Concetti Chiave
- Luigi Pirandello nacque a Girgenti, Sicilia, nel 1867, da una famiglia borghese, con una formazione accademica classica che culminò nella laurea a Bonn nel 1891.
- Il suo matrimonio con Antonietta Portulano si rivelò infelice a causa della malattia mentale della moglie, esperienza che influenzò profondamente le sue opere, in particolare il tema della follia.
- Attratto dal teatro, Pirandello scrisse opere innovative come "I sei personaggi in cerca d'autore", rivoluzionando il panorama teatrale italiano e mondiale.
- Durante la prima guerra mondiale, inizialmente sostenne l'intervento italiano, ma successivamente si pentì a causa della prigionia del figlio Stefano, un evento che influenzò la sua visione critica della società.
- Nel 1934, Pirandello ricevette il premio Nobel per la letteratura, lasciando un'eredità duratura con opere come "Il fu Mattia Pascal" e "Novelle per un anno", che trattano temi di identità e realtà.
Indice
Origini e Studi di Pirandello
Nacque il 28 giugno 1867 presso Agrigento, in Sicilia (che si chiamava Girgenti) da una famiglia di agiata condizione borghese. La loro ricchezza deriva dal fatto che il padre gestiva miniere di zolfo, che diventeranno però la loro rovina. Si iscrive all’università di Palermo, poi passerà all’università di Roma, dove successivamente ebbe problemi con un professore, e quindi spostó nell’università di Bonn, dove si laureerà nel 1891. A differenza di Svevo, non è un intellettuale atipico in quanto intraprende i classici studi di un letterato. Tornerà in Italia e dal 1892 si stabilì a Roma grazie ad un assegno del padre. Mentre Svevo aveva vissuto un declassamento, in un primo momento, non avviene lo stesso a Pirandello. Il primo romanzo del 1893 è l’Escusa, pubblicato più tardi nel 1901.
Matrimonio e Vita Familiare
Incontra una donna, Antonietta Portulano, che poi sposerà e sarà un matrimonio non molto felice perché la donna inizierà a mostrare dei segni di squilibrio psichico e alla fine ebbe una crisi che la fece sprofondare nella follia. (tema della follia ➝ importante per la narrazione di Pirandello poiché l’aveva vissuta in prima persona) Sarà costretto a rinchiudere la moglie in un manicomio e vedrà la famiglia come un ambiente soffocante. Inizia a fare l’insegnante e a collaborare con delle riviste. Nel 1903, a causa di un allagamento della miniera di zolfo, del padre provocò un dissesto economico della famiglia e quindi come Svevo alla fine vive il declassamento.
Carriera Teatrale e Successi
Pirandello si sente fortemente attratto più che dalla narrativa, dal teatro e inizierà la sua esperienza con il teatro con due atti unici: Lumìe di Sicilia e La morsa. Inizia a scrivere anche delle commedie vere e proprie. E di questa prima fase teatrale ricordiamo: così é (se vi pare), pensaci giacomino! e il giuoco delle parti.
Impegno Politico e Riconoscimenti
Nel frattempo scoppia la prima guerra mondiale e Pirandello si schiera a favore dell’intervento dell’Italia (come molti altri letterati: D’Annunzio, Ungaretti, Marinetti) poiché la vede come la quarta guerra d’indipendenza che avrebbe portato al completamento dell’unità di Italia e quindi al processo risorgimentale. Poi si pentì perché il figlio Stefano venne fatto prigioniero dagli austriaci. Dal 1920 riscuote un grande successo sempre per il teatro, con l’opera “i sei personaggi in cerca d’autore” che porta un’innovazione nel teatro. Dal 22 abbandona l’insegnamento per dedicarsi solo al teatro che sarà la sua attività principale e fonderà una sua compagnia teatrale. Ebbe una relazione intensa con una giovane attrice Marta Abba per la quale scrisse vari drammi. Nel 24 si iscrive al partito fascista soprattutto per avere appoggi economici e nel 29 gli verrà assegnato il titolo di “Accademico d’Italia” (accademia➝istituzione fascista) come D’Annunzio. Nel 25 (anno del delitto Matteotti) assume la direzione del teatro d’arte di Roma.
Opere e Riconoscimenti Finali
Pirandello ha pubblicato anche altri romanzi come ad esempio “il fu Mattia Pascal” e “uno nessuno centomila” Scrive anche tante novelle (narrazione in prosa breve, codificata da Boccaccio) poi decide di raccoglierle in un’unica raccolta: novelle per un anno perché il suo obiettivo era di avere una novella per ogni giorno dell’anno. Novelle: il treno ha fischiato, Ciáula scopre la luna (confronto con Verga), la carriola; e per il teatro: i sei personaggi in cerca d’autore e così è se vi pare. E deciderà di raccogliere in una raccolta, chiamata “maschere nude”, tutte le sue opere teatrali. Nel 34 gli viene assegnato il premio Nobel per la letteratura e due anni dopo morì lasciando incompiuto il suo ultimo capolavoro teatrale, I giganti della montagna.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini familiari di Pirandello e come hanno influenzato la sua vita?
- Qual è stato l'impatto della vita familiare di Pirandello sulla sua opera?
- Come si è sviluppata la carriera teatrale di Pirandello?
- Qual è stata la posizione politica di Pirandello durante la Prima Guerra Mondiale?
- Quali riconoscimenti ha ricevuto Pirandello nella sua carriera?
Pirandello nacque in una famiglia borghese agiata, il cui benessere derivava dalla gestione di miniere di zolfo, che però divennero la loro rovina. Questa situazione economica influenzò profondamente la sua vita e la sua carriera, portandolo a vivere un declassamento economico.
Il matrimonio di Pirandello con Antonietta Portulano, segnato da problemi di salute mentale della moglie, influenzò notevolmente la sua scrittura, rendendo il tema della follia centrale nelle sue opere, poiché lo visse in prima persona.
Pirandello si dedicò al teatro, scrivendo atti unici e commedie, tra cui "così è (se vi pare)" e "il giuoco delle parti". Il suo successo culminò con "i sei personaggi in cerca d’autore", che rappresentò un'innovazione nel panorama teatrale.
Inizialmente, Pirandello si schierò a favore dell'intervento italiano nella guerra, vedendola come un'opportunità per completare l'unità d'Italia. Tuttavia, si pentì della sua scelta dopo che suo figlio Stefano fu fatto prigioniero.
Pirandello ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Nobel per la letteratura nel 1934. Inoltre, nel 1929 fu nominato "Accademico d’Italia" e nel 1925 assunse la direzione del teatro d’arte di Roma, consolidando la sua posizione nel panorama culturale italiano.