dolore addominale e difficoltà nella digestione, senza manifestare ittero.
L'ecografia è fondamentale poiché mostra la dilatazione delle vie biliari e permette di sospettare una patologia biliare, specialmente in una paziente già colecistectomizzata.
La risonanza è preferibile perché i calcoli biliari, che sono costituiti da cristalli di colesterolo e sali biliari, non sono sempre visibili alla TC, mentre si evidenziano meglio con l'ecografia e la risonanza.
Gli endoscopisti eseguono la sfinterotomia, iniettano contrasto e, se necessario, dilatano la stenosi con un palloncino, oltre a pulire la via biliare e fare biopsie per analizzare la morfologia alterata.
Le diagnosi differenziali includono la presenza di una massa che comprime il dotto epatico, colangiocarcinoma o metastasi, e si procede con ulteriori esami per confermare la causa dell'ittero.