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MAGNITUDINE

Per definire la luminosità di un astro gli astronomi distinguono due tipi di magnitudini in quanto un astro può apparire molto luminoso perché è vicino alla terra oppure perché esso è veramente molto luminoso.

▪LA MAGNITUDINE APPARENTE (m) è la luminosità della stella come appare da terra (non ci permette di stabilire se la luce dipende dalla distanza o della sua energia). Per esprimere la magnitudine apparente si usa una scala che ha origini molto antiche: Nel II sec d.C. Tolomeo classificò le stelle visibili ad occhio nudo in base al livello di luminosità in 6 ordini di grandezza dalle stelle più luminose a quelle più tenui e appena visibili ad occhio nudo.
Successivamente gli astronomi mantennero questa classificazione cambiando il nome da grandezza a “MAGNITUDINE”. Secondo la “legge di Pogson” il rapporto tra una stella di prima magnitudine e una di 6 magnitudine è uguale a 100: occorrono 100 stelle di magnitudo 6 per riporodurre una di magnitudo 1. Successivamente ci si è resi conto che esistevano stelle con magnitudine superiore a quelle nella classe 1 e così si è aggiornata la scala aggiungendo il valore 0 e i valori negativi.

▪LA MAGNITUDINE ASSOLUTA (M), esprime la quantità di energia luminosa effettivamente emessa dal corpo celeste, la luminosità intrinseca. Essa è definita come la magnitudine apparente che la stella avrebbe se fosse osservata ad una distanza di 10 parsec (32,6 anni luce)

TIPI DI STELLE

Classifichiamo le stelle in base al loro colore, in quanto esiste un forte legame tra colore e temperatura superficiale. Infatti possiamo legare la lunghezza d’onda dell’emissione massima alla temperatura dei gas sulla superficie della stella. Per questo motivo le stelle che emettono luce azzurra sono le più calde, seguite dalle bianche, gialle, arancioni e infine dalle rosse che sono le più fredde (vedi analisi spettrale).
Si è scoperto che spesso quelle che a noi ad occhio nudo sembravano stelle normali si sono dimostrate essere sistemi binari o multipli di stelle. Essi si formano perché le stelle come qualsiasi corpo celeste sono soggette alla legge di gravitazione universale per cui più sono vicine e più tendono ad attrarsi e a orbitare intorno ad un comune centro di gravità. Le stelle binarie si distinguono in:
-Variabili ad eclissi: la variazione di luminosità è dovuta al fatto che periodicamente una stella passa davanti all’altra occultandone la luminosità.

-Spettroscopiche: stelle binarie poste a distanza tale da non poterle distinguere nettamente. E’ possibile individuare la variazione di luminosità tramite un analisi spettrale con l’effetto del red shift.
-Visuali: stelle così vicine da poterle distinguere otticamente col telescopio

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