Concetti Chiave

  • L'incontro tra Morgante e Margutte segna un momento chiave del poema, rivelando la passione dell'autore per la trasgressione e la deformazione comica attraverso il personaggio di Margutte.
  • Margutte esprime una fede parodistica, rovesciando il "Credo" cattolico e affermando di credere solo nei beni materiali come cibo e vino, escludendo il soprannaturale.
  • La sua visione della fede è scettica e la considera una superstizione priva di fondamento, influenzata dalla sua educazione familiare mista tra cristianesimo e islam.
  • Margutte rappresenta una prospettiva materialistica e spregiudicata, in netto contrasto con l'umanesimo che celebra l'intelletto e i valori morali dell'essere umano.
  • Il poema "Morgante" è diviso in due sezioni: una comica con ventitré canti e una più seria con cinque canti, narrando rispettivamente l'incontro di Morgante con Orlando e la morte di quest'ultimo a Roncisvalle.

Indice

  1. Incontro tra Morgante e Margutte
  2. Fede e trasgressione di Margutte
  3. Visione del mondo di Margutte
  4. Contrasto con l'umanesimo
  5. Struttura del Morgante

Incontro tra Morgante e Margutte

Dopo essere diventato scudiero di Orlando, Morgante incontra il mezzo gigante Margutte, un personaggio astuto e malvagio inventato da Pulci, che diventerà il suo fido compagno di bravate. La narrazione del loro incontro rappresenta uno degli episodi più significativi del poema, poiché rivela il gusto dell’autore per la trasgressione e per la deformazione comica.
Le caratteristiche fisiche di Margutte simboleggiano comicamente i suoi “valori” morali: egli è infatti un essere deforme, né uomo né gigante, orrendo come i peccati che si vanta di aver commesso.

Fede e trasgressione di Margutte

Interpellato da Morgante riguardo alla sua fede religiosa, si compiace di rovesciare parodicamente i contenuti del “Credo”, la preghiera fondamentale della religione cattolica, e di irridere la fede in quanto tale (ottave 115-117). Nel suo monologo blasfemo afferma di credere soltanto nel cibo e nel vino, cioè in beni concreti e materiali, escludendo così dal proprio orizzonte morale tutto ciò che riguarda lo spirito e il soprannaturale.

Visione del mondo di Margutte

Alludendo ai contenuti delle diverse religioni (cristiana, islamica, ortodossa) si dimostra ancora più trasgressivo: per lui la fede non è un sentimento profondo che tutti sperimentano, ma un «solletico» della mente (117, v. 3) che alcuni sentono e altri no, una superstizione senza fondamento che impone precetti assurdi, come il divieto per i musulmani di bere vino (116, vv. 6-8). Se, come crede, essa dipende dall’educazione ricevuta in famiglia, come si sarebbe potuto sviluppare in lui, figlio di una cristiana ortodossa e di un sacerdote musulmano (118, vv. 3-4), un qualsiasi convincimento religioso? Il suo destino di scettico e di malvagio era segnato fin dalla nascita.

Contrasto con l'umanesimo

La sua visione del mondo, materialistica e spregiudicata, contrasta anche con quella umanistica, che celebra l’essere umano per le sue doti morali e intellettuali ed esalta valori quali l’eleganza formale, la ragionevolezza e l’equilibrio. I riferimenti ossessivi di Margutte al mangiare e al bere, il disprezzo dei genitori, l’ostentazione di un comportamento peccaminoso (entro il quale rientra l’uccisione del padre), sono infine riconducibili al filone della poesia comico-realistica, cui Pulci si ispira anche nelle opere minori.

Struttura del Morgante

Il Morgante è un’opera in ottave che si compone di due poemi scritti in tempi diversi. Il primo poema, di carattere comico e burlesco, si ispira a un cantare anonimo intitolato Orlando ed è formato da ventitré canti (o “cantari”). Il suo nucleo narrativo fondamentale si basa sull’incontro e sul legame stretto tra Orlando (che, offeso dalle calunnie di Gano di Maganza, ha lasciato la corte di Carlo Magno) e Morgante, un gigante musulmano che, sconfitto dal paladino, accetta di convertirsi alla religione cristiana e di diventare suo scudiero. Il secondo poema, più serio nei contenuti e nei toni, si ispira ad altri due cantari anonimi, la Spagna in rima e la Rotta di Roncisvalle, è formato da soli cinque canti e narra della morte di Orlando nell’agguato tesogli a Roncisvalle dal traditore Gano. L’opera nella sua versione definitiva – nota come Morgante maggiore – viene pubblicata nel 1483 ed è quindi composta complessivamente di ventotto cantari.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'incontro tra Morgante e Margutte?
  2. L'incontro tra Morgante e Margutte rappresenta un episodio cruciale del poema, evidenziando il gusto dell'autore per la trasgressione e la deformazione comica, con Margutte che simboleggia i "valori" morali attraverso la sua deformità (testo).

  3. Come si manifesta la fede di Margutte?
  4. Margutte rovescia parodicamente il "Credo" cattolico, affermando di credere solo nel cibo e nel vino, escludendo ogni aspetto spirituale e soprannaturale dalla sua visione del mondo (testo).

  5. Qual è la visione del mondo di Margutte rispetto alla religione?
  6. Margutte considera la fede come un "solletico" della mente, una superstizione priva di fondamento, influenzata dall'educazione familiare, e non come un sentimento profondo (testo).

  7. In che modo la visione di Margutte contrasta con l'umanesimo?
  8. La visione materialistica e spregiudicata di Margutte si oppone all'umanesimo, che celebra le doti morali e intellettuali dell'essere umano, evidenziando il disprezzo di Margutte per valori come l'eleganza e la ragionevolezza (testo).

  9. Qual è la struttura dell'opera "Morgante"?
  10. "Morgante" è composto da due poemi in ottave, il primo comico e burlesco con ventitré canti, e il secondo più serio con cinque canti, per un totale di ventotto cantari nella versione definitiva pubblicata nel 1483 (testo).

Domande e risposte

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