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L'intenzione e lo spirito

Ciò che ridà, dall'interno, significato alla vita è lo spirito (pneuma), della cui forma genuina - ben diversa dal "soffio infuocato" stoico - il cristianesimo per primo rende esplicito il concetto.
Lo spirito si scopre quando l'attenzione si porta sull'interiorità, che i Greci tendevano invece a esprimere immediatamente nelle forme esteriori. Lo stoicismo aveva bensì cominciato a isolare, con la consueta astrattezza, l'interiorità del "sapiente" dalle circostanze esterne; ma il cristianesimo indurrà gli uomini a cercare nel proprio intimo la concretezza più piena: e lo farà soprattutto rendendoli attenti all'importanza dell'intenzione nella vita morale. Gli atti sono moralmente buoni o cattivi non perché conformi o meno a una legge esteriore, bensì a seconda dell'intenzione per cui ci si conforma (o non ci si conforma) alla legge. E anche di desiderio si può peccare. Nel nostro interno si sviluppa qualcosa che poi si ripercuote negli atti esteriori; e da questo qualcosa dipende tutto per noi: la vita e la morte.

La sede di questa interiorità è l'anima, che già platonicamente fungeva da tramite tra l'intelligibile e il sensibile, ma che ora è, si può dire, tutto, nel senso che rappresenta l'uomo di fronte a Dio. L'anima vive o muore a seconda che conservi o no quell'intimo contatto con Dio che la fa "spirituale". La grazia, scendendo nell'anima, le dà una consistenza inattaccabile, quindi una salvezza eterna; il peccato, per contro, interrompe il contatto, quindi è "morte" dell'anima; ma una morte che può essere vinta dalla grazia.
Ciò stesso che rende l'anima spirituale le dà, quindi, la "vita eterna": ed è il contatto con Dio. L'anima intellettiva di Platone era immortale per il contatto che aveva con il "mondo intelligibile" delle idee: l'anima spirituale del cristianesimo è immortale per il contatto che la grazia le dà con Dio. Lo "spirito", dunque, da un lato è autonomia della vita interiore, dall'altro è il veicolo della discesa del divino nel mondo: ciò che ridà un senso al mondo. E la "vita eterna" dell'anima, per un verso è il "regno dei cieli" - cioè un altro mondo -, ma per un altro verso è anche il senso più profondo di questo mondo che, perciò, il cristianesimo è ben lungi dal rinnegare.

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