Riego di Riego
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SCISMA ORTODOSSO

“Scisma” è una parola di origine greca che indica una divisione dell’unità religiosa. Lo scisma verificatosi nel 1054 separò la Chiesa ortodossa da quella cattolica. Il termine “ortodossia” significa in greco “retta dottrina”. L’ortodossia bizantina è una delle tre confessioni in cui il cristianesimo si è suddiviso accanto a cattolicesimo e protestantesimo. La Chiesa ortodossa ha avuto la sua area di sviluppo nell’impero bizantino e il suo centro principale a Costantinopoli.
I protagonisti dello scisma furono papa Leone IX, il cardinale Umberto di Silva Candida, il patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario e l’imperatore bizantino Costantino IX. Il pretesto della rottura fu l’impiego da parte del clero bizantino, per la confezione delle ostie destinate alla comunione, di pane lievitato al posto di quello azzimo: tale impiego veniva giustificato con necessità di un distacco dal rituale ebraico; il Papa tuttavia ribadì l’utilizzo del pane azzimo poiché nei vangeli è scritto che durante l’ultima cena Gesù e gli apostoli mangiarono pane azzimo che presso gli ebrei si consumava in occasione della Pasqua ebraica per ricordare la fuga degli ebrei dall’Egitto.

In seguito a tale controversia il papa inviò a Costantinopoli un’ambasceria guidata dal cardinale Umberto di Silva Candida; il 16 luglio 1054 gli inviati papali consegnarono a Michele Cerulario una bolla di scomunica. Il patriarca, che aveva l’appoggio del clero bizantino, riuscì a far portare sulle sue posizioni anche l’imperatore Costantino IX e reagì alla scomunica convocando un’assemblea del clero bizantino che si concluse con il pieno appoggio di questo a Michele Cerulario. Da ora in avanti ci saranno due cristianità: quella cattolica e quella ortodossa. L’ortodossia è oggi diffusa negli Stati che appartenevano all’impero bizantino: Grecia, Cipro, Macedonia, Bulgaria, Serbia, Montenegro, Romania, Moldavia, Ucraina, Bielorussia, Russia, Armenia e Georgia. Prima del 1054 erano però maturati altri motivi di attrito, soprattutto in merito alla questione del celibato ecclesiastico. Dopo la rottura con Roma la Chiesa ortodossa ammise la compatibilità fra il sacramento dell’ordine sacerdotale e quello del matrimonio, per cui venivano ordinati preti anche uomini sposati purchè abbiano preso moglie prima di prendere i voti. Il celibato viene mantenuto però per i vescovi. Inoltre per i laici è ammesso il divorzio ed eventuali nuove nozze. Per la cattolicità il celibato ecclesiastico è richiesto fin dal concilio di Nicea del 325 in fedeltà a quanto detto da San Paolo che afferma che l’uomo e la donna non sposati si dedicano di più alle cose del signore; il divorzio non è ammesso dalla Chiesa cattolica perché nei vangeli Gesù dice che l’uomo non deve sciogliere ciò che Dio ha unito.
Un’altra controversia riguarda il primato del papa sui vescovi e sulla Chiesa; al tempo dello scisma, a Bisanzio, il patriarca tollerava sempre meno di essere inferiore, in materia di fede al Papa, il cui primato era stato stabilito nel concilio di Calcedonia del 451. In quell’occasione, alla presenza dei vescovi dell’Impero Romano d’Occidente e di quello di Oriente, il vescovo di Roma,al quale fu attribuito il titolo di “papa”, fu considerato da tutti i vescovi, in quanto successore di San Pietro, il primo tra tutti i vescovi in fedeltà a quanto affermato nel vangelo di Matteo in cui Gesù dice a Pietro: “Beato te Simone, tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa… Ti darò le chiavi del regno dei cieli e ciò che proibirai sulla Terra sarà proibito anche nei cieli e ciò che permetterai sulla Terra sarà permesso nei cieli.
Tuttavia ancora oggi i cristiani ortodossi non accettano la suprema autorità religiosa del papa. La Chiesa ortodossa è costituita da una comunione di Chiese autonome; l’autonomia delle Chiese è denominata autocefalia. Nella Chiesa ortodossa non esiste un’autorità personale di governo che eserciti le sue prerogative su tutta la Chiesa. Le Chiese autocefale hanno il diritto di risolvere le loro controversie interne e di eleggere i propri vescovi, incluso il patriarca che presiede la Chiesa. Patriarca e vescovi sono eletti dal Santo Sinodo, assemblea composta dai vescovi e dai rappresentanti del clero e dei laici. Il patriarca che ha il primato onorifico su tutte le Chiese ortodosse anche se non le governa, è il patriarca di Costantinopoli. Patrimonio comune delle Chiese cattolica e ortodossa sono la Bibbia e la fede nella Trinità.

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