Concetti Chiave
- La realtà politica e sociale dell'Italia postunitaria è rappresentata attraverso il personaggio di Consalvo, che adotta un opportunismo politico per mantenere il potere familiare, nonostante le sue idee siano in contrasto con i nuovi ideali democratici.
- Consalvo sostiene che i cambiamenti nei regimi politici non alterano la sostanza del potere, che rimane sempre nelle mani delle stesse élite, a discapito della massa popolare.
- De Roberto, attraverso Consalvo, esprime una visione pessimistica della storia, evidenziando come gli ideali del Risorgimento siano stati svuotati da una classe dirigente cinica, condannando la società a un immobilismo perpetuo.
- L'eloquenza di Consalvo si rivela efficace nel persuadere la zia, che non riesce a controbattere le sue argomentazioni, dimostrando il potere della retorica in contesti politici.
- Il discorso di Consalvo è caratterizzato da uno stile variegato e parodistico, mescolando registri e linguaggi diversi, il che sottolinea la sua critica all'aristocrazia e alla tradizione familiare.
Indice
Qual è la realtà politica e sociale postunitaria?
Queste pagine condensano meglio di un trattato storiografico la realtà politica e sociale dell'Italia postunitaria. Consalvo, pur di salvaguardare il potere della propria famiglia, si è schierato con i democratici e poco importa che egli abbia idee politiche totalmente diverse, essendo un sostenitore della superiorità dell'aristocrazia. L'atteggiamento dapprima inflessibile della vecchia zia gli permette di pronunciare una vera "lezione", rivelatrice del punto di vista non soltanto suo ma dell'intera classe sociale a cui appartiene, dinanzi ai cambiamenti imposti dalla Storia e dal nuovo corso politico.
Adattamento e opportunismo politico
Consalvo spiega che, per mantenere i privilegi economici e sociali, occorre adattarsi.
I regimi mutano e con essi le forme del potere, ma le differenze sono più di nome che di fatto (r. 24): la sostanza non cambia. Consalvo non si fa scrupolo di definire canaglia (rr. 24-25) il popolo che lo ha eletto e da cui ora deriva la potenza della sua famiglia: fingere di condividere i nuovi ideali liberali rappresenta il prezzo da pagare per poter indirizzare con opportunismo gli eventi a proprio vantaggio e uscire indenni dai rivolgimenti storici.
In tal modo, lo status quo rimane inalterato e il potere resta saldamente nelle mani di chi lo ha sempre esercitato, a scapito della massa inerme, condannata a una perenne, inconsapevole sudditanza.
Per replicare, infine, a un'altra accusa della zia, che ha colto nell'adeguamento ai Tempi obbrobriosi (r. 4) il segno della degenerazione della Razza (r. 4), Consalvo sottolinea che gli Uzeda non sono cambiati, poiché i loro comportamenti e le loro follie sono sempre esistiti: spregiudicatezza, devianza, passionalità e rivalità rientrano, per così dire, in una sorta di codice genetico, che il trascorrere del tempo e delle generazioni non modifica.
La visione pessimistica di De Roberto
Le parole di Consalvo evidenziano, con spietata lucidità, la visione pessimistica di De Roberto. Come Verga e Capuana, anche il più giovane esponente del Verismo siciliano non concede spazio a illusioni di rinnovamento sociale e politico: gli ideali del Risorgimento, nobili e sinceri, sono stati in realtà del tutto svuotati e resi inoffensivi da una classe dirigente astuta, che è rimasta al potere riciclandosi con arroganza e cinismo. L'autore fa dire al protagonista che la storia è una monotona ripetizione (r. 39), un riprodursi perpetuo degli stessi meccanismi di violenza e sopraffazione, un processo di falsi cambiamenti destinato sempre a esaurirsi in un egoistico, perenne immobilismo.
L'eloquenza di Consalvo e la sua efficacia
La teatrale allocuzione di Consalvo, alla fine, ha ottenuto il risultato che l'oratore si era prefissato: soggiogata dall'eloquenza del nipote (rr. 63-64), la vecchia zia non replica più, convinta ormai anche lei della validità delle argomentazioni del nipote. Nascosto dal principio verista dell'impersonalità, De Roberto affida al protagonista il compito di illustrare la propria concezione della Storia. Consalvo tiene il suo discorso magniloquente servendosi in modo efficace della propria cultura, citando Salomone e Svetonio, a dimostrazione della validità universale al di là del tempo e dello spazio del proprio pensiero.
Stile e parodia nel discorso di Consalvo
Lo stile del suo eloquio è un guazzabuglio di espressioni e registri differenti, caratterizzati da sentenziosità, domande retoriche, termini colti da un lato e popolari dall'altro (neppure molti di quei sovrani erano stinchi di santo, r. 25; Dobbiamo farci mettere il piede sul collo anche noi?, rr. 57-58). L'ultima parte del suo discorso, infine, ha l'aspetto di un'ampollosa prosa secentesca, che ricorda la lingua usata da Manzoni nell'Introduzione ai Promessi sposi: una trovata originale con cui De Roberto parodizza implicitamente il culto, tipicamente aristocratico, delle memorie familiari.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale atteggiamento di Consalvo nei confronti della politica postunitaria?
- Come descrive Consalvo il popolo che lo ha eletto?
- Qual è la visione di De Roberto riguardo al cambiamento sociale e politico?
- In che modo l'eloquenza di Consalvo influisce sulla sua zia?
- Quali elementi caratterizzano lo stile del discorso di Consalvo?
Consalvo si schiera con i democratici per salvaguardare il potere della sua famiglia, nonostante le sue idee politiche siano in contrasto con questo schieramento, evidenziando un opportunismo politico (testo).
Consalvo definisce il popolo che lo ha eletto come "canaglia", sottolineando la sua mancanza di scrupoli nel fingere di condividere ideali liberali per mantenere il potere (testo).
De Roberto, attraverso le parole di Consalvo, esprime una visione pessimistica, affermando che gli ideali del Risorgimento sono stati svuotati e che la storia è una ripetizione monotona di violenza e sopraffazione (testo).
L'eloquenza di Consalvo riesce a soggiogare la zia, che, convinta dalla validità delle sue argomentazioni, non replica più, dimostrando l'efficacia del suo discorso (testo).
Lo stile del discorso di Consalvo è un mix di espressioni e registri diversi, con un uso di termini colti e popolari, e una parte finale che parodizza il culto delle memorie familiari, richiamando la prosa secentesca (testo).