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Facendo parte della tradizione abramitica, si tratta di un pilastro costitutivo, l’Unicità di Dio, il tawhid. Tale principio poi ha una sua necessaria integrazione nel riconoscimento della Veridicità della Profezia di Muhammed. Nel Corano, nella Sura dell’Unicità 112 (o Culto Sincero, ikhlas) viene espresso tale concetto:

Dì: Egli (Huwa), Dio, è Uno (ahad), Dio, Samad. Non generò e non fu generato e nessuno gli è pari

a. Si inizia con l'imperativo del verbo dire. A ricevere tale ordine è il Profeta, che deve comunicare (originariamente per via orale) la Parola. Problematico è identificare chi dà l'ordine, o Dio stesso, oppure l'Angelo che fa da tramite. A prescindere da ciò, è importante il fatto che c'è una voce esterna che ordina a Maometto di comunicare: in ciò giace una differenza sostanziale tra la Rivelazione islamica e le altre abramitiche. Nei Vangeli si ha un racconto da parte degli evangelisti, mentre in questo caso è Dio direttamente che racconta, o l'angelo che media. Secondo l'Islam quindi il Corano è parola diretta di Dio, mentre i Vangeli sono solo divinamente ispirati, ma opera di uomini.

Da notare lo scarto di soggetto (tecnica retorica del iltifat): si passa da Dì a Egli, si passa alla terza persona con un voluto artificio retorico. L'arabo è una lingua semitica, quindi non possiede il verbo essere, il discorso copulativo, ciò significa che si utilizza l'espressione "Huwa huwa", la tautologia del "Dio è se stesso”, caratteristica di autoidentificazione.
b. Dio è Al-lah, cioè "Il Dio". Accade come in ebraico, dove non è possibile pronunciare il nome di Dio.
c. Uno, si ribadisce l'unicitià di Dio, che può essere intesa in due sensi: numerico (uno, Dio ne esiste uno solo, è singolo) o qualitativo (unico, è diverso da tutte le altre cose).
d. Sàmad, compare l'unica volta in tutto il testo del Corano, è un attributo di Dio. Tale termine è semanticamente e grammaticalmente di origine sconosciuta (araba, siriaca, etiopica, etc...), ininquadrabile esattamente, quindi la si traduce in modo molto diverso anche dagli stessi musulmani (termine polisemico): eterno (versione degli orientalisti occidentali), colui a cui si rivolge la preghiera (Al-Ghazali), l'inconoscibile (Ismailiti, setta sciita). Samad significa tutte queste cose, quindi è prassi non tradurlo.
e. Non generò nè fu generato, chiaramente una frase antitrinitaria e anticristiana. Non fu generato può essere un accenno al fatto che Dio è eterno. Considerando le due particelle insieme, soprattutto la seconda, però la allusione è evidente al fatto di Cristo, considerato figlio di Dio. Secondo l’islam cioè è impossibile, Dio non ha prole. Ma neppure può essere generato, cioè l’idea di Gesù come Dio incarnato. Leggendo il Corano, a Dio vengono attribuiti tantissimi nomi (99 "bei nomi" + 1 segreto, che solo lui conosce, il nome della potenza) e caratteristicamente manca quello di Padre, fatto estremamente significativo, qualificando l'idea di Dio in maniera molto diversa rispetto alla tradizione Cristiana. Egli è signore, re, ma ma non padre. Infatti l'uomo è una creatura come tutte le altre (a volte denominato anche 'abd, schiavo, servo), non ha nessun rapporto privilegiato con esso, c'è uno iato ontologico pronfondissimo, Dio è troppo alto per incarnarsi in una creatura. C’è una enorme frattura teologica rispetto al Cristianesimo, in nome dell’Unicità e della trascendenza viene rifiutata l’idea di incarnazione e consecutivamente quella di Trinità. Gesù è un Inviato di Dio, un suo Verbo, ma non è Dio incarnato. Chi afferma ciò mente.
f. Non uno pari, nessuno è pari a lui, nessuno gli somiglia. Si va a ripetere la sua unicità qualitativa.
In generale, in questa brevissima formula coranica sono sintetizzate cinque caratteristiche dell’Unicità:
1. La singolarità
2. L’impossibilità di trovare qualcosa o qualcuno che possa assomigliargli
3. L’esclusività dell’adorazione (traducendo samad in “colui cui ci si rivolge”)
4. La pre-eternità (non fu generato, è ontologicamente e temporalmente superiore e antecedente a qualsiasi creatura)
5. Trascendenza assoluta a compromissioni con la realtà materiale, a qualsiasi frantumazione ipostatica
Nella professione dell’Unicità è riconosciuta la via esclusiva della salvezza.

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