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L'uomo moderno di fronte alla pluralizzazione di sensi


Ma mentre nel passato l'uomo, grazie a una società gerarchicamente organizzata e meno complessa della nostra, si trovava di fronte a una visione del mondo univoca, da tutti riconosciuta e accettata, che fondava una sorta di "senso totalizzante", l'uomo d'oggi è in una situazione radicalmente diversa. Quella che viene chiamata "crisi di senso", più che perdita radicale di significato, è un moltiplicarsi di significati, una pluralizzazione di sensi (nel secondo volume vedremo come tale pluralizzazione del senso ha conseguenze sul versante etico).
L'uomo moderno, quindi, non si trova di fronte a un orizzonte privo di significati, ma di fronte a un orizzonte popolato da molti significati, gran parte dei quali, come vedremo nel primo capitolo, fanno a meno dell'"ipotesi Dio". La spiegazione fornita dai mondi religiosi è soltanto una fra le molte: deve misurasi, confrontarsi con altri centri di significato, alcuni, forse più convincenti e allettanti di quello religioso. Alcuni filosofi e sociologi affermano che oggi ci troviamo di fronte a una "deriva del senso", cioè non è più possibile fondare l'agire dell'uomo e fornire orizzonti di significato, bisogna "navigare a vista", al massimo possiamo cercare di ordinare vari sistemi e vari valori.
Il filosofo e sociologo Jean Baudrillard, analizzando la nuova "realtà" virtuale, pone una dura critica alla società moderna, secondo lui capace di offrire solo sistemi di segni e, come conseguenza, incapace di dare senso alla realtà. Quello che vivono molti giovani è un simulacro, una simulazione. Non essendoci più punto di riferimento, ogni segno può essere riferimento, tutto è sull'orizzonte, dietro non c'è nulla. La conseguenza è drammatica: la ricerca diventa fine a se stessa, quello che conta è viaggiare da un'alternativa all'altra: dall'alternativa, infatti, si può fuggire, si possono cambiare i comportamenti, si può mutare il senso dalle azioni quando la prassi lo richiede, quando la prassi le confuta. Nessun esercizio critico, nessuna faticosa ricerca di senso: l'apparenza del mondo contro la realtà del mondo. Di fronte a tale situazione il ruolo delle religioni appare importante: il misurarsi con la pluralizzazione dei sensi impone alle religioni la ripresa del loro compito storico di essere fondatrici di senso, di essere capaci di dare all'uomo fiducia nel mondo e nell'esistenza; formare uomini capaci di vivere e non solo di sopravvivere.
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