Concetti Chiave
- L'italiano si sviluppa dalla trasformazione del latino parlato durante l'età imperiale, differente da quello letterario e caratterizzato da varietà in base al rango sociale.
- Le lingue romanze principali derivate dal latino includono italiano, spagnolo, portoghese, francese meridionale e settentrionale, romeno e dialetti regionali come il friulano.
- Le differenze tra il latino e le lingue derivate riguardano l'uso di preposizioni al posto delle desinenze, l'introduzione dell'articolo e la scomparsa di alcune forme verbali.
- Tra i primi documenti in volgare, l'indovinello veronese dell'VIII-IX secolo rappresenta la prima forma di componimento breve in lingua romanza, evidenziando l'emergere del volgare.
- La produzione letteraria italiana inizia nel XIII secolo, con figure significative come Dante, Petrarca e Boccaccio, che adottano il gergo fiorentino per la sua somiglianza con il latino.
Origini e trasformazione del latino
L'Italiano si forma con la trasformazione del latino parlato durante l'età imperiale. La lingua parlata anche nell'età classica differiva notevolmente da quella adottata dagli scrittori e a seconda del rango sociale di chi la utilizzava presentava molteplici varietà distinte con vari appellativi:
Sermo Vulgaris, Rusticus, Cotidianus, Militaris.
Questo linguaggio si distingueva da quello letterario per alcune particolarità fonetiche, morfologiche e lessicali, che già vive nel lazio si accentuarono fra i popoli soggetti a Roma sia all'interno che all'esterno dell'Italia.
Dopo le invasioni Barbariche, il processo di trasformazione del linguaggio parlato, si accelerò la mancanza di un freno, quale poteva essere stato offerto dalle scuole fiorite durante il periodo imperiale.
Qual è l'evoluzione delle lingue romanze?
Tra queste lingue possiamo distinguerne 6 fondamentali da cui si formarono molteplici dialetti: italiano, lo spagnolo, il portoghese, il francese meridionale o provenzale, o lingua d'oc (dal latino hoc) e il francese settentrionale o lingua d'oil (da hoc illud), il romeno. Oltre a queste nascono lingue regionali nelle zone alpine come il friulano, il ladino dell Val Gardena, mentre i dialetti sardi, nella loro varietà costituiscono un gruppo a parte.
Le principali differenze tra il vecchio latino e le lingue derivate dalla sua trasformazione consistono nella designazione dei casi non più mediante desinenza ma mediante preposizioni, con l'apparizione dell'articolo e la successiva scomparsa dell'imperativo futuro e del supino.
Si va lentamente modificando il lessico con l'apporto di altre lingue con cui le popolazioni latine vengono a contatto, in special modo con le lingue dei conquistatori germanici, dei Greci, degli Arabi.
Documenti storici in volgare
Tra i primi documenti in volgare emerge verso la fine dell'VIII secolo e gli inizi del IX l'indovinello veronese: “Se pareba boves alba pratalia paraba – et albo versorio teneba e negro semen seminaba”, che tradotto significa: “si spingeva avanti i buoi, arava un bianco prato e teneva un bianco versorio (voce ricavata dai dialetti settentrionali, dal latino parlato “versorium” che deriva da Versus, participio passato di vertere, organo dall'aratro che compie il rovesciamento della fetta di terreno staccata dal vomere – lama che taglia la fetta) e seminava nera sementa”. Esso intende alludere sotto l'apparenza dell'ora, la penna che scrive sulla carta. Venne scoperto su un codice della biblioteca di Verona e rappresenta la prima forma di componimento breve di due versi in lingua volgare, romanza.
La Carta Capuana del 960 è una sentenza pronunciata da un giudice di Capua per dirimere una vertenza tra il monastero di Montecassino ed un tal Rodelgrimo da Quino: “Sao ko kelle terre per kelle fino que ki contene trenta anni le possette parte Sancti Benedicti.” (fondò l'abbazia). Traduzione: “Io so che quelle terre entro quei confini che qui sono descritti per trent'anni le ha tenute in possesso l'amministrazione dell'abbazia di Montecassino”.
Nascita della letteratura italiana
Un altro documento di rilievo è l'iscrizione su un muro per illustrare un affresco dell'antica basilica di S. Clemente a Roma, anteriore al 1084. Bisogna tuttavia rilevare che soltanto a partire dal XIII secolo in Italia nasce una produzione letteraria degna di tal nome e nonostante la mancanza di unità politica, si affermerà una schiera di scrittori sulla scia di Dante, Petrarca e Boccaccio tendenti ad utilizzare il gergo fiorentino per l'innegabile vantaggio di somigliare più degli altri dialetti alla lingua latina.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine della lingua italiana?
- Quali sono le lingue romanze principali e le loro caratteristiche?
- Qual è il significato dell'indovinello veronese?
- Che importanza ha la Carta Capuana del 960?
- Quando inizia la produzione letteraria italiana e quali autori ne sono rappresentativi?
L'italiano si forma dalla trasformazione del latino parlato durante l'età imperiale, differente da quello letterario e caratterizzato da varietà a seconda del rango sociale (Sermo Vulgaris, Rusticus, Cotidianus, Militaris).
Le lingue romanze fondamentali includono italiano, spagnolo, portoghese, francese meridionale e settentrionale, e romeno. Le differenze principali rispetto al latino includono l'uso di preposizioni al posto delle desinenze e l'introduzione dell'articolo.
L'indovinello veronese, risalente all'VIII-IX secolo, rappresenta la prima forma di componimento breve in volgare e allude all'atto di scrivere, utilizzando un linguaggio romanza derivato dal latino parlato.
La Carta Capuana è un documento storico significativo che attesta l'uso del volgare per risolvere una vertenza legale, dimostrando l'emergere della lingua romanza in contesti ufficiali.
La produzione letteraria italiana inizia nel XIII secolo, con autori come Dante, Petrarca e Boccaccio, che utilizzano il gergo fiorentino per la sua somiglianza con il latino, nonostante la mancanza di unità politica.