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UNITA’ DI MISURA

Dal momento che misurare le galassie o qualsiasi distanza con qualsiasi oggetto celeste risulterebbe quasi impossibile effettuare con le nostre unità di misura perché si avrebbero numeri seguiti da 15-18 zeri, gli astronomi hanno individuato alcune unità di misura.
Nell’ambito del sistema solare si utilizza l’ UNITA’ ASTRONOMICA (U.A.) che equivale alla distanza media tra il sole e la terra [ 149.6 milioni di kilometri]. Per gli oggetti che si trovano al di fuori del sistema solare gli astronomi utilizzano l’ANNO LUCE (a.l), ossia la distanza che la luce compie in un anno [9463 miliardi di km perché bisogna moltiplicare la v della luce 300mila km/s per il numero di secondi di un anno].
Gli astronomi però preferiscono una terza unità di misura ossia il “PARSEC” (parallasse secondo); Immaginiamo che un osservatore si allontani perpendicolarmente al piano dell’orbita di rivoluzione della terra intorno al sole(eclittica). Il parsec è la misura della distanza per cui l’osservatore vedrebbe il semiasse maggiore dell’orbita ellittica sotto un angolo di un secondo di grado.

E’ evidente che ciò è impossibile e quindi il parsec si calcola in un altro modo ossia, dalla terra è possibile individuare un corpo celeste e rivederlo a distanza di 6 mesi spostato di circa 300 milioni di km [la lunghezza del semiasse maggiore dell’orbitale terrestre]. Prendendo come puti di riferimento altri corpi celesti o galassie lontane l’astronomo misura dalle due posizioni iniziale e finale del corpo celeste il suo spostamento in gradi ( 2a ).La metà di questo spostamento [a] è la parallasse annua dell’oggetto. Ciò sarà più chiaro con l’esempio della matita che se posta su uno sfondo fisso e osservata prima con un occhio e poi con l’altro sembra che si sposti e tale spostamento sarà sempre più piccolo quando la matita si troverà più vicina allo sfondo fisso. La metà della misura dello spostamento è la parallasse della matita. In campo astronomico quindi la parallasse è l’angolo che sottende l’arco disegnato dallo spostamento apparente dell’astro rispetto allo sfondo stellare. Per misurare la distanza dell’oggetto bisogna utilizzare le formule di trigonometria e di radiante. Il radiante , che è di 53.3° è l’angolo che sottende un segmento posto ad una distanza uguale alla sua lunghezza l .
L’angolo di parallasse è tanto più grande quando i 2 punti dello spostamento sono distanti tra loro. Spesso gli astri sono così distanti dalla terra che l’angolo di parallasse annua risulta anche inferiore ad 1 secondo di grado. Il limite di precisione degli strumenti per visualizzare la distanza di un astro impedisce di misurare angoli di parallasse inferiori a 1/100 di secondo di grado e per questo non può essere utilizzato per misurare oggetti distanti più di 100 parsec.

RIFERIEMNTI

La terra ruota su se stessa intorno all’asse terrestre che interseca la superficie terrestre in due punti :POLO NORD e POLO SUD. L’equatore è il circolo massimo,è perpendicolare all’asse e equidistante dai poli. Prolungando l’asse fino alla sfera celeste (ASSE DEL MONDO),esso la interseca in due punti detti POLO NORD celeste (STELLA POLARE) e polo sud CELESTE . Estendendo l’equatore fino alla sfera celeste otteniamo l’equatore celeste che divide la sfera celeste in due parti : Emisfero Boreale Nord e emisfero Australe Sud. Gli infiniti circoli paralleli all’equatore sono detto PARALLELI, il meridiano celeste fondamentale è quello passante per l’osservatorio di Greenwich.
La retta perpendicolare alla superficie terrestre nel punto in cui ci troviamo interseca la sfera in due punti : Zenit (parte sopra di noi) Nadir (parte sotto di noi)

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