Concetti Chiave
- Federico De Roberto nasce a Napoli nel 1861, ma si trasferisce a Catania dopo la morte del padre, vivendo con una madre gelosa e possessiva.
- Inizia la sua carriera letteraria collaborando con riviste come Don Chisciotte e La farfulla, dove approfondisce il verismo e stringe amicizie con autori come Verga e Capuana.
- La trilogia dei Principi Uzeda, composta da "L'Illusione", "I viceré" e "L'Imperio", affronta temi storici e sociali della Sicilia post-garibaldina.
- Le opere di De Roberto si concentrano su tematiche psicologiche, esplorando il contrasto tra illusione e realtà, con forti influenze sulla sua vita personale e relazioni.
- Il suo stile narrativo, pur seguendo i principi del naturalismo e verismo, si distingue per l'uso di dialoghi e didascalie descrittive, creando una narrazione più teatrale.
Indice
La vita di Federico De Roberto
Nella letteratura siciliana non si può trascurare Federico De Roberto, sempre non valorizzato e visto come inferiore.
Lui nasce a Napoli nel 1861 figlio dall'ex ufficiale di stato maggiore le Regno delle due Sicilie e da una nobildonna catanese. È l'unione del regno delle due Sicilie. Nel 1870 si trasferisce a Catania dopo che il padre era morto finendo sotto un treno alla stazione di Piacenza e da quel momento la madre ritorna ella sua Sicilia e De Roberto vivrà sempre con la madre tranne per alcuni brevi periodi. Donna estremamente gelosa e possessiva.
Incontri e collaborazioni letterarie
Fin da subito si vede che ha interessi letterari e fin da subito comincia a studiare latino questi interessi lo portano a lavorare con una rivista di Catania che si chiamava Don Chisciotte ma anche con La farfulla della domenica la prima rivista italiana che sarà venduta su tutto il territorio nazionale. Tramite queste riviste conosce Verga e Capuana con cui strige una forte amicizia. Scrive articoli critici su Zola, Capuana e su Matilde Serao la prima giornalista italiana. De Roberto si muove sull'ambiente Verista italiano. Raccoglierà tutti questi articoli in una raccolta che chiamerà Arabeschi. Nel frattempo gestisce anche la biblioteca italiana ed è importante per la sua produzione l'incontro con Pol Marsce uno studioso di psicologia che non la pensava come Zola. Nel 1888 si trova a Milano per collaborare con Il corriere della sera ha a che fare con li scapigliati.
La trilogia dei Principi Uzeda
L'anno dopo pubblica la trilogia dei romanzi sui Principi Uzeda che comprende:
- L'Illusione (1891)
- I viceré (1894): un insuccesso che successivamente viene riconosciuto come un capolavoro. Narra la storia della Sicilia post-garibaldina, delineata attraverso le vicende private degli Uzeda di Francalanza. La trama include, in ordine cronologico, gli avvenimenti de “L’illusione” e fa da premessa a quelli de “L’imperio”.
- L'Imperio (1929): incompleto e postumo alla sua morte.
Tematiche psicologiche e relazioni personali
La tematica psicologica ed intimistica, in questi romanzi, gioca sull’interiorità dei personaggi e ruota intorno al contrasto tra illusione e realtà, con i conseguenti motivi della nevrosi e delle inibizioni. Nel 1897 conosce Ernesta Valle un donna sposata con cui però nasce un intenso corteggio. La madre di De Roberto però si accorge di questa cosa e lo richiama a Catania dove si occuperà di critica letteraria. È un periodo di grande depressione, si recherà da psicologi i quali li consigliano di allontanarsi dalla madre. Per questo motivo va a Roma dove incontra un'altra donna Pia Vigata con cui in trattine una relazione.
Ultimi anni e stile narrativo
Allo scoppio della prima guerra mondiale si dichiara interventista, si dedica allo studio di Verga, rimane sempre a Catania senza spostarsi mai più rimanendo quasi immobilizzato a causa di una malattia e muore il 26 luglio 1927 mentre il giorno dopo muore Matilde Serao. Questa morte occupa l'opinione pubblica al punto che la morte di De Roberto passa inosservata. Scrive anche novelle una delle quali è La sorte. In questa novella l'attenzione di De Roberto è puntata sulla decadenza della nobiltà. Una decadenza sia economia sia fisiologica.
Federico De Roberto applica rigorosamente i termini della poetica naturalista e verista. Le tecniche narrative dello scrittore sono funzionali alla narrazione impersonale, ma differenti da quelle di Verga. Non è presente, anzitutto una regressione della voce narrante nella realtà rappresentata. È invece presente un discorso indiretto libero ma, in larga misura, la narrazione si fonda sul dialogo e sulla presenza di didascalie descrittive. La narrazione tende a far propria la tecnica teatrale.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza di Federico De Roberto nella letteratura siciliana?
- Quali sono le opere principali della trilogia dei Principi Uzeda?
- Quali tematiche psicologiche emergono nei romanzi di De Roberto?
- Come influisce la figura materna sulla vita e sulla carriera di De Roberto?
- Quali sono le caratteristiche distintive dello stile narrativo di De Roberto?
Federico De Roberto è una figura fondamentale nella letteratura siciliana, spesso sottovalutato e considerato inferiore, ma la sua opera merita attenzione per il suo contributo significativo al verismo e alla narrativa italiana.
La trilogia dei Principi Uzeda comprende "L'Illusione" (1891), "I viceré" (1894), inizialmente un insuccesso ma poi riconosciuto come capolavoro, e "L'Imperio" (1929), incompleto e pubblicato postumo.
Nei romanzi di De Roberto, le tematiche psicologiche si concentrano sull'interiorità dei personaggi, esplorando il contrasto tra illusione e realtà, e affrontando motivi di nevrosi e inibizioni.
La madre di De Roberto, estremamente gelosa e possessiva, ha un impatto significativo sulla sua vita, portandolo a periodi di depressione e influenzando le sue relazioni personali e professionali.
Lo stile narrativo di De Roberto si distingue per l'uso di tecniche naturaliste e veriste, con una narrazione impersonale, dialoghi incisivi e didascalie descrittive, che si avvicinano alla tecnica teatrale.