Mongo95 di Mongo95
Ominide 4324 punti

Importante è la distinzione tra shari’a e il fiqh. Il cosiddetto “diritto coranico” non esiste, visto che il testo coranico è scarsamente normativo. Ma l’Islam è religione di Legge, e ciò dipende non solo dal fatto che le regole di comportamento sociale e culturale sono considerate atti legali, ma soprattutto dal fatto che la Legge è di origine divina. Esiste però il diritto musulmano che si basa su due livelli:
1. shari’a (la “via”): contiene le norme contenute nel Corano e nella Sunna. La shari’a è in senso stretto la Legge rivelata, il fondamento etico rivelato del diritto. La shari’a è una “direzione”, una base, un metodo, piuttosto che un corpus di regole e sanzioni. Non implica un’idea di obbligazione, ma di indirizzo e di direzione.
2. fiqh (“comprensione”): il diritto musulmano vero e proprio, l’elaborazione attraverso strumenti umani della shari’a. Che porta quindi alla conoscenza della quintuplice qualificazione sciaraitica dell’atto umano. Tutti gli atti possono essere considerati: obbligatori, proibiti, consigliati, sconsigliati, oppure giuridicamente neutri. In ogni caso ogni atto ha un valore giuridico, non tanto etico. Il fiqh ha quindi carattere metodologico (studio degli usul al-fiqh) e contenutistico, nell’elaborazione di norme di diritto positivo.

In generale quindi, sia shari’a che fiqh sono “diritto musulmano”: la prima esprime la volontà di Dio, il secondo la scienza giuridica formulata dai tecnici del diritto sulla base dell’uso della ragione. Molti musulmani compiono l’errore di considerare la shari’a come il diritto in sé.
Non è invece diritto musulmano il qanun, cioè le regolamentazioni poste in essere da un’autorità, in primo luogo politica.

Hai bisogno di aiuto in Religione?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017