La teologia rivelata nasce e si sviluppa all'interno delle religioni positive, dove il termine "positivo" indica "ciò che esiste", cioè un dato di fatto: il cristianesimo è tale perchè è una religione storicamente esistente e riconosciuta. Nella teologia rivelata o positiva o catafatica il mistero di Dio è conoscibile tramite i suoi effetti, cioè la creatura, che è a immagine e somiglianza di Dio. Dio è tutto ciò che nel creato è perfezione: per esempio vita, piuttosto che morte, potenza, piuttosto che impotenza, intelligenza, amore, libertà, giustizia. Sempre all'interno della teologia rivelata si configura quella che Dionigi l'Aeropagita definì teologia negativa o apofatica, che sottolineando l'infinita distanza tra Creatore e creatura e la radicale differenza della divinità rispetto al mondo e all'uomo, evidenzia le differenze tra la sfera del divino e quella dell'umano, concentrando i suoi sforzi nel dire ciò che la divinità non è. A differenza di quella positiva, la teologia negativa non afferma, ma nega( di qui il nome) che Dio sia una cosa piuttosto che un'altra. La riflessione di Dionigi manca però di ciò che, da sant'Agostino in poi, per fede cristiana e una componente fondamentale: il senso della storia. Tuttavia, ponendo l'accento sulla dissomiglianza tra l'uomo e Dio, che ha in sè tutte le perfezioni possibili,ma non come l'uomo può conoscerle, la teologia negativa è il punto di riferimento del misticismo( non solo quello cristiano, anche quello islamico, per esempio), una via di conoscenza di Dio: essendo insufficienti e inadeguate le capacità razionali dell'uomo per esprimere la vera natura di Dio, a Lui si giunge attraverso l'estasi.

Hai bisogno di aiuto in Religione?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email