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Padre Massimiliano Kolbe

Biografia

Padre Massimiliano Kolbe nasce in Polonia l’8 gennaio 1891. A 17 anni entra nel seminario dei Frati minori conventuali (francescani). Padre Kolbe nel 1930 parte per il Giappone dove a Nagasaki fonda Nel febbraio del 1941, padre Kolbe viene arrestato dalla Gestapo: la Padre Kolbe ad Auschwitz diceva: “ L’odio non serve a nulla. É Padre Kolbe viene ucciso il 14 agosto 1941 con una iniezione mortale di acido ed il suo corpo viene gettato nel forno crematorio. un’altra cittadella: Mugenzai no Sono. famigerata polizia tedesca. l’amore che salva”. Padre Massimiliano Kolbe (nome di battesimo: Raimondo) è stato beatificato nel 1971 da Paolo VI ed è stato fatto santo da Giovanni Paolo II il 10 ottobre 1982 in San Pietro, alla presenza di Francesco Gajowniczek, il sergente polacco cui aveva salvato la vita ad Auschwitz. La mamma di padre Massimiliano quando seppe della morte del figlio ad Auschwitz scrisse ai frati questa lettera: "Una sera il mio bambino rincasò tardi,sporco e stracciato. Il papà si arrabbiò molto e quella sera Raimondo saltò la cena. Il giorno dopo lo vidi tutto mogio. Allora sorridendo gli dissi: -Bambino mio cosa sarà di te? Raimondo scoppiò a piangere e corse nella sua stanza davanti al quadro della Madonna. Dopo un po' uscì pensieroso. Per qualche giorno rimase così: silenzioso con qualche scoppio di pianto. Non era una cosa normale. Lo presi allora da parte e gli chiesi:-Che cosa succede? Perché quel viso sempre serio? Raimondo mi rispose esitante: -Mamma,quando mi hai detto "cosa sarà di te?", sono andato dalla Madonna e le ho chiesto la stessa cosa:"Cosa sarà di me? E la Madonna ha aperto le mani e mi ha mostrato due corone: una di fiori bianche e una di fiori rossi. Mi ha guardato e mi ha chiesto quale volevo. Non so come, ma ho capito che quella bianca rappresentava la purezza, quella rossa il martirio. Io però, non sapendo quale scegliere, gliele ho chiesto tutte e due. La Madonna mi ha sorriso e poi l’ho rivista com’è nel quadro. Dopo questo racconto Raimondo tornò sereno come sempre. Questo fatto non l’ho mai raccontato a nessuno, nemmeno a suo padre. Ma ora che ho saputo come è morto, credo necessario raccontarlo a voi, suoi confratelli”.

Arbeit match frei Arbeit macht frei,Il lavoro rende liberi, è il cinico e sarcastico motto che accoglieva i prigionieri all’ingresso del campo di Auschwitz. Padre Kolbe portò nell’inferno di Auschwitz la luce di Cristo, umiliò la violenza nazista e ridonò speranza ai prigionieri,così che anche gli aguzzini dovettero affermare:”Davvero questo prete era un santo”. Padre Kolbe è l’uomo che anche di fronte all’orrore ha saputo far trionfare l’amore. Egli è uomo col quale Cristo si è fatto presente sulla terra chiusa dal filo spinato: una terra matrigna che ha incenerito l’umanità. Padre Kolbe è dunque il simbolo del trionfo dell’uomo sul non-uomo,colui che,di fronte all’interrogativo di Primo Levi Se questo è un uomo, mostra il “vero volto dell’uomo”.

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