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Concetti Chiave

  • Jean, come Pikolo, ha il compito di trasportare il rancio nel campo di concentramento, richiedendo l'aiuto di un compagno, scelto in particolare in Primo Levi.
  • Durante il tragitto verso le cucine, Primo insegna a Jean l'italiano usando il canto XXVI dell'Inferno di Dante, per riflettere sulla condizione dei deportati.
  • Ulisse, condannato nell'Inferno per il suo inganno, rappresenta la volontà di conoscere, un elemento essenziale della dignità umana, contrastata dal regime nazista.
  • La concezione del viaggio di Ulisse differisce tra Dante e Levi: mentre per Dante è un atto di superbia, per Levi è un richiamo alla dignità e alla razionalità umana.
  • Il naufragio di Ulisse simboleggia il naufragio della dignità di Primo e Jean ad Auschwitz, evidenziando la disumanizzazione subita nel campo di concentramento.

Indice

  1. Il Ruolo di Jean come Pikolo
  2. Lezione di Italiano con Dante
  3. Ulisse e la Condizione Umana
  4. Il Significato del Viaggio di Ulisse
  5. Confronto tra Dante e Levi
  6. Il Naufragio di Ulisse e Auschwitz

Il Ruolo di Jean come Pikolo

Jean è un compagno di prigionia di Levi a cui i Tedeschi hanno affidato l’incarico di “Pikolo”. Il “Pikolo”aveva diverse incombenze fra cui quella di prelevare e trasportare il rancio per il proprio gruppo di internati. Trasportare la marmitta piena di zuppa era un lavoro troppo pesante per una persona sola per cui, di volta in volta, Jean poteva scegliere una persona disposta ad aiutarlo Un giorno sceglie Primo Levi.

Lezione di Italiano con Dante

Durante il percorso che va dalla cisterna interrata alle cucine dove Jean e Primo si devono recare per riempire la marmitta, Primo tiene al suo amico una lezione. Jean, che già parla perfettamente il francese e il tedesco perché ha origini alsaziane, chiede al suo amico di insegnargli l’italiano. Levi è ben contento e decide di utilizzare, come primo approccio il canto XXVI dell’Inferno della Divina Commedia, quello di Ulisse. Per quanto la scelta paia strana e poco adatta per insegnare una lingua straniera ad un principianti, il canto servirà per fare una riflessione sulla condizione dei deportati in un campo di concentramento.

Prima di commentare il passo, è utile ricordare il canto di Dante che parla di Ulisse.

Ulisse e la Condizione Umana

Nell’ottava bolgia ogni fiamma porta al suo interno un peccatore: i consiglieri fraudolenti, coloro che usarono l'intelligenza per ingannare i propri simili. Ulisse è qui condannato, perché era stato l’artefice dell’inganno del cavallo di Troia. Su richiesta di Virgilio per conto di Dante, Ulisse inizia il racconto della sua morte.

Dopo aver lasciato la maga Circe, Ulisse, spinto dalla sete di conoscenza raccoglie un piccolo gruppo di vecchi compagni e salpa con una nave.

Giunti alle colonne d'Ercole (lo stretto di Gibilterra), egli incita i suoi marinai a superarle dicendo loro:

fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza. L'imbarcazione procede il viaggio e giunge alla montagna del Purgatorio. Qui un turbine di vento investe la nave, che fa naufragio.

Il Significato del Viaggio di Ulisse

Ulisse rappresenta la volontà di conoscere che è la qualità essenziale dell'uomo moderno; una vita priva di questo desiderio costituisce un'esperienza degna solo di un’animale.

Il ricordo di Dante fa risalire in superficie la memoria della vita vissuta fino ad ora da Jean e Primo (le montagne, il mare), che la logica dello sterminio nazista cerca in tutti i modi di annullare, riducendo gli uomini solo ad un numero di matricola, arrivando così ad annientare la dignità umana. E’ così che il XXVI canto dell’Inferno, fa affiorare l’identità profonda dell’io umano, salvando i ricordi. In pratica il canto di Ulisse serve ai due internati per ritrovare se stessi in quell’abisso del nulla costituito dal campo di concentramento.

L’invito che Ulisse rivolge ai compagni prima di sparire oltre le Colonne d’Ercole davanti alla montagna del Purgatorio è molto significativo a questo proposito: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.” Riportando il verso dantesco “fatti non foste a viver come bruti”, Levi condanna la malvagità del sistema dei campi di concentramento che miravano proprio a ridurre gli uomini allo stato animale e sottolinea lo scopo più nobile che l’uomo deve perseguire nella sua vita: inseguire virtute e canoscenza.Tuttavia esiste una notevole differenza fra l’Ulisse di Dante e l’Ulisse di Primo Levi anche perché la concezione del mondo non è la stessa.

Confronto tra Dante e Levi

Per Dante, Ulisse non è illuminato dalla Grazia di Dio e spingendosi oltre le colonne di Ercole, egli ha compiuto un atto di superbia e il suo percorso viene definito un “folle volo”, lontano dai disegni della Provvidenza. Dante contrappone al viaggio orizzontale di Ulisse (un viaggio geografico, spaziale) il proprio viaggio, che è invece verticale (come verticale è tutta la struttura della Commedia, cioè tesa verso il vertice ultimo che è Dio);

Per Levi, al contrario, il viaggio di Ulisse non è folle, anzi è un appello alla dignità attiva della ragione umana anche in condizioni estreme in cui si trovano Primo e Jean. Recuperando la propria dimensione razionale, i deportati, costretti a vivere come bruti, riacquistano la loro dignità umana. D’altra parte Primo Levi ha una visione laica del mondo che esclude ogni richiamo alla Provvidenza divina.

Il Naufragio di Ulisse e Auschwitz

Il naufragio di Ulisse richiama il naufragio di Primo e di Jean: i due internati, grazie a Dante, hanno per un attimo ritrovato la loro dignità umana che tuttavia, subito dopo, viene nuovamente sommersa dalla realtà di Auschwitz con tutte le sofferenze e la triste realtà quotidiana.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Jean come Pikolo nel campo di concentramento?
  2. Jean, compagno di prigionia di Levi, ha il compito di "Pikolo", che implica il prelievo e il trasporto del rancio per il gruppo di internati, scegliendo di volta in volta chi aiutarlo, come Primo Levi.

  3. Come avviene la lezione di italiano tra Primo e Jean?
  4. Durante il tragitto verso le cucine, Primo insegna a Jean l'italiano utilizzando il canto XXVI dell'Inferno di Dante, un approccio che, sebbene insolito, serve a riflettere sulla condizione dei deportati.

  5. Qual è il significato del viaggio di Ulisse secondo il testo?
  6. Il viaggio di Ulisse simboleggia la volontà di conoscere, una qualità essenziale dell'uomo moderno, e rappresenta un contrasto con la vita priva di desiderio di conoscenza, considerata degna solo di un animale.

  7. In che modo il canto di Ulisse aiuta Jean e Primo a ritrovare la loro identità?
  8. Il canto di Ulisse riporta alla memoria la vita vissuta da Jean e Primo, contrastando la logica dello sterminio nazista che annulla la dignità umana, permettendo loro di riscoprire la propria identità in un contesto di disumanizzazione.

  9. Qual è la differenza tra la visione di Ulisse di Dante e quella di Primo Levi?
  10. Dante vede Ulisse come un simbolo di superbia e un "folle volo", mentre Levi lo interpreta come un appello alla dignità della ragione umana, sottolineando la necessità di recuperare la dignità anche in condizioni estreme come quelle di Auschwitz.

Domande e risposte

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