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Concetti Chiave

  • Il calendario ha origini antiche, inizialmente basato sui cicli lunari, ma successivamente adattato per seguire i movimenti del sole, dando vita a una misurazione più precisa del tempo.
  • Giulio Cesare riformò il calendario introducendo un anno di 365 giorni e un anno bisestile ogni quattro anni, creando il mese di febbraio bisestile per compensare le 6 ore di scarto.
  • Il calendario giuliano presentava un errore di 11 minuti rispetto all'anno solare reale, accumulando un ritardo di 10 giorni fino alla riforma di Papa Gregorio XIII nel 1582.
  • La riforma gregoriana stabilì nuove regole per gli anni bisestili, limitando i secolari a quelli la cui prima cifra è divisibile per 4, mentre gli altri anni seguono la regola delle ultime due cifre.
  • Oggi, la maggior parte dei paesi utilizza il calendario gregoriano, mentre il calendario musulmano, basato su mesi lunari, ha un anno di 354 giorni e inizia nel 622 d.C.

Il calendario

Indice

  1. Origini del calendario
  2. Riforma di Giulio Cesare
  3. Errore e riforma gregoriana
  4. Calendari moderni e differenze

Origini del calendario

Nell’antichità molti popoli misuravano il tempo in funzione delle fasi lunari, prendendo il mese lunare come unità di misura. Presto ci si accorse, però, che i giorni e le stagioni non venivano dati dalla Luna, bensì dal sole, quindi sarebbe stato più utile e preciso basare la divisione del tempo sui moti apparenti del Sole. Nacque così il calendario.

Fino a Giulio Cesare, l’anno era composto da 355 giorni e diviso in 12 mesi lunari. Poiché l’anno solare è di 365 giorni (circa 365 giorni e ¼), in pratica l’anno solare romano si trovava indietro di 11 giorni, per cui ogni due anni si aggiungeva un mese intercalare di 22 giorni. Tuttavia, anche questa soluzione non permise di raggiungere un calcolo esatto, anzi, l’aggiunta di un mese intercalare creò un grande confusione.

Riforma di Giulio Cesare

Giulio Cesare, pensando che l’anno solare corrispondesse a 365 giorni e 6 ore, decretò che normalmente l’anno fosse di 365 giorni e che ogni quattro anni, l’anno fosse di 366: il giorno in più corrispondeva alla somma delle 6 ore per quattro anni. Si venne così a creare un mese in più, il mese di febbraio, chiamato bisestile. Perché fu chiamato bisestile (dal latino “bis sexto die”)?

I Romani avevano l'abitudine di contare i giorni, sottraendoli a determinate festività, come le Idi e le Calende, contando, però, anche il giorno di partenza; di conseguenza, nell’anno comune, tra il 24 febbraio e il 1º marzo (=Calende di marzo) ci sono appunto sei giorni (24 febbraio-25 febbraio-26 febbraio-27 febbraio-28 febbraio-1 marzo).

Negli anni bisestili, con il mese di febbraio di 29 giorni, il giorno 24, che nell’anno comune, era sexto die, sarebbe diventato septimo die, ma dato che septimo die esisteva già ed era il giorno 23, i Romani chiamarono il giorno in più bis sexto die da cui è derivato l’aggettivo “bisestile".

Errore e riforma gregoriana

Tuttavia anche nei calcoli di Giulio Cesare esisteva un errore in quanto il valore dell’anno era inferiore di 11 minuti a quello reale. Con il passar del tempo, questo ritardo si accumulò a tal punto che nel 1582 esso aveva raggiunto un valore di 10 giorni.

Fu così che Papa Gregorio XIII attuo un’ulteriore riforma (calendario gregoriano):

    1) Il 5 ottobre del 1582 diventò automaticamente 15 ottobre

    2) Gli anni che indicavano il secolo sarebbero stati bisestili solo se le prime due cifre fossero divisibili per 4 (1600 e 2000 bisestili, ma non 1700, 1800, 1900). Invece nel calendario giuliano essi erano tutti bisestili

    3) Gli altri anni sono bisestili se il numero formato dalle decine e dall’unità è divisibile per 4: 1980 è bisestile, ma non 1990)

Calendari moderni e differenze

Oggi quasi tutti i popoli seguono il calendario civile e contano gli anni dalle nascita di Gesù Cristo. Fanno eccezione i musulmani che contano gli anni dal 622 dell’era cristiana, data della fuga di Maometto dalla Mecca a Medina. Il calendario musulmano ha l’anno comune di 354 giorni, diviso in 12 mesi lunari che alternativamente hanno 29 o 30 giorni ciascuno.

Pertanto, nel calendario gregoriano, l’anno è di 365 giorni (366 per l’anno bisestile, ogni 4 anni), 12 mesi (4 da trenta giorni, uno da 28 o 29 e i rimanenti di 31 giorni). Il nome dei giorni della settimana hanno origini etimologiche latine, nella domenica ha prevalso il nome cristiano): lunedì giorno della luna), martedì (dedicato a Marte), mercoledì (giorno di Mercurio), giovedì (giorno di Giove), venerdì (giorno di Venere). Sabato ci riporta, invece, ad una etimologia ebraica. Anche il nome dei mesi risale alla tradizione romana.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del calendario e come si è evoluto nel tempo?
  2. Nell'antichità, i popoli misuravano il tempo in base alle fasi lunari, ma si resero conto che era più utile basare la divisione del tempo sui moti del Sole. Fino a Giulio Cesare, l'anno era composto da 355 giorni, ma la riforma di Cesare portò a un anno di 365 giorni e all'introduzione del bisestile.

  3. Perché il mese di febbraio è considerato bisestile?
  4. Giulio Cesare stabilì che ogni quattro anni l'anno avesse un giorno in più, creando il mese di febbraio di 29 giorni. Il termine "bisestile" deriva dal latino "bis sexto die", poiché il giorno in più era il settimo giorno dopo il 24 febbraio.

  5. Qual è l'errore nel calendario giuliano e come è stata corretta?
  6. Il calendario giuliano presentava un errore di 11 minuti all'anno, accumulandosi nel tempo fino a 10 giorni nel 1582. Papa Gregorio XIII attuò una riforma, introducendo il calendario gregoriano e modificando le regole per determinare gli anni bisestili.

  7. Come si differenziano i calendari moderni, in particolare quello musulmano?
  8. Oggi, la maggior parte dei popoli segue il calendario gregoriano, che ha 365 giorni (366 nei bisestili). I musulmani, invece, utilizzano un calendario di 354 giorni, basato su mesi lunari, iniziando dal 622 d.C., anno della fuga di Maometto.

  9. Quali sono le origini etimologiche dei nomi dei giorni della settimana?
  10. I nomi dei giorni della settimana derivano in gran parte dall'etimologia latina, con la domenica che ha un'origine cristiana. Ad esempio, lunedì è il giorno della Luna, martedì è dedicato a Marte, e sabato ha un'etimologia ebraica.

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