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Concetti Chiave

  • Machiavelli ha già esperienza teatrale prima della Mandragola, avendo scritto una commedia perduta e tradotto l'Andria di Terenzio.
  • La Mandragola è probabilmente composta all'inizio del 1518, durante l'allontanamento di Machiavelli dalla vita politica.
  • La prima messa in scena della Mandragola risale al 1520, ma il testo circolava già in precedenza a Firenze.
  • La commedia è divisa in cinque atti e si distingue per un minor numero di personaggi e una trama ben strutturata.
  • Il titolo della Mandragola evidenzia l'oggetto della beffa, con i personaggi che diventano ingranaggi del meccanismo comico.

Machiavelli e la sua esperienza teatrale

Quando Machiavelli intraprende la scrittura della Mandragola non è affatto inesperto di teatro: egli ha già alle spalle una commedia oggi perduta (Le maschere, databile intorno al 1504), e una traduzione dell’Andria di Terenzio (1517 ca). Né il suo interesse per la drammaturgia verrà meno in seguito: negli anni di ozio forzato, tra il 1518 e il 1520 Machiavelli continuerà a dedicarsi alla scrittura teatrale e novellistica. A questo periodo risale la scrittura di una «favola» intitolata Belfagor arcidiavolo, in cui si narrano le vicende di un diavolo che viene mandato sulla terra per prendere moglie, e la stesura della commedia intitolata Clizia, che verrà rappresentata a Firenze nel 1525: una rielaborazione della Casina del commediografo latino Plauto, in cui Machiavelli sviluppa però autonomamente la caratterizzazione dei personaggi.

La Mandragola e il contesto storico

La prima testimonianza di una messa in scena della Mandragola risale al 1520, ma il testo circolava certamente già da tempo (la prima stampa a noi nota era uscita a Firenze qualche tempo prima). È assai probabile che Machiavelli abbia composto l’opera all’inizio del 1518, durante il periodo di forzato allontanamento dalla politica e di frequentazione di quelle riunioni degli Orti Oricellari, da cui nascono anche i Discorsi.

Caratteristiche della Mandragola

La Mandragola è una commedia in prosa, divisa in cinque atti inframmezzati da quattro canzoni e preceduti da un prologo. I modelli sono quello de i grandi autori latini di Plauto e Terenzio, ma anche quello del le commedie contemporanee, come La Cassaria o I Suppositi di Ludovico Ariosto, o la fortunata Calandria del drammaturgo Bibbiena, che contrassegnano un periodo di grande fioritura del nuovo teatro italiano. Rispetto a questi esempi, però, la commedia di Machiavelli si caratterizza per un numero minore di personaggi e una concentrazione dell’intreccio di grande tenuta drammaturgica. Il titolo stesso, d’altra parte, pone al centro proprio l’oggetto della beffa (la pianta di mandragola), relegando con sapienza i personaggi a puri ingranaggi del meccanismo comico.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dell'esperienza teatrale di Machiavelli nella scrittura della Mandragola?
  2. Machiavelli non era inesperto di teatro quando scrisse la Mandragola; aveva già scritto una commedia perduta e tradotto un'opera di Terenzio. La sua esperienza pregressa ha influenzato la sua capacità di sviluppare personaggi e intrecci nella sua opera, come evidenziato nel testo.

  3. In quale contesto storico è stata scritta la Mandragola?
  4. La Mandragola è stata probabilmente composta all'inizio del 1518, durante il periodo di allontanamento dalla politica di Machiavelli e le sue frequentazioni agli Orti Oricellari, un contesto che ha anche ispirato i suoi Discorsi.

  5. Quali sono le caratteristiche distintive della Mandragola rispetto ad altre commedie del suo tempo?
  6. La Mandragola si distingue per la sua struttura in cinque atti e un numero minore di personaggi, concentrando l'intreccio in modo drammaturgicamente efficace. Inoltre, il titolo stesso evidenzia l'oggetto della beffa, rendendo i personaggi strumenti del meccanismo comico, come descritto nel testo.

Domande e risposte

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