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Le origini dell’astronomia moderna

Oggi tutti noi sappiamo che la Terra è uno degli otto pianeti che, insieme a molti altri corpi variamente più piccoli, orbitano intorno al Sole, e che proprio il Sole appartiene a una “famiglia” ancora più grande, composta forse da 100 miliardi di stelle; insieme formano la Via Lattea che, a sua volta, è solo una di miliardi di galassie presenti in un Universo dalla grandezza inimmaginabile. Questa visione della posizione della Terra nello spazio è però assai differente da quella più diffusa fino a poche centinaia di anni fa, quando si pensava che il nostro pianeta occupasse un posto privilegiato al centro dell’Universo.

Gli antichi greci

L’astronomia studia le leggi che “regolano” l’Universo e le proprietà degli oggetti nello spazio. L’”età dell’oro” dell’astronomia antica (tra il 600 a.C. e l’anno 150) ebbe il suo centro principale in Grecia. Gli antichi greci utilizzarono i fondamenti della geometria e della trigonometria, che avevano sviluppato essi stessi, per misurare le dimensioni e le distanze dei corpi celesti più visibili nel cielo, cioè il Sole e la Luna.

Il maggiore contributo degli antichi greci all’astronomia fu l’adozione e il perfezionamento di un modello per descrivere il moto apparente dei corpi celesti, chiamato modello geocentrico.

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