Concetti Chiave
- Il Morgante è un poema eroicomico di Luigi Pulci, composto su richiesta di Lucrezia Tornabuoni e pubblicato in diverse edizioni tra il 1478 e il 1483.
- Lo stile del poema si distingue per l'uso di un linguaggio ricco di gergalità, giochi di parole e una mescolanza di registri, riflettendo una varietà di temi e motivi.
- La visione del mondo di Pulci è laica e caotica, con un universo privo di gerarchie tra bene e male, dove l'uomo cerca di costruire il proprio destino.
- La trama segue le avventure di Orlando e il gigante Morgante, evidenziando la frammentarietà dell'opera e l'interazione tra i vari paladini.
- Il poema si conclude con la morte di Morgante e la liberazione di Gano, mentre nei canti aggiunti si approfondisce il conflitto tra Franchi e Arabi, culminando nella battaglia di Roncisvalle.
Indice
Origini e pubblicazione del Morgante
Il Morgante di Luigi Pulci è un poema eroicomico in 28 canti che ha per protagonista il gigante Morgante. Il poema viene composto da Luigi Pulci su sollecitazione di Lucrezia Tornabuoni, la religiosissima madre di Lorenzo il Magnifico. I primi 23 cantari (o canti), in ottave, vengono pubblicati nel 1478 mentre il tono di questa parte è comico e parodico ed altri cinque cantari ancora verranno aggiunti da lì a poco e hanno un tono più serio ed eroico. La prima edizione completa di 28 cantari viene pubblicata a Firenze nel febbraio del 1483.
Stile e linguaggio del poema
Il poema di Pulci, legato alla tradizione toscana di poesia popolare, si ricollega alla tradizione dei cantari e della materia carolingia per realizzare una operazione fondamentalmente nuova, sia dal punto di vista tematico che da quello formale e linguistico. Il linguaggio impiegato nel poema è intriso di battute gergali, giochi di parole, mescolanze di registri (termini latini, scientifici, letterari, filosofici, tecnicismi, voci dialettali). All'interno dell'opera, circola una straordinaria varietà di temi e motivi. Ciò perché Pulci riteneva che la realtà fosse un grande guazzabuglio “mescolato di dolce e d'amaro e mille sapori vari”. Rappresentando questa componente multiforme del reale, il poeta intreccia realismo, gusto fiabesco, comicità e tragicità, in nome del trionfo senza freni e limitazioni di una fantasia creativa che ripudia ogni regola o convenzione letteraria, staccandosi nettamente dagli esempi tradizionali.
Temi e visione del mondo
Se nella tradizione epica ad essere celebrati sono temi ben definiti (l'eroismo nel ciclo carolingio, l'amore in quello bretone), nel poema pulciano l'unità tematica viene consapevolmente ripudiata anche all'interno del singolo episodio. Perciò accade spesso che si passi repentinamente dal tono comico a quello tragico nel giro di poche ottave. O, ancora, che un personaggio connotato in una certa maniera poi riveli all'improvviso aspetti inattesi della sua personalità. Tutto ciò scaturisce sostanzialmente dalla visione del mondo del poeta. La visione del mondo da parte del poeta possiamo dire che è laica (Dio non guida la storia e non interviene); caotica, poiché le vicende umane sono dominate dal capriccio del fato; e antieroica, come dimostra il processo di degradazione a cui sono regolarmente sottoposti quei paladini che erano stati virtuosi protagonisti di tanta letteratura epica. Nell'universo fantastico pulciano non esistono infatti gerarchie o contrapposizioni preconcette tra bene e male: tutto viene sfumato, travestito, e poi sottoposto ad un processo di smascheramento. In questo modo cadono tutti gli ideali del passato e a sopravvivere è la concezione, ormai rinascimentale, dell'uomo che tenta di costruire il proprio destino opponendosi ai capricci della fortuna.
Trama e personaggi principali
La trama dell'opera, a causa della sua frammentarietà, è difficilmente riassumibile. Essa ruota attorno alla fuga dei paladini dalla corte di un Carlomagno raggirato dagli intrighi orditi dal traditore Gano. Orlando, nipote di Carlo, parte alla ricerca di avventure dirigendosi verso la "Pagania", ossia le terre abitate dai Musulmani. Durante il viaggio si imbatte in tre giganti che tormentano un'abbazia retta da un suo cugino. Orlando uccide due dei tre giganti (Alabastro e Passamonte) e risparmia il terzo: Morgante. Questi, dopo essersi convertito al cristianesimo, diventa suo fedele scudiero e compagno in avventure straordinarie. Morgante è accompagnato dal mezzo gigante Margutte, che successivamente muore a causa delle risa provocate da una scimmia che indossa i suoi stivali. Nel frattempo anche altri paladini lasciano la corte di Carlo. Costoro, guidati da Rinaldo di Montalbano e Ulivieri, si mettono alla ricerca di Orlando. Dopo molte peripezie i cavalieri si riuniscono e, grazie all'aiuto decisivo di Morgante e del mago Malagigi, fanno grandi stragi di infedeli.
Episodi e conclusione del Morgante
In seguito apprendono che Gano è stato catturato dai giganti figli di Creonta e decidono di accorrere in suo soccorso, imbarcandosi su una nave. Prima di sbarcare Morgante viene però morso da un granchio e muore. I paladini, dopo averlo a lungo compianto, riescono a conquistare grazie al mago Malagigi la città in cui era tenuto prigioniero Gano e lo liberano. Alla fine tornano tutti a Parigi, ad esclusione di Rinaldo, il quale preferisce continuare la sua esistenza di cavaliere errante. A questo punto finisce il primo Morgante. Nei cinque cantari aggiunti nella seconda redazione l'attenzione si sposta sul conflitto tra Franchi e Arabi ed ha il suo punto culminante nella celebre battaglia di Roncisvalle e nella conseguente morte di Orlando a causa del tradimento di Gano che ordisce una trappola ai cavalieri di Carlomagno.
Domande da interrogazione
- Qual è la genesi del poema "Morgante" di Luigi Pulci?
- Quali sono le caratteristiche stilistiche del "Morgante"?
- Come si manifesta la visione del mondo di Pulci nel "Morgante"?
- Qual è la trama principale del "Morgante"?
- Qual è il significato della conclusione del "Morgante"?
Il "Morgante" è stato composto da Luigi Pulci su richiesta di Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico, e i primi 23 canti sono stati pubblicati nel 1478, seguiti da altri cinque canti nel 1483, per un totale di 28 canti.
Il poema si distingue per un linguaggio ricco di battute gergali e giochi di parole, mescolando registri diversi e riflettendo una varietà di temi, in un'operazione innovativa rispetto alla tradizione poetica toscana.
La visione del mondo di Pulci è laica, caotica e antieroica, con una rappresentazione della realtà priva di gerarchie tra bene e male, dove gli ideali del passato vengono messi in discussione.
La trama ruota attorno alla fuga dei paladini dalla corte di Carlo Magno e alle avventure di Orlando, che, dopo aver incontrato e convertito il gigante Morgante, affronta vari nemici e intrighi.
La conclusione del poema segna il ritorno dei paladini a Parigi, tranne Rinaldo, e introduce un cambiamento tematico nei cinque canti aggiunti, focalizzandosi sul conflitto tra Franchi e Arabi e culminando nella battaglia di Roncisvalle.