Mongo95 di Mongo95
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La tradizione vuole muore nel giugno 632, in seguito a “fortissimi mali di testa”, nella braccia di ‘A’isha. La notizia si diffonde e la gente rimane sconvolta, non ci crede, fino a quando Abu Bakr annuncia:
“Se voi credevate in Muhammad, sappiate che Muhammad era un uomo ed è morto. Se voi credete in Dio, sappiate che Dio non muore mai”.
Il Profeta trapassa senza lasciare esplicite indicazione sulla sua successione. Il costume era che il morto doveva venire lavato, avvolto in sudario e sepolto nel giro di 24 ore. Muhammad era appena morto e il suo pupillo e parente più stretto ‘Ali1 secondo la regola aveva il compito di seppellirlo. I maggiorenti di Medina intanto si raccolgono subito in assemblea, la Saqifa dei Banu Sa’ida, e litigano furiosamente perché facenti parte di gruppi diversi:
1. Meccani nobili (come Abu Bakr), cioè i Banu Omayya
2. Medinesi, i convertiti più tardi
Alcuni hanno poi provato a dimostrare che il criterio che divenne decisivo nella scelta del successore fu quello della precedenza e dell’eccellenza, cioè chi prima si era convertito. Alcuni si pronunciano già a favore di ‘Ali, anche perché lo stesso Muhammad lo avrebbe preso per mano presentandolo così ai musulmani: “Chi ama me ama ‘Ali, chi segue me segue ‘Ali”. ‘Ali non è però presente e da questo lotta intestina viene riconosciuto Abu Bakr, che godeva appunti di precedenza ed eccellenza: era un uomo di provata fede ed onestà, era suocero del Profeta, era stato il primo maschio convertito all’Islam. Viene eletto e le differenze si placano sotto la sua autorità. ‘Ali ne è dispiaciuto, ma essendo Bakr così prestigioso, si mantiene defilato senza opporsi.

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